VICENDA CONSORZIO IDRICO. Giancarlo L’Arco presidente dell’Assemblea dei sindaci spiega: “Noi abbiamo lavorato solo nell’interesse dei cittadini. C’è stata tanta disinformazione”


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“””Il Consorzio Idrico Terra di Lavoro, è l’unico Ente pubblico legittimato a gestire il ciclo integrato delle acque e perciò sono pienamente in sintonia con il presidente Zinzi quando afferma che oggi è più che mai necessario evitare speculazioni politiche…””” Così L’Arco spiega la sua posizione…
Si è svolta martedì, nella sede di viale Lamberti, l’assemblea dei soci del Consorzio Idrico “Terra di Lavoro” di Caserta. La convocazione indetta dal presidente dell’assemblea Giancarlo L’Arco (nella foto), prevedeva tra i punti all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio consuntivo relativo all’anno 2013. “E’ stato fatto ciò che doveva essere fatto a tutela delle migliaia di cittadini di Terra di Lavoro che giornalmente usufruiscono dei servizi erogati dal Consorzio Idrico – spiega il presidente dell’assemblea Giancarlo L’Arco che nella seduta ha esercitato la delega dell’Amministrazione Provinciale – e la maggioranza ha perciò approvato il bilancio 2013 con spirito costruttivo e propositivo. Il CITL ha il dovere di tutelare l’interesse dei soci che compongono l’assemblea e questo non può essere fatto senza che vi sia alla base un dialogo proficuo e disinteressato. Sicuramente il consiglio di amministrazione andrà rinnovato presto e la seduta di martedì pone, di fatto, le basi concrete per andare proprio in quella direzione. Tuttavia, come d’intesa con i soci, era necessario evitare quanto accaduto in seno al consorzio ASI Caserta. In quanto poi alle finanze dell’Ente – prosegue il presidente L’Arco – mi preme ricordare a chi è evidentemente o volutamente poco informato, che, come accertato dal bilancio consuntivo approvato a larga maggioranza, il CITL ha un’esposizione creditoria per decine di milioni di euro nei confronti di alcuni comuni della provincia che, nonostante i ripetuti solleciti non hanno mai intrapreso la via del risanamento del debito. Inoltre, per essere chiari fino in fondo, va altresì ricordato che certe presunte assenze in assemblea sono del tutto campate in area in considerazione del fatto che diversi comuni non risultano essere soci del Consorzio e quindi sono privi di diritto al voto. Non si può definire assente chi non ha diritto di essere presente. Fatta questa premessa, è doveroso ricordare che i 45 dipendenti, diversamente da quanto avviene in altri Enti, sono regolarmente pagati e svolgono quotidianamente il loro lavoro con diligenza ed efficienza garantendo l’erogazione del servizio pubblico per eccellenza ad una tariffa che è, dati alla mano, una delle più basse d’Italia. Aggiungo – conclude L’Arco – che il CITL, come sancito dal referendum del 2011, è l’unico Ente pubblico legittimato a gestire il ciclo integrato delle acque e perciò sono pienamente in sintonia con il presidente Zinzi quando afferma che oggi è più che mai necessario evitare speculazioni politiche. Noi abbiamo il dovere di tutelare gli interessi dei cittadini attraverso il dialogo con i soci che compongono l’assemblea; tutto il resto è un puro esercizio demagogico che non ci appassiona”.

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SAN POTITO SANNITICO. E’ in corso lo sgombero dell’ex azienda Gezoov. I fratelli Crispino abbandonano il presidio e si liberano autonomamente dalle catene.


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Entro stasera alle 20,00 il sito sarà liberato e lasciato fruibile alla nuova custodia dello stabilimento. ma loro rivendicano almeno i soldi spesi per la bonifica…
Sta procedendo senza ulteriori intoppi, lo sgombero dell’ex azienda Gezoov a San Potito Sannitico fino ad oggi occupata dalla famiglia Crispino. Gli operai stanno rimuovendo i beni mobili dall’area, dopo che era stata concessa una proroga temporanea fino a questa sera alle 20,00 per permettere agli attuali occupanti di trasportare i beni di loro proprietà. Gli stessi fratelli Crispino che avevano deciso di arrivare ad una protesta estrema, ovvero quella di incatenarsi al cancello dell’ingresso principale, hanno desistito, liberandosi essi stessi dalle catene. Rivendicano però, a ragion veduta, le spese che hanno affrontato per bonificare l’area dall’amianto e da altri rifiuti pericolosi, scoperti tempo addietro dalla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, che sottopose a sequestro lo stabilimento. 

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PIEDIMONTE MATESE. La maggioranza del gruppo consiliare Piedimonte Democratica è più che mai coesa. Il capogruppo Fabrizio Pepe: “Fantasie giornalistiche le varie spaccature!”


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Lo evidenzia il capogruppo in Consiglio Comunale, Fabrizio Pepe, il quale ribadisce come la piena adesione dei consiglieri Iannotta e Catarcio al gruppo di maggioranza non sia stata in alcun modo messa in discussione…
La maggioranza di Piedimonte Democratica ribadisce la compattezza della sua compagine e respinge ogni fantasiosa dietrologia di cui si è scritto su alcune testate giornalistiche nelle scorse ore, in merito alla recente modifica dello Statuto Comunale ratificata dal Civico Consesso e ad un presunto scontro tra le fila dello schieramento che vedrebbe protagonisti i consiglieri Marcellino Iannotta e Fernando Catarcio fermamente contrari alla modifica allo Statuto o addirittura prossimi alle dimissioni. Lo evidenzia il capogruppo in Consiglio Comunale, Fabrizio Pepe (nella foto), il quale ribadisce come la piena adesione dei consiglieri Iannotta e Catarcio al gruppo di maggioranza non sia stata in alcun modo messa in discussione, ricordando al contempo che la normale dialettica democratica mai esclude il confronto e il dibattito dalle dinamiche interne che regolano le decisioni prese. Sono gli stessi interessati a voler porre fine alle ricostruzioni infondate, e chiarire la propria posizione rispetto a quanto è stato scritto dai media: “Ci teniamo a sottolineare che la nostra presenza in Piedimonte Democratica non è mai venuta meno. Nell’ambito del dibattito interno abbiamo discusso, questo è vero, e ci sono state divergenze di opinione. Ma il confronto democratico che da sempre contraddistingue il nostro gruppo ha permesso di superare le perplessità, e ci ha convinti alla fine della bontà delle decisioni adottate unanimemente in Consiglio”.

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PONTELATONE. Il ponte dei “Sospiri” resta ancora chiuso al traffico. Anche i sindacati confederati ritornano alla carica: “Ma cosa si aspetta?”


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Ultimata l’opera pubblica da oltre un anno, è ancora chiusa perchè sembra che l’asfalto abbia ceduto ancor prima di sostenere il traffico veicolare! Sulla vicenda sono intervenuti anche il sindaco di Pontelatone, Antonio Carusone ed il sindaco di Dragoni, Silvio Lavornia, peraltro consigliere provinciale…
È stata ultimata oramai da un anno ma ancora non viene aperta al traffico la nuova strada, costruita dall’Ente Provincia, che doveva collegare tutti i Comuni Montani della Comunità del Monte Maggiore, tra cui Pontelatone, Liberi, Castel di Sasso, Formicola, Dragoni, Pietramelara e, migliorare soprattutto il sistema viario da e verso l’area matesina e caiatina, al capoluogo di Caserta. La nuova strada, ideata ai tempi in cui Riccardo Ventre, residente a Formicola era presidente della suddetta Comunità Montana (poi divenuto anche presidente della provincia), riveste una importanza vitale per lo sviluppo economico della zona, in quanto vi hanno sede numerosi ottimi agriturismi, frequentati – specie nei giorni festivi – da centinaia di automobilisti ed oltre ad abbreviare il vecchio tracciato molto trafficato e pericoloso, avvicina la Comunità al capoluogo Terra di Lavoro. Ma, purtroppo, l’arteria, benché terminata – almeno a quanto è dato apprendere – sembra sia franata prima ancora di essere inaugurata ed aperta al traffico. Sull’argomento, anche a seguito di numerose segnalazioni, più volte nello scorso anno sono intervenuti i dirigenti della Confederazione Cisas, che hanno anche visitato la zona contattando vari interessati e sollecitando l’apertura del nuovo snodo stradale. A seguito di vari interventi da parte della stampa locale ripresi anche dalla Cisas, sull’argomento vi fu anche un comunicato della parlamentare Sgambato, mentre i vari sindaci interessati hanno continuato a tacere sull’importante argomento fatta eccezione per il sindaco di Pontelatone, Antonio Carusone e quello di Dragoni, Silvio Lavornia tra l’altro, quest’ultimo, anche consigliere provinciale, intervenuti diverse volte sull’argomento. Non si comprende il successivo silenzio sulla vicenda, atteso che – soprattutto Lavornia in qualità di consigliere provinciale – avrebbe potuto sollecitare l’effettiva apertura della nuova strada oppure, con un comunicato ufficiale della Amministrazione Provinciale, far conoscere i reali motivi che ne ostano l’apertura. La Segreteria della Cisas, unitamente alle Federazioni Trasporti ed Attività Produttive della Cisas, chiede ufficialmente, ancora una volta, l’apertura della strada oppure di conoscere le vere motivazioni che non fanno aprire un importante nodo stradale, terminato ormai da un anno.

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PIEDIMONTE MATESE. Primi nomi della nuova Giunta Comunale in attesa che possano essere indicate le due quote rosa. Costantino Leuci, Attilio Costarella e Pinuccio Simonetti


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Marcellino Iannotta e Fernando Catarcio, in attesa della pizza della pace di domani sera, stemperano le polemiche ed assicurano fedeltà al sindaco Vincenzo Cappello…
Conto alla rovescia per la nomina della nuova giunta comunale che potrebbe essere varata per metà già nelle prossime ore. Le modifiche allo Statuto Comunale approvate quasi all’unanimità nel Consiglio comunale dell’altro ieri pomeriggio, per entrare in vigore dovranno attendere i canonici trenta di giorni decorrenti dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania che, se tutto andrà bene, potrebbe avvenire già nell’edizione di lunedì prossimo, anche se appare più probabile che tutto ciò si verificherà solo nell’edizione di lunedì 23 marzo. Solo dal 31esimo giorno in poi, il sindaco Vincenzo Cappello potyrà procedere alla designazione delle due donne che entreranno a far parte dell’esecutivo, dopo essere state scelte in seno alla società civile piedimontese dal momento che tra i banchi del civico consesso, neppure in quelli occupati dai gruppi di minoranza, non siede alcun consigliere in gonnella. Nel frattempo, però, non è escluso che il primo cittadino possa firmare i decreti di nomina dei primi tre assessori in quota maschile, un’esigenza resa ancora più impellente ad ormai oltre tre settimane di distanza dall’azzeramento della giunta. Dallo scorso 17 febbraio, difatti, il capoluogo matesino non ha più un esecutivo con deleghe e cariche e relativo potere decisionale concentrato tutte nelle mani di Cappello che, per quanto presente quotidianamente nella casa comunale, è praticamente impossibilitato a seguire tutte le attività amministrative e le azioni da porre in essere per fronteggiare i tanti problemi ed i diversi progetti messi in cantiere ed in fase di realizzazione da parte del Municipio. Ecco perché il capo dell’amministrazione potrebbe già nelle prossime ore varare una giunta a metà, semmai firmando gli atti ufficiali di nomina dopo un veloce confronto con il gruppo di maggioranza, i cui consiglieri si ritroveranno per una pizza nella serata di domani, ed eventualmente una riunione martedì prossimo, così da superare qualche contrapposizione pure registrata nei giorni predenti al consiglio sui tempi di applicazione del principio di parità di genere. Gli stessi consiglieri dissidenti Marcellino Iannotta e Ferdinando Catarcio, a margine del loro voto comunque favorevole alle modifiche allo statuto, hanno voluto stemperare i torni e ribadire “la nostra totale condivisione sull’apertura alle donne e al loro ingresso in giunta, mostrando perplessità unicamente sulla opportunità di applicare da subito le quote rose. Pur avendo espresso diversità di vedute, ci siamo uniformati alla volontà della maggioranza di Piedimonte Democratica di cui siamo parte integrante e nella quale ci riconosciamo, anche per averci dato la possibilità di dire la nostra nella normale dialettica interna”. Quanto ai nomi della quota maschile che dovrebbero entrare a far parte del nuovo esecutivo, sicuramente faranno parte della terna interna i consiglieri Costantino Leuci, che avrà nuovamente la delega di vice sindaco, ed Attilio Costarella, per entrambi si tratterà di una conferma, mentre la new entry sarà con tutta probabilità il consigliere Pinuccio Simonetti, poiché si sono rifiutati di rientrare in giunta i vari Corrado Pisani e Alfredo De Rosa
Enzo Perretta

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CASTEL CAMPAGNANO. Gennaro MArcuccio si ritira dalla competizione elettorale. Alle prossime amministrative resterà a guardare gli eventi


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Un passo indietro annunciato già da tempo, sebbene l’ex sindaco Nicola Campagnano abbia provato a persuaderlo da questa scelta adottata…
Non sarà della partita elettorale delle prossime amministrative di maggio Gennaro Marcuccio. Il giovane consigliere comunale ma già con una vasta esperienza politica alle spalle, avendo ricoperto per ben due consiliatura la carica di componente dell’Assise cittadina, non ha alcuna intenzione di ricandidarsi nuovamente, preferendo lasciare spazio agli altri nei prossimi cinque anni. Un passo indietro annunciato già da tempo agli amici e alle persone a lui più vicine che ora, nell’imminenza della formazione delle liste, assume i crismi dell’ufficialità così da impoverire il quadro politico e lo scenario amministrativo locale. Da tutti unanimemente considerato come una figura nuova in grado di coagulare introno a sé diverse forze politiche e gruppi espressione della cosiddetta società civile di Castel Campagnano, Marcuccio ha scelto di fermarsi per il momento e di restare a guardare cosa accadrà nelle urne di primavera e, quindi, nel prossimo quinquennio, dopo essere stato tra i protagonisti, sia per i tanti voti personali espressi ad ogni competizione, che per il contributo in termini di idee e suggerimenti avanzati dai banchi della minoranza ma sempre in maniera costruttiva. Il gruppo di opposizione uscente guidato dall’ex sindaco Nicola Campagnano ha tentato in queste settimane di fargli cambiare idea, ma a quanto pare inutilmente perché il consigliere comunale appare irremovibile ed anche distanze dalle dinamiche pre-elettorali che pure si stanno sviluppando a livello cittadino.
Enzo Perretta

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SAN POTITO SANNITICO. Esecuzione allo sfratto, epilogo della vicenda Gezoov con strascichi tumultuosi. I fratelli Crispino si sono incatenati ai cancelli dell’azienda.


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Sul posto stanno giungendo i Vigili del Fuoco per rimuovere le catene ai germani e sgomberare l’area… 
L’epilogo alla annosa vicenda Gezoov è arrivato questa mattina, quando i Carabinieri che hanno accompagnato l’Ufficiale Giudiziario per eseguire lo sfratto esecutivo alla Gezoov hanno notificato agli attuali occupanti, i fratelli Crispino, l’atto di sgombero disposto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Sul posto però, i militari non hanno trovato solo i bovini e tutta la merce da affidare al custode e prossimo conduttore dell’azienda, Roberto Battaglia, ma ance e soprattutto gli stessi germani Crispino che si sono incatenati all’ingresso dell’azienda e hanno espressamente dichiarato che sono pronti a tutto, anche a gesti estremi, ma non lasceranno il posto. Una situazione davvero difficile, oltre ad essere ingarbugliata e che il Comandante della Compagnia di Piedimonte Matese dell’Arma dei Carabinieri, Capitano Giovanni Falso, sta cercando di sbloccare, tentando anche una intermediazione tranquilla con i Crispino. E’ presente anche il sindaco di San Potito Sannitico, Francesco Imperadore, che sta assistendo in prima persona a questa fase che è diventata alquanto delicata. Intanto però, per cercare di agevolare l’operazione di sgombero e far desistere i due fratelli Crispino dalla loro volontà di non lasciare il posto (si sono incatenati con grosse catene ai cancelli d’ingresso) stanno arrivando in questi momenti anche i Vigili del Fuoco da Piedimonte Matese, che rimuoveranno appunto gli ultimi ostacoli, ovvero le catene utilizzate dagli attuali occupanti per non essere sgombrati. La diatriba tra la ex Gezoov e il Comune di San Potito è andata avanti per decenni. E quando il giudice della Sezione distaccata di Piedimonte Matese, Alba Costarella, aveva firmato l’ordine di sgomberare l’area a novembre 2012, sembrava che andasse verso la conclusione. Da allora sono trascorsi ulteriori due anni e mezzo, ed oggi potrebbe arrivare la parola fine.

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