Maschere dal Cielo

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L’ultimo romanzo del fecondo scrittore Christian Capriello: il commissario Acampora si muove in una Napoli noir dove piovono Maschere dal cielo 

NAPOLI – Si può trovare in libreria l’ultimo libro del fecondo scrittore napoletano Christian Capriello, un thriller ambientato in una città   angosciata, Maschere dal Cielo, LFA Publisher.

Protagonista è il Il commissario Luigi Acampora, napoletano doc. Si trova a indagare un caso tanto complicato che dovrà usare tutto il suo ingegno per risolverlo.

Quel che non sa, è che potrà contare sull’aiuto di risorse davvero inaspettate, distanti dal semplice intuito.

Al punto che sarà il primo a sorprendersene…

Sinossi. Il mondo, così lo viviamo. Suoni, colori, fragranze. Speranze, sogni, bisogni. Ma anche giaciglio e improvvida sede terrena per menti diaboliche quanto geniali. Come quella dell’Angelo. Una creatura che ha del sovrannaturale.

Nella Napoli di oggi l’angelo si muove con inusitata maestria e terrificante candore.

Scaltro, spietato ed impassibile, passa accanto ai prescelti come una sentenza inappellabile. Irripetibile nel suo modus operandi, metodico in ogni nodo della mastodontica tela di Penelope che ha saputo tessere, è un osso davvero duro. Nessuno riesce a venire a capo delle sue azioni. Un’ombra, densa come mercurio ma incorporea ed effimera come un refolo di vento. Diabolicamente avveduto e determinato, l’avvento dell’Angelo incide, di fatto, il nome del lettore su una lapide.

Un essere che ti sfiora con la delicatezza di un guanto di seta, tuttavia capace, al contempo, di trascinare nell’oblio. I prescelti possono anche iniziare a salutare il mondo dei vivi.

E, quel che è peggio, l’Angelo non ha alcuna intenzione di fermarsi…

Maschere dal Cielo, primo della Trilogia di Acampora, costituisce una novità per il genere noir. Un libro sorprendente, che entra dentro il lettore, facendo commuovere e nello stesso tempo rimbalzare il cuore in gola.

In una spirale di eventi assurdi e inspiegabili, i tentativi di quadratura del cerchio vengono continuamente ribaltati dalle circostanze, che rendono la storia imprevedibile e avvincente.

Sin dal principio, chi legge si ritroverà incollato alla storia, alla ricerca delle possibili interpretazioni dei numerosi enigmi disseminati nel testo, nella speranza di ottenerne le giuste chiavi di lettura. E non sarà affatto semplice.

Maschere dal Cielo, una storia che non finirà di stupire, colpo di scena dopo colpo di scena. Fino alla fine.

Si farà davvero molta fatica a calare la maschera…

 L’autore. Nato a Napoli nell’agosto del 1976, Christian Capriello vive e lavora in questa città. Sposato, due bimbi, amante dello sport, della poesia, della tecnologia di consumo e sperimentale, coltiva una particolare passione per il cinema americano.

Ha pubblicato Derek Dolphyn e il varco incantato e Derek Dolphyn e l’Enig-Mago (dic 2015, giu 2018, Tullio Pironti Editore), capitoli 1 e 2 di un’omonima saga fantasy.

Nell’ottobre 2018, Come le Storie che cominciano, edito da La Bottega delle parole di San Giorgio a Cremano, scritto a 4 mani con Armando Grassitelli.

Nell’aprile 2019 riceve l’importante Premio Partenope, per … l’originalità e l’elevato valore artistico-letterario.

Tre suoi racconti, Killer Delice, Taxi Dreamer e Baby Ganglio sono risultati vincitori di 3 contest promossi da Edizioni Mea, e inseriti nelle raccolte Napoli in Giallo, Il Dolore del Silenzio e Prendiamoli per mano.

Nell’ottobre 2019 ha pubblicatoPartenopiade – Cronache di Napoletani disagiati, Edizioni MEA.

Nel settembre 2020, ha pubblicato Anime su Tela, a 4 mani con Mina Garofalo, edito da LFA Publisher, candidato al Premio Fondazione Napoli 2021.

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Premio Carlo Castelli per la solidarietà

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Un premio che vuol essere un ponte tra i reclusi e la società, per riconoscere la dignità della persona e per la solidarietà

BERGAMO  Nella Casa Circondariale don Fausto Resmini  venerdì 8 ottobre si terrà la XIV edizione del Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario destinato ai detenuti delle carceri italiane.

Quello del carcere è un mondo difficile, ma che sa sorprendere con una solidarietà inaspettata.

Volontari, operatori, educatori, lo sanno bene: talvolta è proprio chi nella vita “ha sbagliato”, a compiere gesti di attenzione verso quel mondo esterno da cui è stato separato.

Il contagio della solidarietà vince ogni pandemia e ogni barriera: è il tema della XIV Edizione delPremio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario dedicato ai detenuti, promosso dalla Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli,con i patrocini diCamera, Senato, Ministero della Giustizia, Università Europea di Roma e con uno speciale riconoscimento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Al Premio Castelli collaborano il Pontificio Dicastero per la Comunicazione, con Vatican News e le emittenti della CEI TV2000 e Radio inBlu.La premiazione si terrà venerdì 8 ottobre 2021, a partire dalle ore 10, presso la Casa Circondariale di Bergamo“Don Fausto Resmini”.

Non a caso, visto che la pandemia è entrata nei racconti dei reclusi, è stato scelto il carcere della città che ha pagato il prezzo più alto durante la prima ondata dell’emergenza: la Casa Circondariale don Fausto Resmini, sacerdote dei poveri e cappellano, stroncato dal Coronavirus nel marzo 2020.

Quest’anno, più che in passato, si può apprezzare il valore della solidarietàche hanno espresso donne e uomini che in un periodo di pandemia particolarmente pesante, anche se limitati nel loro ridotto spaziofisico e nella libertà di movimento, hanno contribuito, con piccoli masignificativi gesti, ad aiutare coloro che sono oltre il muro: Persone come noi che – scrive Antonio Gianfico, Presidente della Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoliseppure responsabili di errori, sono capaci di amare, di sognare, di preoccuparsi per gli altri, parenti e sconosciuti,di sentirsi coinvolti al punto di dare lezioni di solidarietà a quanti, liberi,sono tuttavia prigionieri del loro egoismo e dell’incapacità di amare. Un premio che vuol essere un ponte tra il ristretto e le istituzioni, tra il recluso e la società, finalizzato a riconoscere la dignità della persona indipendentemente dal reato.

Nel corso della pandemia le persone detenute, superato lo sconcerto iniziale, si sono sentite coinvolte e partecipi di una gara di solidarietà che, tramite i canali d’informazione, hanno visto svilupparsi un po’ ovunque. Anche loro hanno dato vita a raccolte di generi alimentari da destinare fuori, ai più bisognosi. Hanno messo insieme piccole somme il cui valore supera di gran lunga quello effettivo, per aiutare alcuni ospedali ad acquistare materiale indispensabile.E poi si sono organizzati laboratori per produrre mascherine.

È proprio questo il “contagio della solidarietà” che emerge dai numerosi elaborati che la giuria ha valutato durante questa edizione.

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Ma il Premio Carlo Castelli per la solidarietà è molto più di un concorso letterario, perché offre la possibilità, a chi ha sbagliato, di fare qualcosa di buono per la società. Il premio in denaro, infatti, è suddiviso in due parti: una viene accreditata al recluso, autore del racconto, un’altra parte viene destinata ad un’opera nel sociale. Così, chi vince, avrà la possibilità di finanziare un progetto di reinserimento nel mondo del lavoro, o un’adozione a distanza, o la costruzione di un’aula scolastica, e così via.

Alla cerimonia di Premiazione seguirà un Convegno a cui parteciperanno relatori e ospiti illustri accolti dalla Direttrice della Casa Circondariale di Bergamo Teresa Mazzotta, che parlerà del senso della pena oggi. Tra gli invitati la Ministra della Giustizia Marta Cartabia,il giornalista e scrittore Luigi Accattoli, il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria perla Lombardia Pietro Buffa, il Magistrato Pietro Caccialanza, che per oltre trent’anni ha ricoperto il ruolo di Giudice della Corte d’Appello, la giornalista Carla Chiappini, che del carcere di Parma coordina la redazione di Ristretti Orizzonti, il Presidente vicario del Tribunale di Sorveglianza di Brescia Gustavo Nanni, il Comandante della Casa Circondariale di Bergamo Aldo Scalzo, il Direttore della Casa circondariale di Milano San Vittore Giacinto Siciliano, la Garante Comunale dei Diritti dei Detenuti Valentina Lanfranchi, L’Assessora ai Servizi Sociali Marcella Messina, il Direttore della Caritas Diocesana di Bergamo don Roberto Trussardi,il Presidente del CSV di Bergamo Oscar Bianchi, il Presidente di Carcere e Territorio Fausto Grittie, per la Società di San Vincenzo De Paoli,il Presidente della Federazione Nazionale Antonio Gianfico, l’ideatore del Premio Carlo Castelli Claudio Messina, la Presidente del Consiglio Centrale di Bergamo Serena Rondi e Marco Del Vecchio membro della Giunta Esecutiva della Federazione Nazionale. Modera Davide Dionisi di Vatican News.

Nel corso della premiazione sarà Rosario Tronnolone di Vatican News, a leggere i testi delle opere vincitrici.

La cerimonia di premiazione  verrà trasmessa in streaming sul sito web sanvincenzoitalia.it sabato 9 ottobre alle ore 18.30, mentre il convegno verrà trasmesso giovedì 14 ottobre alle ore 18.30 allo stesso link:

8 ottobre 2021: La XIV edizione del Premio Carlo Castelli

Elenco opere premiate – Premio Carlo Castelli XIV Ed

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Premio Carlo Castelli per la solidarietà

Tributo a Dante

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Fondazione Ravello, omaggio a Dante: in Villa Rufolo: guida all’ascolto di Eduardo Savarese alla Francesca da Rimini 

RAVELLO (SA) – Per la programmazione della Fondazione Ravello il 2021 è stato ed è un anno in cui tanti anniversari hanno dato  spunto e opportunità per una serie di event: nella 69esima edizione del Ravello Festival sono stati diversi gli appuntamenti in omaggio a figure indelebili della storia.

Non poteva mancare l’omaggio a Dante Alighieri nella ricorrenza dei 700 anni dalla morte. Dopo lo spettacolo di e con Elena Bucci e Chiara Muti dello scorso luglio, domenica 10 ottobre alle ore 11 propone l’ascolto guidato dell’opera Francesca da Rimini.

Nell’Auditorium di Villa Rufolo sarà Eduardo Savarese, magistrato e scrittore napoletano appassionato cultore di musica classica e teatro lirico, ad accompagnarci in un’analisi dei quattro atti del capolavoro di Riccardo Zandonai tratto dalla Divina Commedia.

Il percorso comincerà con l’avvio dalla rievocazione della figura di Francesca così come la tratteggia Dante nel canto quinto dell’Inferno. La vicenda è quella celeberrima dell’amore impossibile finito in tragedia tra Francesca da Polenta, moglie del signore di Rimini Gianciotto Malatesta, e il fratello di lui, Paolo Malatesta detto il Bello.

La vicenda di Paolo e Francesca è stata occasione di ispirazione di letterati, musicisti e artisti in genere e nel 1901 culminò nel dramma di Gabriele D’Annunzio. Considerata l’opera migliore di Riccardo Zandonai, la tragedia lirica Francesca da Rimini nacque sulla scia dell’entusiasmo suscitato nell’autore dalla recitazione di Eleonora Duse, protagonista dello scritto dannunziano, ed ebbe una laboriosa genesi.

Il testo fu adattato da Tito Ricordi e si avvalse dell’intervento dello stesso D’Annunzio, venendo composto in meno di 12 mesi per essere rappresentato la prima volta al Regio di Torino la sera del 9 febbraio 1914 riscuotendo un travolgente e immediato successo.

L’evento è ad ingresso libero su prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per maggiori informazioni e prenotazioni: 089 858422 | http://www.ravellofestival.com

È obbligatorio esibire all’ingresso il Green Pass o certificazione equipollente.

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Tributo a Dante

Youth cinema, Giffoni a Skopje

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Youth Film Festival, promozione del cinema italiano, innovazione e confronto al centro dell’evento di GiffoniFF che si terrà a Skopje, Macedonia https://wp.me/p60RNT-9w0

Giffoni riprende le sue attività all’estero e lo fa iniziando da Skopje: dal 7 al 12 ottobre è tempo della IX edizione di Giffoni Macedonia Youth Film Festival.

Organizzare un festival in Italia, nell’anno più buio della storia moderna, è una dichiarazione politica ed emotiva importante. Sottintende attenzione, responsabilità, determinazione e nessuna esitazione.

Organizzare un festival all’estero – a quasi due anni dall’inizio della pandemia – non è soltanto il segno evidente che qualcosa sta cambiando, ma un atto di amore che può dare fiducia all’industria culturale e cinematografica.

L’evento collegherà con il suo programma cinema e idee, unendo l’esperienza in presenza di centinaia di ragazzi ad altrettanti coetanei collegati da città e nazioni diverse.

L’iniziativa è cofinanziata per l’Italia dal MIC – Direzione Generale Cinema, dall’Agenzia Nazionale per il Cinema della Macedonia del Nord, sostenuta dall’Ambasciata d’Italia a Skopje e organizzata da Giffoni con l’associazione Planet M.

La geometria del festival segue quella già tracciata da #Giffoni50Plus: alla giuria composta da 180 giovani suddivisi in tre categorie – juniors (10 a 14 anni), cadets (14 a 16 anni) e seniors (16 a 19 anni) – si uniranno gli hub macedoni ed esteri che seguiranno, in diretta, film, dibattiti e workshop online.

Quest’attività è stata organizzata con il supporto della Missione OSCE a Skopje e sostenuta con i fondi del programma Building bridges per l’inclusione e la collaborazione tra istituti scolastici.

La serata inaugurale è in programma, giovedì 7 ottobre alle ore 18, al Cinema Frosina, nel Centro culturale giovanile a Skopje.

All’evento parteciperà per Giffoni il Direttore Generale Jacopo Gubitosi, Marco Cesaro,Project Manager di Giffoni Macedonia, Rosario Minervini del team direzione, Rita Esposito del team comunicazione. In rappresentanza dell’associazione Planet M il direttore di Giffoni Macedonia Darko Basheski e la program director Dea Krstevska. Numerose anche le presenze istituzionali come l’Ambasciatore d’Italia a Skopje Andrea Silvestri e la Ministra della Cultura della Macedonia del Nord Irena Stefoska.

La dinamicità ha sempre contraddistinto Giffoni e, in questo anno e mezzo, non siamo stati certo da meno – spiega Jacopo GubitosiTornare all’estero, in presenza, per Giffoni è un messaggio concreto di ripartenza: non possiamo stare fermi. La cultura fa parte del nostro benessere psicologico ed è giusto che, rispettando con attenzione le regole, torni a essere motivo di incontro e confronto attivo tra i ragazzi. Siamo felici di ripartire con le nostre attività all’estero: Giffoni è presente in Macedonia del Nord dal 2013, dove ha intrapreso un percorso formativo e culturale che cresce anno dopo anno. Qui abbiamo trovato una realtà fantastica, giovani preparatissimi, organizzazioni culturali, istituzioni locali e nazionali che si sono immediatamente stretti intorno all’evento e oggi sono assoluti protagonisti. Questa sarà solo la prima tappa del lungo viaggio internazionale di Giffoni.

Un percorso che mira anche alla promozione del cinema italiano all’estero. Infatti, dopo la cerimonia di inaugurazione del festival è prevista, infatti, la proiezione del film Glassboy diretto dal regista e sceneggiatore Samuele Rossi e liberamente ispirato al romanzo Premio Andersen Il Bambino di Vetro di Fabrizio Silei. Non a caso, martedì 5 ottobre, l’Ambasciatore d’Italia a Skopje, Andrea Silvestri, incontrerà il team di Giffoni.

Venerdì 8 ottobre, è invece in programma la masterclass di Rosario Minervini (team Giffoni) dedicata alla … difficile arte di selezionare produzioni cinematografiche per il pubblico giovanile.

Tornare nelle sale cinematografiche a vivere la magia di Giffoni in compagnia di amici: questo è stato il più grande desiderio dei nostri giffoner – afferma Darko Basheski – nonostante le difficoltà e le restrizioni ancora in vigore, siamo riusciti ad assicurare a un numero ristretto di ragazzi, 180 in totale e in pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, la realizzazione di questo sogno. Altri 100 giovani si uniranno a loro online: una cinquantina si collegheranno dagli hub organizzati in cinque città macedoni, altri ancora da casa, così come i 30 juror stranieri vivranno questa esperienza da 5 Paesi europei: Italia, Croazia, Grecia, Romania e Polonia.

Numerose le opere italiane e internazionali che saranno sottoposte all’attenta valutazione dei ragazzi.

Giffoni Macedonia non conosce ostacoli e continua il proprio viaggio verso il cuore dei giovani, come da ormai nove anni – aggiunge Dea Krstevska – quest’anno, oltre alla full immersion nel cinema di qualità fatto per i giovani e la nostra selezione di corti e animati, moltiplichiamo i nostri workshop creativi, sempre più richiesti dai ragazzi, che ogni anno si rivelano una fucina di nuovi talenti. Nello spazio dedicato alle masterclass incontreremo ospiti che nell’arte hanno trovato la passione o la professione, ma daremo spazio anche  ai giovani che hanno le idee chiare e vogliono condividerle con il mondo. Insomma, una ripartenza cauta, ma nel segno dell’entusiasmo e dell’attesa di  poter tornare numerosi e riabbracciare a Skopje tutti i nostri amici internazionali nella decima edizione in programma il prossimo anno.

Infine, martedì 12 ottobre, è prevista la cerimonia di chiusura in cui saranno proclamati i film vincitori e verranno presentati i lavori prodotti dai ragazzi durante i workshop creativi.

Skopje, i film in concorso

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Youth cinema, Giffoni a Skopje

Natural Sovereignty

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La mostra-denuncia sui cambiamenti climatixi di Paolo Cirio alla Certosa di San Giacomo, Natural Sovereignty CAPRI (NA) – Alla Certosa di San Giacomo d l 9 ottobre al 3 novembre sarà ospitato l’inedito progetto site specific di Paolo Cirio dal titolo Natural Sovereignty, a cura di Marina Guida. 
L’esposizione, organizzata dalla galleria torinese Giorgio Persano e dalla galleria berlinese NOME, in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania e l’Ufficio Servizi Educativi della Certosa di San Giacomo, gode del Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e del patrocinio della Città di Capri.

Il vernissage di Natural Sovereignty si terrà sabato 9 ottobre alle ore 18.

Sarà seguito da un incontro a tema ambientale domenica 10 ottobre alle ore 16 a Villa San Michele, sede del Consolato Svedese e storica dimora del medico e scrittore Axel Munthe.

Ancora, un workshop all’Università Federico II di Napoli in programma lunedì 11 ottobre nel corso di Estetica del professor Leonardo Distaso

L’esposizione comprende un ampio corpus di opere. Dopo le indagini artistiche su tematiche economiche, politiche, legali e finanziarie, la ricerca di Paolo Cirio, presentata non a caso in siti sempre intrisi di bellezza, si interroga per la prima volta sull’emergenza climatica, un punto cruciale del nostro tempo, ancora troppo sottovalutato.

E lo fa senza mezzi termini, allestendo un tribunale utopico del crimine climatico, nel quale le maggiori compagnie petrolifere e di carbone sono messe sotto processo e giudicate da esperti di giustizia climatica internazionale e dal pubblico che si costituisce parte lesa.
In questo processo immaginario i querelanti, insieme alla specie umana, sono le migliaia di specie di flora e fauna in estinzione.

Sono tantissimi gli studi e le pubblicazioni scientifiche che negli anni hanno lanciato un allarme: la vita del nostro pianeta sarebbe in gravissimo pericolo, come evidenziato dal Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres che nell’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) ha commentato: Deve suonare una campana a morto per il carbone e i combustibili fossili, prima che distruggano il nostro pianeta.

Sebbene da molto tempo attivisti e scienziati continuino a gridare forte contro i disastri dell’emergenza climatica – anche se troppo costanti sono le catastrofi che errate scelte politiche antiecologiste hanno inferto all’ambiente e benché siamo quasi a un punto di non ritorno – la loro voce resta a tutt’oggi inascoltata.
Paolo Cirio, artista di origini italiane che vive a New York, con Natural Sovereignty, da hacker e attivista lancia il suo affondo sul tema più urgente del nostro secolo.

Con metodo scientifico, supportato da grafici e dati incrociati, mostra le evidenze della crisi climatica che negli ultimissimi anni sono diventate sempre più allarmanti.

Nel suo progetto – sarebbe riduttivo chiamarlo “mostra” – gli spazi della Certosa non hanno intenzione di offrire un semplice fondale, ma sono piuttosto i dispositivi ideali dove rimbalza il disincanto di una bellezza dolente e quasi perduta. Capri diventa così la cassa di risonanza del messaggio potente ed urgente che l’artista consegna ad un pubblico internazionale.

Le installazioni presentate da Paolo Cirio, quindi, hanno il sapore amaro della sconfitta delle politiche internazionali sulle tematiche ambientali, in quanto non soltanto incapaci di preservare l’Ambiente, ma talmente inette da ingaggiare azioni pericolose di cui i governi stessi restano vittime.

Non ci possono essere scusanti. Nessuna attenuante. La crudezza di grafici, algoritmi ed espressioni matematiche stampati su tela e carta, svelano ora un dramma puro: scelte politiche di governi nazionali e sovranazionali, in accordo con le maggiori compagnie di petrolio gas e carbone, hanno condotto il globo sull’orlo del disastro climatico.

Nel dettaglio, il percorso espositivo è organizzato per sottotemi, partendo dall’area del Quarto del Priore:

Nella prima sala è allestita la sezione Climate Human Plaintiffs in cui è prevista la compilazione, con tanto di richiesta di risarcimento, da parte dei visitatori di un formulario che attesti i danni arrecati alla loro vita in relazione al disastro climatico. La stessa richiesta può essere formulata nella seconda sezioneClimate Species Plaintiffs, dove in una selezione di fotogrammi vengono presentate 40.000 specie di flora e fauna in via di estinzione, raccolte da Cirio in un data base, e pubblicate sul sito Extinction-Claims.com, nel quale i visitatori possono chiedere un risarcimento danni a nome delle specie alle compagnie petrolifere e di gas.

La sala tre, con Newsroom Evidence prevede l’allestimento di una serie di stampe cartacee che testimoniano l’approccio mediatico globale alla tematica del Climate Change.

Nella quarta sala, in Climate Geopolitic, la geopolitica del cambiamento climatico è visibile grazie a stampe su tessuto ed un mappamondo che riproduce le interrelazioni tra i maggiori responsabili di produzione e consumo di carbone, gas e petrolio.

Nella quinta sala, in Climate Ecosistem Plaintiffs, foto di ecosistemi e ghiacciai o fiumi e laghi in grave pericolo sono affiancate da un algoritmo ideato dall’artista che calcola quanto le compagnie di carbone dovrebbero contribuire alla tutela degli stessi.
Nella sesta sala, in Climate Financial Evidence, sono indagati i maggiori istituti finanziari e dirigenti d’azienda responsabili della crisi climatica in rapporto ai loro profitti investimenti e salari, che dimostrano l’esistenza di capitali per il risarcimento dei crimini climatici.

Nella settima sala, in Climate Anomalies Evidence, l’artista è intervenuto con pastelli ad olio su mappe e fotografie satellitari fornite dalla NASA che attestano le anomalie più significative inerenti alle temperature, al problema della siccità, degli incendi e delle inondazioni, per dimostrare l’intensificazione esponenziale di questi fenomeni negli anni.

Nell’ottava sala, in Climate Legal Evidence, l’artista realizza un intervento pittorico realizzato su due grafici degli anni ’80 risultanti da studi commissionati e condotti internamente dalle compagnie Shell e Exxon, dai quali emergeva già in quegli anni con evidenza l’impatto climalterante che avrebbe avuto l’utilizzo delle fonti fossili sul lungo periodo. Questi stessi documenti sono stati secretati segreti per molti anni,ma  di recente sono emersi come prove nelle cause legali contro la compagnie Shell ed Exxon.

Nella sala nona in Climate Comparing Evidence sono messi a confronto i grafici dell’innalzamento dei mari e quello delle emissioni in atmosfera di gas dannosi, e viene evidenziata la diretta correlazione tra i due.

Nella sala dieci in Climate Sentence, partendo da uno studio pubblicato nel 2017, il Carbon Major Database, nel quale veniva dichiarata la responsabilità di ciascuna compagnia di carbone mondiale, l’artista espone una tela sulla quale sono stampati i nominativi delle maggiori aziende fossili e le loro emissioni e, mediante l’utilizzo di un algoritmo, viene calcolato il risarcimento che queste aziende dovrebbero corrispondere per i danni che la loro attività ha provocato all’equilibrio climatico.

Nell’ultima opera del percorso espositivo, Climate Jury, il pubblico diventa giuria democratica nel processo alle compagnie di carbone gas e petrolio ed invitato a compilare un formulario per esprimere il proprio giudizio in merito alle prove esposte nelle sale.
Nel giardino del Priore sono allestite interviste curate dall’artista a esperti di giustizia climatica: il presidente di Greenpeace Italia Ivan Novelli, il ricercatore e giornalista Marco Grasso – autore di Tutte le colpe dei petrolieri, e l’avvocato Stefano Nespor.

Proseguendo, nel Chiostro piccolo si incontra Climate Gas: lunghe tele riportano i simboli dei principali gas serra e il loro valore commerciale, pari a un dollaro. L’artista si sofferma sui gas serra rilasciati in atmosfera, e dimostra come questi vengano trattati alla stregua di prodotti finanziari con il sistema dei carbon credits, che consentono alle grandi industrie di speculare, inquinando.

Nel chiostro grande si trova l’installazione Climate Culpable, 24 bandiere sulle quali è stampato il logo dei maggiori produttori gas serra responsabili di oltre il 50% totale delle emissioni globali.

Una denuncia dura e senza compromessi quella che Cirio mette in campo in questo progetto. Anticipando il futuro, l’artista inscena un tribunale che mira all’istituzione di un diritto ambientale internazionale allargato a tutte le specie esistenti, non soltanto a quella umana, a tutela della vita su questo pianeta, ed auspica che i colpevoli del disastro climatico vengano individuati, processati e condannati per ecocidio.

L’intero progetto installativo Natural Sovereignty si presenta come un resoconto inoppugnabile sul passato ed sul presente ed un interrogativo aperto sul futuro: fino a quando l’umanità sceglierà di non vedere e non agire perché questa devastazione ambientale abbia termine? Per quanto tempo ancora si metteranno in atto scelte politiche climalteranti che agevolano le economie a danno dell’ambiente? Forse quando ci si accorgerà che la Sovranità più importante è soltanto una: quella Naturale.

Orari di visita a Natural Sovereignty: tutti i giorni dalle 10 alle 16 (ultimo ingresso ore 15.30).  Giorno di chiusura: lunedì
Ingresso: 6 euro (gratuito per l’opening)  

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Renascor, il futuro del passato

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Vince un team formato dall’architetto Andrea Apetino, l’archeologo Francesco Matteo Martino e il sociologo Amedeo Zeni, uniti nel progetto interdisciplinare Renascor, il futuro del passato

NAPOLI – Hanno tutti Ischia nel cuore i progettisti che hanno vinto il Premio La Convivialità Urbana, assegnato domenica 3 ottobre dall’associazione NapoliCreativa per la migliore idea del restyling di Villa Arbusto, sede del Museo Archeologico di Pithecusae, e la valorizzazione della Coppa di Nestore, a Lacco Ameno.

Un team interdisciplinare formato dall’architetto Andrea Apetino, nato proprio a Lacco Ameno (laureato a Napoli con studi a Berlino e Pisa), dall’archeologo Francesco Matteo Martino che da bambino trascorreva le vacanze ad Ischia (laureato a Pisa, un master a Siena e una specializzazione a Bari) e dal sociologo napoletano Amedeo Zeni (specializzato in Politiche Sociali del Territorio) che attualmente vive sull’isola d’Ischia.

Fare architettura è già un sogno, progettare per un luogo del cuore come Villa Arbusto ci riempie di gioia, hanno dichiarato i progettisti durante la premiazione.

Andrea Apetino e Amedeo Zeni

Il loro progetto si chiama Renasco, il futuro del passato, ed è frutto di un’attenta e approfondita conoscenza sia del manufatto sia del contesto di riferimento e valorizza non solo il museo per la fruizione dei visitatori, ma anche l’intero sito come punto di riferimento culturale e polifunzionale al servizio dei cittadini.

Sono stati previsti spazi funzionali attualmente inesistenti, tra cui anche un caffè letterario autonomamente funzionante, un laboratorio di restauro a vista ed una sala multimediale. Grande attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e all’impiego di supporti tattili e audiovisivi.

Un museo per tutti, che valorizza interni ed esterni, che risulti estremamente funzionale e che riviva in futuro grazie al suo passato.

I materiali scelti per il restyling sono tutti ecocompatibili con una colorazione omogenea.

Restano inalterati il percorso museale ideato dall’archeologo Giorgio Buchner e le caratteristiche strutture a volta, rivisitate attraversi soffitti tesi retroilluminati in modo da offrire una luce diffusa e omogenea che varia d’intensità e colore sulla base delle esigenze espositive .

http://www.youtube.com/watch?v=rsjOZVw1nxQ).

Grazie a questa iniziativa – ha affermato il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale – ho avuto modo di conoscere ragazzi ischitani che hanno studiato e fatto esperienze importanti, ma hanno conservato l’attaccamento alla propria terra. Sono felice che siano proprio loro a trasferire le proprie competenze in un progetto che rivaluta il patrimonio culturale dell’isola. È con grande entusiasmo, quindi, che prenderò contatti con la Soprintendenza con l’auspicio che possa accogliere il progetto renascor ed aiutarci a valorizzare il Museo e la Coppa di Nestore.

La preziosissima coppa dell’VIII secolo a C. riporta una preziosa iscrizione che costituisce uno dei primi esempi di scrittura alfabetica del più antico stanziamento greco in Italia. Nel novembre 2019 è stata tanto apprezzata al British Museum di Londra in occasione della mostra Troy, ma attualmente non è sufficientemente valorizzata all’interno del Museo.

Abbiamo avuto una grandissima partecipazione per questa settima edizione del Premio – sottolinea l’architetto Grazia Torre, presidente dell’associazione NapoliCreativacoinvolgendo nella valutazione dei 12 progetti presentati oltre alla giuria tecnica composta da professionisti di grande valore, anche i cittadini, sia attraverso la votazione web, sia durante i tre giorni del Festival ad Ischia dove erano esposti i progetti.  I 10mila euro in palio ci arriveranno attraverso un bando sulla qualità dell’Architettura della Regione Campania, che abbiamo vinto come associazione.

A Renascor, primo classificato, vanno 6.000 euro, al secondo, il progetto Riscoprire Pithecusae, ne sono stati assegnati 2.000 e al terzo, Trame d’Arbusto, 1.000 euro, Sono state conferite anche quattro menzioni Golden ai progetti Chronologie,  Controvento, Map, Villa Arbusto tra tradizione e futuro, che hanno ricevuto un premio di 250 euro ciascuno, mentre 500 euro sono stati attribuiti al vincitore della sezione web, un pool di professionisti del Guatemala, votato su Facebook.

La VII edizione del premio La Convivialità urbana, per la prima volta dedicato ad un progetto al di fuori della città di Napoli, ha ricevuto il patrocinio del Consiglio Nazionale Architetti, del Comune di Lacco Ameno ad Ischia, del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, del POLI.design di Milano, dell’Ordine e della Fondazione Ingegneri Napoli, dell’ANIAI | Associazione Nazionale Architetti e Ingegneri Italiani, del Rotary Club Napoli, dell’ACEN, dell’EWMD e delle associazioni Napoli Pitagorica e Turismo Cultura Sostenibilità.

Media Partner: Caffè Design e Design Diffusion Network. Si ringraziano il main sponsor Ortolomo E.G., e gli sponsor Schneider Electric, Delta Light, OBO, Vimar, GAM, Falanga, CAME, AutomationPro.

LoSpeakerCorner ha Raggiunto il sociologo Amedeo Zeni, allievo del grande professor Amato lamberti. Gli abbiamo chiesto diqualcosa in più sul progetto Renascor.

L‘impegno è soprattutto frutto del duro lavoro di Andrea, il mio amico architetto, io ne ho curato, come sociologo, la relazione sociologica. Renascor è un’opera che resta in armonia con il contesto storico valorizzandone un’identità preziosa che merita il giusto risalto, l’impegno affinchè sia accessibile a tutti senza nessuna forma di barriera. Andrea Apetino è riuscito attraverso la sue intuizioni ad immaginare le risorse possibili sia degli esterni che degli interni di un luogo storico che non solo custodisce gioielli archeologici fondamentali per conoscere le radici della nostra cultura e civiltà ma che sintetizza in una sola sede la bellezza del territorio e l’accoglienza futura.

(Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)
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S.Maria C.Vetere. ‘Urban Nature’: domenica 10 ottobre festa ambientalista promossa dal WWF


Le nostre città devono diventare nature-positive e amiche del clima: Continua a leggere

I Black Med di Invernomuto

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Un percorso di visita attraverso l’antica città e la Casa degli Amorini Dorati con l’installazione Black Med, POMPEII di Invernomuto

POMPEI (NA) – Il Parco Archeologico annuncia la presentazione in anteprima internazionale, venerdì 1 ottobre alle ore 12-13, dell’installazione Black Med, POMPEII di Invernomuto di Simone Bertuzzi e di Simone Trabucchi.

Black Med, POMPEII si compone di due interventi sonori all’interno dell’Area Archeologica di Pompei – nella Casa degli Amorini Dorati e in Via Marina/Foro – e sarà accessibile a tutti i visitatori della città antica da venerdì 1 ottobre al 3 novembre.

L’opera – realizzata grazie al sostegno di Italian Council (VII edizione, 2019), progetto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, su presentazione di Fondazione Morra Greco, Napoli con donazione al Parco Archeologico di Pompei – entra a far parte della nuova collezione d’arte contemporanea (Collectio) del Parco all’interno del programma Pompeii Commitment. Materie archeologiche.

Black Med, POMPEII rappresenta il culmine della ricerca del duo di artisti italiani intorno alle riflessioni teoriche sul Black Mediterranean (Mediterraneo nero), in riferimento alle ricerche di Alessandra Di Maio dell’Università degli Studi di Palermo,che ha utilizzato questa definizione nell’ambito degli studi postcoloniali, migratori, transnazionali e della diaspora nel campo dell’africanistica contemporanea.

L’opera rientra nel più ampio processo di ricerca in corso di Invernomuto intitolato Black Med, il cui fulcro è la piattaforma web blackmed.invernomuto.info e che si articola, oltre che in un ciclo di opere che ne condividono i risultati provvisori, come accadrà a Pompei, anche in una pubblicazione cartacea che espande il progetto attraverso una serie di contributi teorici (Humboldt Books, Milano) e un programma di presentazioni performative e listening sessions che si sono succedute durante la lavorazione del progetto presso nell’ambito di istituzioni, come le due ipartner del progetto: The Green Parrot di Barcellona, e Centre d’Art Contemporain Genève di Ginevra.

L’intervento nella Casa degli Amorini Dorati si basa su una sezione dell’archivio di Black Med chiamata SEASCAPE. In essa sono raccolti brani di varie epoche e generi, accomunati da ampie texture sonore; l’intervento – diffuso attraverso 4 speaker flessibili (Anakonda) – mira ad arredare gli spazi e ad espandere alcune simbologie presenti nella Casa: i riferimenti egittologici ed in particolare il culto di Iside.

L’intervento in Via Marina/Foro diffonde invece l’output della piattaforma blackmed.invernomuto.info per sei volte al giorno, per una durata di 10 minuti, come fosse un richiamo al raccoglimento, un modo per scandire il tempo e prenderne coscienza.

Invernomuto prova a intercettare le traiettorie sonore che attraversano la complessa e stratificata area del Mediterraneo, registrandone i continui movimenti e assecondando l’intreccio dei suoi accadimenti e delle sue narrazioni.

Black Med naviga quindi senza seguire una cartografia regolare e categorica ma, al contrario, si lascia attraversare dalle rotte e identità multiple di cui ascolta e archivia i ritmi e le sonorità.

Le traiettorie seguite da Black Med valicano l’area perimetrale del Mediterraneo in senso propriamente geografico, per prendere in considerazione geografie più ampie, informali e non ufficiali, procedendo da Marsiglia a Barcellona, da Napoli e Pompei a Palermo, da Belgrado a Brindisi, da Il Cairo, il Canale di Suez e la Nubia al Lago Vittoria, includendo le rotte migratorie che storicamente mettono in relazione la sponda africana, asiatica ed europea del Mediterraneo.

La piattaforma blackmed.invernomuto.info (progettata per essere accessibile sia online – a partire dal prossimo 28 ottobre  – che offline, in formato di installazione sonora) ha raccolto, allo stato attuale della ricerca, oltre 30 ore di contenuti e contributi musicali selezionati da Invernomuto e da una serie di partecipanti fra cui Paul Gilroy, Rabih Beaini, Donato Epiro, Kareem Lotfy, Ma’an Abu Taleb e altri musicisti e ricercatori a cui gli artisti hanno chiesto di proporre una selezione musicale che rispondesse alla ricerca di Black Med.

L’opera Black Med, POMPEII è risultata tra i progetti vincitori del bando Italian Council (VII edizione, 2019), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Il progetto Black Med, POMPEII è aperto al pubblico dall’1 ottobre al 3 novembre 2021 con i seguenti orari:

  • Installazione in Via Marina/Foro: attiva ogni ora, dalle ore 10 alle ore 15, durata 10
  • Installazione presso la Casa degli Amorini Dorati: aperta tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 30.

L’accesso a Black Med, POMPEII è consentito a tutti i visitatori muniti di biglietto di entrata all’Area Archeologica di Pompei.

(L’immagine di copertina è tratta dall’archivio Black Med – maschera di marmo presso la Casa degli Amorini Dorati).

Gli artisti

Pompeii Commitment. Materie archeologiche

Fondazione Morra Greco

(Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

I Black Med di Invernomuto

Festa della Natura

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Urban Nature: al grido di vogliamo città con più natura domenica 10 ottobre riparte in tutta italia la festa promossa dal WWF

CASERTA – Le nostre città devono diventare nature-positive e amiche del clima: è con questo messaggio che il WWF Italia lancia la V edizione di Urban Nature in vista della manifestazione che animerà i grandi e i piccoli centri in tutta Italia in occasione della Festa della Natura in città, in programma domenica 10 ottobre. Da tutti gli angoli del nostro Paese si leverà un messaggio di riscatto e resilienza per avere città con più natura, più salubri e più sicure nell’epoca della pandemia da COVID e dei fenomeni estremi causati dal cambiamento climatico.

Quest’anno la Festa della Natura in Città del WWF arriva alla vigilia di un momento importante a livello su scala globale, l’apertura – a Kunming, Cina, lunedì 11 ottobre – della Conferenza delle Parti sulla Biodiversità convocata per arrestare e invertire la curva della perdita di natura.

Nel corso delle iniziative di Urban Nature famiglie, bambini, giovani, studenti, appassionati di natura il 10 ottobre daranno vita ad azioni concrete per tutelare, valorizzare e incrementare la biodiversità urbana. Protagonisti gli attivisti del WWF ma anche le decine di realtà civiche attive sul territorio in difesa della natura che daranno vita a visite nei parchi e nelle aree verdi, giochi, mostre, pulizia e sistemazione delle aree naturali, attività di citizen science e di citizen conservation, guerrilla gardening e urban painting.

Nell’ambito di Urban Nature la nostra associazione ha chiesto l’ospitalità e la collaborazione del Centro Regionale di Incremento Ippico di Santa Maria Capua Vetere  – Via Caserta n. 45  –  un’area urbana poco nota anche ai sammaritani, interessante dal punto di vista naturalistico per la presenza, tra l’altro, di numerosi Lecci, utilizzati sia per la raccolta ghiande da inviare ai semenzai regionali per l’incremento forestale che per l’ombreggiamento del galoppatoio. Il Centro ha come missione la salvaguardia e la promozione di razze equine autoctone, come il salernitano, il persano, il napoletano e il miglioramento dell’aviglianese ed è quindi naturalmente vocato alla custodia della biodiversità. Come sempre la manifestazione vuole ampliare la conoscenza della “natura sotto casa” e permetterne una sana fruizione. Pur essendo il Centro dedicato alla riproduzione dei cavalli e quindi non è un “ parco pubblico “ , cionondimeno, grazie alla competenza e sensibilità del Dirigente della UOD di Caserta, dr. Paolo de Felice e della Responsabile del Centro, dr.ssa Agnese Rinaldi, è aperto ai cittadini con visite guidate su prenotazione, soprattutto per le Scuole. Ed infatti saranno le scuole, anche quest’anno, le protagoniste di Urban Nature. Domenica 10 ottobre dalle 9,30 alle 12,30 sia gli studenti con le loro famiglie che semplici cittadini, potranno essere guidati alla scoperta del fantastico mondo dei cavalli, visitare il Museo delle antiche carrozze, avvicinarsi ai pregiati quanto ormai rari asinelli ragusani e martina franca, osservare i puledrini correre accanto alle loro premurose mamme, ascoltare il potente nitrito degli stalloni.  I volontari del WWF Caserta si affiancheranno agli esperti del Centro, per proporre attività di conoscenze e salvaguardia della natura urbana, sviluppando i temi di fondo della manifestazione che si svolgerà in contemporanea in numerosissime città italiane.  

Appuntamento quindi il giorno 10 ottobre al Centro Regionale di Incremento Ippico di Santa Maria Capua Vetere, Via Caserta n. 45, alle ore 10.00. Sarà l’occasione per conoscere un’area verde in città e goderne le bellezze naturalistiche.

L’ingresso sarà disciplinato in base alle normative COVID vigenti al momento dell’evento, evitando quindi assembramenti e limitando e/o regolamentando gli accessi in caso di eccessiva affluenza, con misurazione della temperatura, obbligo di mascherina e distanziamento; sarà inoltre necessario registrarsi all’ingresso per motivi di tracciatura. L’evento verrà rinviato in caso di cattivo tempo atmosferico. Si consiglia un abbigliamento adeguato, scarpe chiuse e senza tacco. Non saranno ammessi animali da compagnia ( cani, gatti, etc.) e sarà vietato avvicinarsi ed infastidire gli animali ospiti del Centro. Tutti i visitatori dovranno attenersi scrupolosamente alle norme di comportamento dettate dalla Direzione del Centro.

Urban Nature 2021 lancia un messaggio forte e partecipato che vuole dare respiro e spazio al mosaico di iniziative che concretamente operano per città che siano in equilibrio con la natura. Quest’anno sono già oltre 60 le realtà che stanno aderendo alla Festa della Natura in Città e 15 le associazioni nazionali che stanno facendo crescere l’iniziativa ideata e promossa inizialmente dal WWF. Lo scorso anno, nonostante il lockdown, nel rispetto delle regole, furono 82 i comuni in tutta Italia dove si svolsero complessivamente 125 eventi e incontri, grazie al contributo di 80 realtà civiche e di 11 associazioni nazionali.

Mosaico di iniziative che in occasione di UN 2021 ruoterà attorno ad alcuni filoni di intervento tematici: decementifichiamo le città, per ridurre le strutture e le infrastrutture in grigio e riempire di verde le nostre aree urbane; nutriamo la biodiversità, per dare spazio agli orti urbani e sociali, all’apicoltura urbana e all’agricoltura periurbana, trasformando le città in fonti di cibo sano e a km zero;  rinverdiamo le nostre scuole, con la diffusione delle Aule Natura (sono 12 quelle che verranno consegnate in questo periodo nelle scuole) per una didattica multidisciplinare a contatto con la natura.

Tra i partner storici del WWF, co-promotori sin dall’inizio di Urban Nature, l’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici (ANMS) e l’Arma dei Carabinieri, con il pieno coinvolgimento degli Uffici Territoriali Carabinieri per la Biodiversità (UTCB). Urban Nature vede i patrocini del Ministero della Transizione Ecologica e dell’ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

E dal seme piantato dal WWF, nel tempo è cresciuto l’albero delle adesioni delle associazioni nazionale  quest’anno ad Urban Nature aderiranno: AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche);  APGI ( Associazione Parchi e Giardini D’Italia) ; CESAB ( Centro Ricerche in Scienze Ambientali e Biotecnologie); CITTADINANZA ATTIVA; FAI – FEDERAZIONE APICOLTORI ITALIANI; UNAAPI -Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani; FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA; FEDERGEV; FIAB (FEDERAZIONE ITALIANA AMBIENTE E BICICLETTA); GIACCHE VERDI; SOCIETA’ SPELEOLOGICA ITALIANA

(vedi  gli Amici di Urban Nature: https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/gli-amici-di-urban-nature/)

Urban Nature, che giunge nel 2021 alla sua V edizione, è un’iniziativa che si sta sempre più affermando come una campagna per rendere sempre più evidenti a chi vive nelle città italiane il valore della natura e la necessità di innovare il modo di pensare e pianificare gli spazi urbani, riconoscendo la centralità degli ecosistemi e delle reti ecologiche e di promuovere azioni virtuose agite da amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole per proteggere e incrementare la biodiversità nei sistemi urbani.

(Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Festa della Natura

Autunno musicale

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Suoni & Luoghi d’arte: concerti d’autunno al Museo archeologico maddalonese di Calatia

MADDALONI (CE) – Con un weekend interamente dedicato alla musica da camera nel parte la nuova edizione di Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte nel Museo archeologico di Calatia, organizzata dall’associazione Anna Jervolino e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio.

Sabato 2 ottobre alle ore 19.30  il Quartetto Leonardo – composto da Sara Pastine e Fausto Cigarini ai violini, Salvatore Borrelli alla viola e Lorenzo Cosi al violoncello – eseguirà musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e di Ludwig van Beethoven.

Domenica 3 ottobre alle ore 11.30, invece, il Quartetto Leonardo si esibirà eseguendo brani di Hugo Wolf, di Wolfgang Amadeus Mozart e di Johannes Brahms

Il Quartetto Leonardo è nato nel 2019 dall’incontro dei quattro giovani musicisti, di diversa provenienza, legati dalla comune passione per il repertorio quartettistico.

I suoi componenti studiano in prestigiose scuole europee: Universität für Musik und Kunst di Vienna, Musikhochschule di Lugano ed Hannover.   

Vincitori di concorsi, hanno fatto parte di importanti orchestre ed ensemble come l’Orchestra Nazionale della Rai, l’Orchestra Leonore, Verbier Festival e Chamber Orchestra e EUYO.

Il Quartetto ha debuttato nell’aprile 2019 a Carpi, poi si è esibito a Firenze nella Cappella dei Principi, eseguendo le “Ultime Sette Parole di Cristo sulla Croce” di Haydn.

La rassegna Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte è realizzata con il contributo del Mic – Direzione Generale Spettacolo e dalla Regione Campania ai sensi del DM 27 Luglio 2017 e della ex LR 6/2007, fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Med; si avvale della collaborazione della Direzione Regionale Musei Campania e del Museo archeologico di Calatia di Maddaloni.

Prevendita presso il Museo Archeologico di Calatia (in concomitanza con i concerti).

Per maggiori informazioni:

Segreteria organizzativa 0823 361801 – 339 1702906

Museo di Calatia: 0823 200065

http://www.autunnomusicale.com

info@autunnomusicale.com

Concerti d’autunno 2021

Programma

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https://www.teleradio-news.it/2021/10/02/autunno-musicale/

Serena | Esperienze

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 Alle nostre madri: senza di esse non saremmo state così… E noi, cosa siamo diventate noi? Le prime della classe, come Serena e le sue esperienze…

di Bianca Sannino

Con Angela ho vissuto le esperienze più incredibili. Abbiamo fatto di tutto insieme. Scorribande sulla moto Enduro, serate interminabili in discoteca, chiacchierate fiume fino all’alba, ubriacature, fidanzamenti condivisi.

Questo era uno sport che ci piaceva moltissimo. Puntavamo un ragazzo, doveva piacere ad entrambe e ci fidanzavamo in contemporanea. Era divertente costatare quanto i maschi fossero sciocchi, promettevano la stessa cosa ad entrambe, dichiaravano di essere follemente innamorati, quando in realtà erano interessati solo ad una cosa, e noi ridevamo. Ridevamo a crepapelle ringraziando Dio e la sorte di essere nate femmine e di essere donne.

Avevamo avuto la fortuna di vivere in un periodo in cui le lotte per l’emancipazione femminile avevano dato già i loro frutti, ma i percorsi di lunga durata, le ataviche pretese maschili per cui a loro era tutto concesso, i persistenti pregiudizi su ciò che è lecito per le donne, erano ancora lungi dallo scomparire.

Noi combattevamo la nostra piccola personale battaglia di emancipazione, dimostrando quotidianamente quanto valevamo come intelligenze, come esseri pensanti, come anime e non sopportavamo la stupidità, l’arroganza, la saccenteria di chi tendeva a reprime queste due anime folli e ribelli.

L’ambiente di studio che frequentava Angela era molto più stimolante del mio, era abitato da personaggi fricchettoni, nostalgici degli anni Sessanta, seguaci di varie correnti filosofiche e spirituali. Molti in realtà erano i figli della borghesia bene della città e si atteggiavano ad anticonformisti per moda o per noia.

Era comunque interessante parlare con loro, alcuni erano davvero molto svitati e francamente sembravamo più interessati alle esperienze psichedeliche che alle teorie filosofiche che andavano sbandierando.

Un giorno fummo invitate ad un incontro con un guru. Questa volta fu diverso, non era il solito finto santone in cerca di giovani donne a cui prometteva esperienze mistiche di sesso tantrico.

Era un uomo magnetico, magrissimo, con una lunga treccia rasta e un dhoti kurta color pesca.

Il suo nome in sanscrito significava “Seme di consapevolezza”.

Rimanemmo affascinate e irretite dalla calma del suo sguardo, dalla profondità della sua voce, dalla potenza delle sue parole. Era accompagnato da giovani e meno giovani, tra questi una ragazza bruna, ossuta e con una lunga treccia nera si distingueva per il sorriso aperto e cordiale con il quale accoglieva i nuovi ospiti.

Si presentò a tutti, si chiamava Claudia e il suo compito era quello di accogliere coloro che per la prima volta si avvicinavano agli insegnamenti del maestro.

Bianca Sannino, docente appassionata nella scuola statale italiana, vive e insegna a Portici da più di vent’anni.

Dopo aver attraversato perigliosi mari in vari ambiti e settori ed essersi dedicata alla redazione di libri saggistici e specifici del settore dell’insegnamento, esordisce oggi nel genere novellistico.

Due lauree, corsi di specializzazione, master non sono bastati a spegnere la sua continua, vulcanica e poliedrica ricerca della verità. 

Da sempre, le sue parole che profumano di vita e di umanità, arricchite dalla sua esperienza e sensibilità, restituiscono delicati attimi di leggerezza frammisti a momenti di profonda riflessione.

Nel 2021 inizia la collaborazione con LoSpeakersCorner pubblicando una serie di novelle, tutte al femminile.

 

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