UN’ALTRA TRAGEDIA SULLE STRADE DELLA PROVINCIA DI CASERTA. Stanotte è morto un ragazzo di 25 anni che con l’auto è finito contro un muro

A meno di 48 ore dall’incidente che ha visto la morte di quasi un intero nucleo familiare, stanotte un altro dramma scuote la nostra Provincia…
Si torna a parlare di drammi della strada e perdite di vite umane, purtroppo. A distanza di nemmeno 48 ore, stanotte intorno alle due si è registrato un ulteriore e terribile incidente mortale sulle strade della provincia di Caserta. Stavolta a perdere la vita è stato un ragazzo di 25 anni, residente a Vitulazio, il quale rimasto coinvolto in un brutto sinistro al volante della sua automobile. E’ successo in via Aldo Moro a Santa Maria Capua Vetere verso l’una di notte. Il giovane ha perso il controllo dell’automobile ed è finito contro il muro come ha testimoniato la foto postata sul gruppo “Ciò che vedo in città Smcv”. Subito è stata chiamata un’ambulanza che ha portato il ragazzo in ospedale dove, però, è deceduto. Sul caso indagano i carabinieri.

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Morte del ragazzo sedicenne: aggiornamenti

È triste dover riportare della morte… soprattutto quando si tratta di giovani vite, come quella del sedicenne Lorenzo, il ragazzo deceduto qualche giorno fa, dopo diversi interventi chirurgici, in seguito al grave incidente stradale dello scorso luglio, mentre si trovava a Caserta con un parente.

Il ragazzo, di un paesino della provincia di Ascoli Piceno, come già riportato precedentemente, aveva subìto diversi interventi chirurgici tra gli ospedali di Caserta e Napoli ma, differentemente da quanto appreso dalle prime informazioni, il ragazzo è deceduto all’ospedale di Napoli, non è precisato se fosse stato trasferito all’Ospedale del Mare o al Fate Bene Fratelli.

Non che conti il luogo, perché sarà in ogni caso l’autopsia, già disposta, a fare luce sulle dinamiche del tragico evento, ma Il ragazzo è stato inizialmente ricoverato all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, subito dopo l’incidente, ed è rimasto per circa un mese nel reparto di rianimazione, tra le cure e le coccole del personale sanitario, che lo ha immediatamente preso a cuore, data la situazione particolare e la giovane età.

È proprio al personale del reparto, con cui la famiglia di Lorenzo è rimasta in contatto, per via dello splendido rapporto creatosi durante la degenza, che la mamma ha dato la tragica notizia, lasciando tutti nello sgomento.

Ecco perché non appare rilevante conoscere in quale specifico ospedale il cuore del giovane abbia smesso di battere, quanto sottolineare il dolore e la sofferenza di tutti coloro che sono rimasti vicino a Lorenzo e alla mamma nei quattro mesi di ospedali e di interventi chirurgici.

Tutto ciò che è noto è che i medici, nonostante gli sforzi di salvarlo, non sono riusciti ad arrestare il rapido peggioramento delle condizioni del giovane, dopo l’intervento.

Doveva essere l’ultimo, prima del ritorno a casa, ma qualcosa è andato storto e resta solo un grande vuoto per la mamma Carolina, il papà Mino e il fratello Matteo.

Ci stringiamo forte al loro dolore.

“Non possiamo vivere quanto vogliamo, e moriamo anche se non vogliamo.” (Sant’Agostino)

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CHI DI SPADA FERISCE DI SPADA PERISCE di Ferdinando Terlizzi

 

CHI DI SPADA FERISCE DI SPADA PERISCE 

di Ferdinando Terlizzi 

Da carcerieri a carcerati… subiranno il processo nello stesso carcere e in particolare nell’aula bunker dove si terrà l’udienza preliminare fissata per il 15 dicembre per le violenze commesse da agenti della polizia penitenziaria nel carcere sammaritano il 6 aprile 2020.

Gli agenti che pestarono i detenuti nel carcere di Santa Maria capua Vetere subiranno il processo nello stesso carcere e in particolare nell’aula bunker del penitenziario che sarà usato per ragioni di spazio per celebrare l’udienza preliminare fissata per il 15 dicembre prossimo davanti al gup Pasquale De Angelis.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere infatti per la vicenda delle violenze in carcere ai danni dei detenuti ha chiesto il rinvio a giudizio per 108 tra agenti e funzionari dell’amministrazione penitenziaria.

Per 12 indagati ha chiesto l’archiviazione ma è probabile che ai 12 venga comunque notificato un decreto penale di condanna a pena pecuniaria per non aver, in qualità di pubblici ufficiali, denunciato quello che stava accadendo in carcere.

L’udienza preliminare si terrà mercoledì 15 dicembre (9.30). Al centro della vicenda le violenze commesse da agenti della polizia penitenziaria nel carcere sammaritano il 6 aprile 2020.

Tra coloro che rischiano il processo vi sono Pasquale Colucci, comandante del Nucleo Operativo Traduzioni e Piantonamenti del centro penitenziario di Secondigliano e comandante del gruppo ‘Supporto agli interventi’, tuttora agli arresti domiciliari; l’ex capo delle carceri campane Antonio Fullone, interdetto dal servizio; Tiziana Perillo, comandante del Nucleo Operativo Traduzioni e Piantonamenti di Avellino; Nunzia Di Donato, comandante del nucleo operativo ‘Traduzioni e piantonamenti di Santa Maria Capua Vetere; Anna Rita Costanzo, commissario capo responsabile del reparto Nilo (ai domiciliari); l’ex comandante della polizia penitenziaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere, Gaetano Manganelli (ai domiciliari).

I reati contestati a vario titolo sono quelli di tortura, lesioni, abuso di autorità, falso in atto pubblico e cooperazione nell’omicidio colposo di un detenuto extracomunitario che riguarda 12 imputati.

Il generale Francesco Uccella, mio compagno d’infanzia e di scuola, al quale è stato degnamente intitolato il carcere sammaritano,  si starà rivoltando nella tomba. Ciccio, che  per anni  ha  insegnato alla scuola  degli agenti di custodia, non avrebbe mai consentito una azione del genere da parte degli agenti di custodia. Anzi.

 

(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)
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