Terza Legge  della Morfopsicologia: Equilibrio e Armonia di Bartolomeo Valentino (*) 

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Giuseppe Alviti fa causa al colosso social di facebook: vogliono farmi tacere

Salgono a 10 i profili disinstallati da Facebook nel giro di soli sei mesi. Il Presidente nazionale Associazione Guardie particolari giurate e premio, Uomo Social anno 2020,Giuseppe Alviti grida al complotto e parla di «inaccettabile bavaglio alla libertà di espressione». Il sindacalista, ne ha per tutti, ha perciò dato mandato a un legale per procedere contro il colosso social statunitense e arrivare, non solo a ottenere i danni, ma a scoprire per quali motivi i suoi profili vengono disattivati di continuo. Spiega l’avvocato Angelo Della Pietra, legale di Alviti: «C’è pericolo per la libertà di parola. Ciò che è accaduto a Giuseppe Alviti, sindacalista napoletano e divulgatore sociale premiato anche con medaglia d’ argento al valore civile e il Premio Paolo Borsellino per la lotta contro le mafie, il cui account Facebook per la decima volta è stato disattivato per la pubblicazione di post sgraditi alla società di Zuckenberg credo sia grave e pericoloso. La libertà di un cittadino e’ anche e soprattutto libertà di parola e di espressione. Esistono tanti modi per tutelare le proprie ragioni. Costringere al silenzio e’ illiberale ed inquietante». Nel frattempo ad Alviti sono giunti messaggi di solidarietà e vicinanza dal mondo politico, della società civile ed ecclesiale, Alviti non è Bin Laden.

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I cavalieri senza macchia e senza paura della F1

Molti i piloti che hanno scritto le gesta in pista con le loro vittorie, ma ci sono anche piloti che si sono fatti valere per il loro coraggio.

Ma cosa sono i cavalieri senza macchia né paura diamo qualche cenno storico… Cavaliere senza macchia e senza paura è l’appellativo con cui era conosciuto il condottiero francese Pierre Terrayl di Bayard (1476-1524) celebre per le sue grandi imprese e noto nel nostro Paese come “il Baiardo”. Cavaliere senza macchia e senza paura è l’appellativo con cui era conosciuto il condottiero francese Pierre Terrayl di Bayard (1476-1524) celebre per le sue grandi imprese e noto nel nostro Paese come “il Baiardo”.

Attualmente la frase viene usata per indicare, generalmente in modo lievemente scherzoso, una persona integerrima, coraggiosa, praticamente perfetta.

Ma partiamo da lontano gli anni 30 pilota sicuramente impavido era Tazio Nuvolari il mantovano volante, famoso in vita dopo alcune vittorie al Nurburgring e non solo, amato /odiato da un certo Enzo Ferrari che però stravedeva per lui, la sua guida di traverso particolare aizzava le folle, un pazzo scatenato al volante che era capace di tutto rimontare anche da dietro per tagliare primo il traguardo.

Tra i vari piloti da menzionare, un altro italiano, Arturo Merzario, angelo custode o angelo salvatore di Nicky Lauda che al Gran Premio del Nurburgring salva il ferrarista da morte quasi certa contribuendo alla estrazione del corpo dell’austriaco, dalla Ferrari in fiamme parcheggiata di traverso lungo la pista tedesca.

Il salvataggio del pilota austriaco entrerà comunque nella storia e negli annali, il gesto di salvare una vita, gesto nobile, non esiste un qualcosa di paragonabile ad un’azione del genere.

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Lo scontro con due vetture, la Ferrari avvolta dalle fiamme e Lauda imprigionato tra le lamiere. L’incidente di Nurburgring del 1 agosto 1976, che sfregiò per sempre Niki, ha contribuito a rafforzare il suo mito. A salvare la vita del pilota austriaco, allora campione del mondo in carica, fu Arturo Merzario. Ora che Lauda è scomparso, l’italiano ha ricordato alcuni particolari del loro rapporto da “nemici-amici”. Nel 1974 l’austriaco, “sponsorizzato” da Clay Regazzoni, aveva tolto il posto in Ferrari proprio a Merzario. “Gli salvai la vita e mi ringraziò solo trent’anni dopo – ha detto l’ex pilota dell’Alfa Romeo-. Nelle competizioni eravamo super nemici ma nel privato eravamo amici, quando mettevamo il casco era come se andassimo in guerra. Mi buttai tre volte fra le fiamme, lui si agitava e poi svenne”

Lauda cercò per anni di rimuovere l’incidente nella “famigerata” e maledetta curva Bergwerk, con la Ferrari lanciata a 230 chilometri all’ora che andò a sbattere a destra sulle protezioni della pista. Ma Merzario ricorda ancora bene quegli istanti. “Sì, riuscii ad estrarlo dall’abitacolo e a salvargli la vita”, ha detto Merzario. “Mi buttai tre volte fra le fiamme, Niki si agitava, non riuscivo a tirarlo fuori dall’abitacolo perché era ancora legato con le cinture, poi per fortuna svenne e riuscii a staccare le cinture, a trascinarlo fuori dalla macchina che bruciava”, ha detto il pilota italiano

“Gli feci il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale, arrivato alla curva di Bergwerk ho visto l’apocalisse: non avevo certo tempo per riflettere. C’era un essere umano in pericolo di vita e dovevo prendere una decisione fondamentale per la sua esistenza. E la presi scendendo dalla mia auto, buttandomi tra le fiamme per cercare di salvarlo e riuscendoci. Punto. L’avrei fatto per chiunque, per il migliore amico, per uno che mi stava sul cavolo o per un altro indifferente. Sono attimi particolari in cui si è uomini o non lo si è, tutto qui.” ”

“La fortuna di Niki non fu quella di averlo estratto dalla macchina in fiamme e aver impedito di morire arso vivo come era capitato a Roger Williamson nel Gp d’Olanda del 1973. La sua fortuna fu che gli feci il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale, come avevo imparato da militare a Napoli. Quando arrivò il medico mi disse che senza quell’operazione, durata due minuti, sarebbe entrato in coma e sarebbe morto”, ha raccontato l’ex pilota.

Altor pilota impavido certamente quel Gilles Villeneuve che i tifosi ferraristi non hanno mai dimenticato il suo gettare il cuore oltre l’ostacolo sempre dell’aviatore che nell’annata 1979 fece spettacolo con la sua Ferrari non è passato nè inosservato nè tantomeno dimenticato.

Il pilota canadese perderà la vita a Zolder in Belgio anno 1982, 5 maggio il suo ultimo giro prima del tragico volo con Jochen Mass, con i giornalisti che si sono divertiti passateci il termine ad alimentare la rivalità interna dopo lo smacco di Imola con Pironi. Di certo tra i piloti più coraggiosi Villeneuve, mai visti in F1 anzi sicuramente il più coraggioso, Alain Prost 4 volte campione del mondo rilascio la seguente dichiarazione sul pilota canadese “Noi piloti di F1 siamo tutti professionisti ma il vero pilota per me era uno solo Gilles Villeneuve”.

Ma impavidi talvolta lo sono i leoni della CEA nome non casuale che nell’anno 1989 salvano la vita  a Berger che in pista ad Imola alla guida della sua Ferrari si schianta al Tamburello, la rossa diviene rosso fuoco immediatamente nel senso letterale del termine, l’austriaco sarà salvato dagli addetti ai lavori, miracolato e trasportato in Ospedale, se la caverà con qualche ustione e un grosso spavento.

Il 23 aprile 1989 a Imola, col salvataggio di Gerhard Berger, estratto dalla sua Ferrari in fiamme, si compì il primo miracolo dell’era moderna. Intervento, spegnimento e salvataggio del pilota. Da esserne orgogliosi.

E pensare che i Leoni furono ribattezzati così dopo un altro drammatico incidente. A Monza, 1978, al via della gara ci fu una carambola che coinvolse 11 piloti, con la Lotus di Peterson a fuoco e i Leoni nelle fiamme a estrarlo. La stampa li ribattezzò così e da allora tutte le volte che c’è un uomo in rosso è per antonomasia un Leone della Cea non sempre purtroppo c’è stato il lieto fine d’altronde la F1 è e rimane uno sport pericoloso.

Tra i cavalieri impavidi senza nè macchia nè paura Ayrton Senna col suo salvataggio ad Erick Comas in Belgio a SPA Francoschamps, ferma la sua macchina la McLaren in mezzo alla pista e soccorre, presta il primo soccorso al pilota su Ligier che dopo l’impatto a muro aveva perso i sensi, il contributo del pilota brasiliano si rivelò utile anzi decisivo nelle operazioni di salvataggio.

Tra gli ultimi cavalieri impavidi il sempre forte ed aggressivo M. Schumacher su Ferrari 7 volte campione del mondo con la rossa, ora ridotto purtroppo ad un vegetale.

Tra i piloti coraggiosi certamente anche Mika Hakkinen, l’attuale macina record Lewis Hamilton ed il giovane leone olandese unico che sta impensierendo l’anglo caraibico pilota in vetta al Mondiale di F1 su Red Bull con un leone sul casco, ossia Max Verstappen.

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I soci della Anacomi ritornano a Maddaloni

Dopo il raduno di aprile 2019 la Associazione Nazionale di Commissariato dell’Esercito conosciuta come Anacomi, ritorna a Maddaloni venerdì 29 ottobre presso la Caserma Mauro Magrone per commemorare con una Santa Messa tutti i soci defunti nonché gli ex Comandanti della Scuola e gli Ufficiali Sottufficiali e Personale civile che hanno prestato servizio all’attuale Scucomm nei suoi 73 anni di vita. La Scuola che attualmente è comandata dal Gen. Francesco Riccardi venne costituita il 01 agosto 1948. L’incontro è organizzato dalla Presidenza Nazionale della Anacomi presieduta dal Gen. Salvatore Fari, con il placet del Comando della Formazione e Ordinamento di cui è Comandante il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale. La funzione religiosa sarà celebrata da Don Francesco Marotta coadiuvato da Don Matteo Coppola. Al termine della funzione verranno benedette le Statue della Divina Provvidenza e di San Lorenzo patroni del Corpo di Commissariato dell’Esercito Italiano come da decreto del Vicariato Militare. Per la cronaca entrambi i Patroni saranno festeggiati il 19 novembre in contemporanea con l’anniversario del Corpo. I soci della Anacomi visiteranno anche il Centro Vaccinale in funzione nell’ex padiglione della Arte Bianca dove fino ad oggi sono stati distribuiti ben 55084 vaccini con la collaborazione della Azienda Sanitaria Locale di Caserta diretta dal dott. Ferdinando Russo.

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I soci della Anacomi ritornano a Maddaloni

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Aversa, A.Oliva: “Il sindaco si arrende alla MALAmovida”

Aversa, Pubblichiamo il comunicato del consigliere Alfonso Oliva sulla movida aversana e le sue problematiche.

“Il sindaco di Aversa si arrende alla MALAmovida: devo riscontrare, purtroppo, la mancata volontà di questo Sindaco e della sua maggioranza di combatterla.

Ho saputo che nel prossimo weekend, particolarmente sensibile, perché quello di halloween (in particolare sabato), non è previsto alcun turno notturno per la polizia municipale. Quindi non ci sarà nessuno a presidiare le strade a tutela dei nostri giovani.

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Ma lo stesso lavoro encomiabile della nostra Polizia municipale è svilito, perché in seguito alle numerose sanzioni elevate nelle settimane scorse non sono stati adottati altrettanti consequenziali  provvedimenti accessori di chiusura.

È evidente che così facendo si rendono inutili i sacrifici fatti e si lascia credere ai quei commercianti sanzionati che pagando un ammenda la loro posizione amministrativa sarà sanata.

Tutto questo è svilente ed avvilente! Abbiamo più volte suggerito al sindaco di concertare le ordinanze di chiusura con i sindaci dei comuni limitrofi e di modificarle per zone, per non pregiudicare il lavoro di chi rispetta le regole!!!

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I grandi bomber del calcio

I grandi bomber dell’area di rigore. Gli attaccanti che spesso occupano le prime pagine dei giornali, sportivi e non, i più fortunati anche quelle dei rotocalchi rosa e qualche calciatore fotogenico e bello magari anche quelli di moda (esempio Cristano Ronaldo, David Beckham per il passato).

Ma veniamo ai grandi bomber, coloro in grado di bucare la difesa avversaria in qualsiasi momento, ce ne sono tantissimi, cerchiamo di riportarne alcuni in ordine però sparso.

Da dove si può partire?? Beh partiamo dal n. 17 della Juve primo goal all’esordio a San Siro contro il Milan, cross di Z. Zidane e schiacciata di testa in rete per un esordio niente male. Di chi stiamo parlando??? Re david che spesso andava in rete a San Siro, David Trezeguet, con il coro del Delle Alpi prima e dello stadium poi…Trezeghe Trezegheeee quando gioca segna sempre Trezegueeeee….mattatore dell’Italia a Euro 2000 (ricordo non propriamente felice per noi italiani).

Un serpente a sonagli degli ultimi metri il francese un cecchino che si allenava prima delle partite solo calciando contro un muro la sfera in qualche immagine inedita e rubata delle telecamere di SKY  (Tele + o Stream per il passato) mettendola dove voleva mirando in maniera precisa, al franco argentino bastava anche un solo pallone servito bene, per sbatterlo dentro di prepotenza, di forza ma anche di rapina o astuzia, acrobazia perchè no, calciava sia di destro che di sinistro, grande senso della posizione in area di rigore, bella coppia d’attacco con capitan Alex Del Piero, una dannazione per le difese avversarie.

Altro rapace, rapacissimo degli ultimi metri, impossibile non citare quel Filippo Inzaghi lanciato giovanissimo dall’Atalanta poi approdato alle grandi squadre, Juve e Milan poi, non bello da vedere, sgraziato non dotato tecnicamente definito da Paolo Maldini fastidioso da marcare e da seguire come una zanzara…grande istinto da goleador sempre pronto in area di rigore, anche quella piccola sulle palle vaganti arrivava sempre prima di tutti timbrando spesso e volentieri.

Gabriel Batistuta con il coro della fiesole Battigooool batigoool batti batti battigooooollll battigooooolllll….argentino forte tecniacamente con un tiro forte e preciso (ricorda Mark Lenders per gli amanti della serie cartoon di Holly e Benji).

Alla Fiorentina prima infine Roma ed Inter sempre a segno, a Firenze trascinatore indomito che stava portando la Fiorentina con le prime della classe poi un brutto infortunio nel mese di febbraio fece scivolare la viola dalla seconda nella parte centrale della classifica a comprova della sua importanza leader indiscusso a Firenze amatissimo dalla tifoseria per la sua grande generosità.

Ma ci sono anche i bomber di provincia i cui gol valgono forse anche più di quelli messi a segno dagli attaccanti delle ‘solite’ big. Igor Protti diavolo trascinatore del Bari approdato a Napoli anche se non riuscirà più  a ripetere i rendimenti altissimi dei suoi anni nella squadra dei galletti biancorossi con un primato unico, capocannoniere di Serie C, Serie B e Serie A per non farsi mancare nulla.

Dario tatanka (il bisonte)Hubner, amante della sigaretta e della birra a cui non rinunciava talvolta neanche nell’intervallo delle partite, ma a lui gli faceva bene evidentemente  capocannoniere in coabitazione con un certo D. Trezeguet (guarda un po’), della Juve a quota 24 gol in un’annata irripetibile con il Piacenza, attaccante ex operaio di  fabbrica che con il calcio trova la sua salvezza e la sua dimensione segnando in tutte le categorie regolarmente.

Altri grandi bomber, impossibile non citare il fenomeno Ronaldo valanghe di gol in tutti i modi, nei tre anni a cavallo PSV, Barcellona ed Inter goal a  raffica in tutti i modi possibili ed immaginabili, progressione impressionante (non a caso chiamato il fenomeno), poi il grave infortunio che nè ha minato la carriera, non impedendogli tuttavia di segnare altri gol con la camiceta blanca del Real Madrid, trascinatore della nazionale verde oro capocannoniere ai mondiali di Corea nel 2002.

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Venendo ai giorni nostri, Messi e CR7, Cristiano Ronaldo che abbiamo ammirato con la maglia della Juventus, attccante che fa reparto da solo. I due attaccanti (Messi e Ronaldo) da 4 anni si contendono il pallone d’ oro segnando raffiche di gol. Messi dopo l’addio al Barca squadra  a cui ha dato e deve tutto si è accasato al PSG dando il suo contributo, CR7 tornato al I amore quel Manchester UTD che lo ha lanciato ha messo a segno una doppietta all’esordio, segnando anche nelle partite successive giusto per farsi rimpiangere dai tifosi bianconeri e ricevendo qualche stoccata dai senatori della Juve tipo Chiellini che non hanno digerito l’addio improvviso e forse un po’ freddo del portoghese che è di fatto un azienda individuale, famosissima e conosciutissima, la migliore al mondo come brand internazionale che quando sceglie di andar via divorzia ottenendo sempre quello che vuole lui, in maniera indolore per sè stesso. (anche a Madrid abbandonò all’improvviso fortemente voluto dagli Agnelli dopo la rovesciata proprio contro la Juventus, il re di coppe, darà il suo contributo in Europa tuttavia non riuscendo a bissare le fortunate annate spagnole, almeno per quanto riguarda l’Europa, altro discorso è in Italia con la vittoria degli scudetti a Torino).

Altri grandissimi Andry Shevchenko il re dell’est fortissimo con entrambi i piedi, caterve di gol al Milan, Beppe Signori capocannoniere con la Lazio, poi leader a Bologna per venire ai giorni nostri abbiamo Ciro Immobile bomber partenopeo degli aquilotti della Lazio.

Francesco Totti bomber atipico ma comunque ottavo re di Roma, poi Roberto Baggio, Del Piero (con la mitica frase di Mosca aaahh come gioca del Piero).
Altri bomber Lukaku ex Inter, Sivori bomber degli anni 50 della Juve in coppia con John Charles il gigante gallese, il fantasista argentino ideale avo o progenitore di Maradona, spesso e volentieri andava a rete con una certa facilità.

Bomber esteri Wayne Rooney del Manchester UTD il bad boy inglese, Neymar o Nei brasiliano del Barca prima e del PSG poi, Ruud Van Nisterlooy del Manchester poi a Madrid sponda Real. Raul Blanco bandiera del Real, Mbappe ghepardo velocissimo della nazionale francese punta di diamante del PSG, Gigi Riva trascinatore del Cagliari che pur di rimanere in terra sarda rifiutò addirittura più offerte della Juventus in  virtù del legame molto forte che creò con gli isolani della Sardegna.

Poi Pablito Rossi al Vicenza prima alla Juve poi, capocannoniere a Spagna 82 con l’Italia di Bearzot, Bobo Vieri bomber della Lazio, della Juve, dell’A. Madrid, dell’Inter ecc. ecc. Robert Lewandoski cecchino implacabile del Bayer di Monaco, Adriano dell’Inter che in virtù di problemi e vicissitudini, personali si perse per strada, Zlatan Ibrahimovic che bomber ci è divenuto nonostante all’inizio un certo Fabio Capello si arrabbiava da matti perchè era troppo poco cattivo proprio sotto rete.

G. Vialli e Roberto Mancini gemelli del gol a Genova sponda Samp e gemelli dell’Italia vincente ad Euro 2021 con un amicizia mai sopita rimasta immutata nel tempo.

Totò Schillaci protagonista ad Italia 90 che non fece grandissime annate ma che fece sognare una nazione intera nelle notti magiche italiane come cantavano Gianna Nannini ed Edoardo Bennato.

Amauri e Dybala giovani promesse del Palermo entrambi transitati dai rosanero per poi approdare a Torino  e chi più neha più ne metta, suggeriteci qualche bomber nel caso ne abbiamo dimenticato qualcuno ma è comunque difficile citarli tutti.

scatti dei bomber citati nell’articolo

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I grandi bomber del calcio

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Festival dell’Opera Buffa Napoletana

Opera Buffa: Vuoi sapere se qualche scintilla brucia in te? Corri, vola a Napoli ad ascoltare i capolavori di Leo, Durante, Jommelli, Pergolesi. (Jean-Jacques Rousseau)

PORTICI |CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI –  Correte, volate per ascoltare i capolavori dell’Opera Buffa di Leonardo Leo, Francesco Durante, Niccolò Jommelli, Giovan Battista Pergolesi.

Il festival dell’Opera Buffa si svolge  dal 28 a l31 ala Reggia di Portici, sede del Dipartimento di Agraria dell’Universitò degli Studi di Napoli Federico II.

Il Festival proseguirà a Napoli, alla Sala Assoli, dall’1 al 3 novembre.

Sul sito operabuffanapoletana.it si legge: La Napoli del ‘700 era la più grande città europea dopo Londra e Parigi. Colmi di incanto, viaggiatori provenienti da ogni angolo del mondo ne affollavano le strade alla ricerca di un passato antico immersi nel fervore del teatro napoletano. Proprio in questa Napoli così creativa nacque la tradizione dell’opera buffa. Al teatro dei Fiorentini, al San Bartolomeo, al Nuovo andava in scena una vera e propria rivoluzione, rappresentata da una felicissima sintesi tra la tradizione del teatro dell’arte e la musica coltivata, e fece scalpore.

Il Festival si apre con Il maestro di cappella, un intermezzo in un atto composto da Domenico Cimarosa. Unica nel suo genere, presenta un solo cantante. A seguire L’uccellatrice, intermezzo in due atti di Niccolò Jommelli (Aversa, 10 settembre 1714 – Napoli, 25 agosto 1774) presentata per la prima volta il 6 maggio 1750 al Teatro San Samuele di Venezia. L’ultima operina Mastrogiorgio, basata su una rielaborazione di commedie per musica di Giovanni Paisiello.

Il cast degli artisti è molto nutrito: Chiara di Girolamo,  Carlo Gargiulo, Rosario Sparno, Cristina D’Alessandro, Domenico Nappi, Massimiliano Foà, Giulio Fazio, Renato De Simone, Filippo Sica,Massimiliano Sacchi, Fabrizio Romano, Enzo Mirone, Claudio Di Palma, Luca De Lorenzo, Costanza Cutaia, Paolo Cresta.

Per maggiori  informazioni & booking : @.
+393284533469 (scrivere o chiamare via Whatsapp esprimendo il proprio desiderio)

Evento

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Festival dell’Opera Buffa Napoletana

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Mistica e Filosofia nel pensiero di Sohravardῑ

Il sistema filosofico del pensatore orientale Shihab al-din Yahya Sohravardῑ

di fra Salvatore Robustelli

Il nostro studio ha l’obiettivo di rilevare i contenuti più significativi della filosofia persiana, attraverso i quali sarà possibile estrapolare le linee guida per contestualizzare il tessuto storico-sociale della Persia (odierna Iran), ponendo in esame le massime filosofiche del pensatore orientale Shihab al-din Yahya Sohravardῑ.

Tuttavia, la nostra ricerca verterà su due livelli: come primo aspetto la storicizzazione del climax filosofico che caratterizzava la Persia partendo dalle sue origini e in seconda analisi le influenze impresse a quel sistema filosofico dall’autore persiano.

La ricerca non ha dato tanto fruttuosi esiti da permetterci di approfondire più nel dettaglio l’argomento, a causa della mancata trasmissione delle opere dell’autore in occidente e non solo. Eccetto L’Angelo Purpureo, tradotto in italiano, molti altri suoi lavori non sono mai stati pubblicati da nessuna casa editrice. Restano quindi solo i manoscritti che la storia ci ha trasmesso.

Di conseguenza, l’indagine che intraprenderemo pone come suo prezioso fondamento la presente informazione attinta da Giuseppe Romanelli, nel suo studio intitolato Storia della filosofia antica. Orientale italica e ionica, edita nel 1874, attraverso cui comprendiamo che il codice religioso in uso nel circuito iraniano delle origini, (l’autore non specifica il periodo storico) era chiamato Zend Avesta, attribuito a Zoroastro, (da una ricerca supplementare riscontriamo che gli studiosi collocano il mistico e profeta antico tra il IX e l’VIII secolo a. C.), ultimo riformatore del Magismo (complesso di conoscenze e pratiche esoteriche e occulte).

Il testo dell’Avesta che testimonia l’orizzonte teologico persiano, mette in luce l’unità di Dio, ineffabile, padre della luce increata, potenza e virtù spirituale, la quale non può essere vista altrimenti che dall’intelletto e sentita che dal cuore. Nell’immediato si comprende razionalmente l’accostamento all’Uno (neoplatonico) e il concetto di creazione, che sono entrambi resi esprimibili mediante la rivalità di Ormus e di Arimane. Due entità divine che si combattono a vicenda, infatti come ciascun movimento gnostico rilevato dalla critica filosofica ha come sua caratteristica il dualismo espresso nella contesa tra il bene e il male, così Romanelli dice: … poiché l’Uno, cioè il principio del bene, è da sé ed eterno, l’altro, cioè il principio del male, è temporaneo e compariscono nel mondo. E un giorno, sconfitto da Ormus, egli e i dei suoi, essenzialmente malvagi, saranno annichilati, ovvero purificati da torrenti di fiamme, riappariranno sulla terra rinnovellata, quali sacerdoti dell’Eterno a celebrarne le lodi, consumarvi il sacrifizio e compiere il regno della sua santa legge.

Un richiamo alle antiche cosmogonie del mondo greco che tentano di dare una risposta alla domanda persistente dell’umanità: Come ha avuto origine il mondo?

Il nostro autore spiega più da vicino queste due entità mitologiche del circuito persiano delineando le loro caratteristiche asserendo: … come Ormus, che è la perfezione, il giusto, il puro, cioè il Buono e il Bello, creò tutte le cose buone e belle, sensibili e soprasensibili, ed una miriade di Ferveri o geni amici dell’uomo, che essendo angeliche personificazioni di tutto le virtù e di tutti i beni creati, cooperano al conseguimento dello scopo ultimo della creazione; tutt’all’opposto Arimane che è detto il Delitto e pieno di morte produsse innumerevoli invidie le quali personificate ancor esse, come i Ferveri, divengono cacodemoni o Dei, che propagano errori e miserie.

Si evince la netta separazione tra il mondo sovrasensibile, quale etereo, puro e perfetto; al quale è possibile giungere mediante un cammino di ascesi culminando nella la totale unione con l’Uno, e il mondo sensibile in cui domina la corruttibilità della materia e il decadimento dei valori morali per poi giungere alla totale perdita del proprio sé. Pertanto, Romanelli riporta veloci pennellate sul versante storico-filosofico ampiamente diffuso nel circuito persiano, puntualizzando il concetto di Unione con il Bene che permarrà nel pensiero iraniano anche nei secoli XII -XIII, in cui compare Sohravardῑ. Fu infatti, il primo rappresentante della filosofia Illuminazionista (ishrāqiyya) che nacque nel 1153 in un villaggio situato al nord della Persia.

Sohravardῑ entrò in contatto con la tradizione avicenniana, la filosofia neoplatonica e aristotelica e con i maestri sufi (la critica filosofica li ha ritenuti come guide e divulgatori di un pensiero fortemente esistenzialista diffusosi in Oriente nel periodo preislamico).

Fu anche maestro del figlio di Saladino in Siria, dove fu imprigionato per volontà del sovrano curdo a causa di un’erronea interpretazione delle sue opere. Morì di morte violenta ad Aleppo, forse soffocato, e meritò così dai suoi seguaci il titolo di martire.

Alcune notizie ci riportano che Sohravardῑ ebbe in visione Aristotele anche se il cammino della sua vita è avvolto dalla leggenda, infatti gli si attribuiscono anche poteri miracolosi.

Dai suoi scritti comprendiamo non solo la sua vicinanza alla filosofia greca ma soprattutto la critica che Sohravardῑ stesso attribuisce agli autori greci, ovvero di essere giunti ad una sola comprensione parziale e superficiale del sapere ermetico; per tanto egli decide di perpetuare l’eredità dell’antico zoroastrismo. Di conseguenza per sviluppare il suo sistema filosofico decise di mantenere l’eredità aristotelica attraverso cui gli sarebbe stato possibile compiere l’accurata distinzione tra la filosofia teoretica (che studia le entità immateriali e l’essere assoluto) e la filosofia pratica suddivisa in etica, domestica e politica.

In assenza di riferimenti diretti alle sue opere riportiamo il sunto del suo pensiero tratto dallo studio compiuto da Baffioni, reperibile in Filosofie nel tempo. Storia filosofica del pensiero occidentale e orientale: Per Sohravardῑ, l’Occidente è il mondo della materia, l’Oriente quello delle luci arcangeliche, e fra i due esiste uno stato intermedio conosciuto dai cieli e dalle sostanze separate. Egli recupera dunque la successione avicenniana delle intelligenze celesti, rileggendola però in termini di luce. Nella composizione di ogni entità entra la luce; tutto quanto non è pura luce è sostanza oscura, in grado però di accogliere la luce in maggiore o minore misura. I corpi, ricettivi sia della luce che della tenebra, si dicono istmi. Punto di partenza di tutto il processo, la Luce delle luci non può che essere una: se ce ne fosse una seconda, ci sarebbe una terza entità da cui entrambe dipenderebbero. Essa genera, per un processo di emanazione, la prima luce. […] in quanto la prima luce apprende la propria pienezza in relazione alla Luce delle luci, dà luogo alla seconda luce. Questa a sua volta genera una luce e un istmo (cioè una sfera celeste), e il processo continua ad arrivare al nono istmo o sfera, e al mondo degli elementi sotto di esso.

Rispetto al pensiero di Avicenna, Sohravardῑ introduce nel suo sistema un nuovo ordine chiamato latitudinale: … si tratta di luci reggenti, di archetipi celesti che muovono, ma non causano, le sfere. Esse costituiscono il mondo immaginale, livello ontologico intermedio fra mondo materiale e mondo superiore, garante della riascesa delle anime umane verso la loro prima matrice. Egli elabora … il carattere illuminativo della conoscenza, alla quale è possibile ascendere verso la Luce pura mediante il passaggio a tre diversi gradi rappresentati dai mistici che si fermano ad una conoscenza intuitiva, dai filosofi che pur perfezionando la conoscenza discorsiva restano estranei alla gnosi e in fine coloro che cercano la conoscenza ma non l’hanno ancora conseguita. Dai diversi livelli conoscitivi dipende il grado di felicità di ciascun individuo. Lo spirito santo conferisce all’embrione la luce umana, o anima. Ad essa corrispondono le facoltà passionale e appetitiva.

Il contatto con la materia aliena la luce terrestre (o spirito) dal mondo delle luci e le costringe a successive reincarnazioni.

Attraverso questa tripartizione dei soggetti che sono in cammino verso la Luce della conoscenza per poi giungere al massimo grado di unione con la Luce pura, si riscontrano vicinanze con il pensiero platonico.

Nel III capitolo della Repubblica infatti, Platone compie la tripartizione dello Stato in tre classi che corrispondono in perfetta sintonia con la sua tripartizione dell’anima individuale in tre elementi: l’elemento razionale; l’elemento concupiscibile, … che le fa provare amore, fame, sete e che ne eccita gli altri appetiti, irrazionale e appetitivo, compagno di soddisfazioni e piaceri materiali: l’elemento irascibile, l’istinto aggressivo, che talvolta contrasta i desideri.

Sohravardῑ ritiene che l’esercizio della sola ratio non favorisce la crescita intellettiva, di conseguenza non definisce i filosofi come nel sistema filosofico elaborato da Platone. Infatti, mentre il filosofo greco definisce i filosofi come coloro che sono chiamati a prendere su di sé le redini del governo dello Stato poiché dedicano tutta la loro vita alla ricerca della verità e al servizio di essa comunicandola al popolo, Sohravardῑ diversamente sostiene che i filosofi non giungono alla profondità della conoscenza poiché limitati dalla sola ragione, mettendo dunque, al punto più altro del cammino di perfezione da lui elaborato la figura dei mistici.

Espressamente si ringrazia fra André Marie Rahbar, frate minore conventuale iraniano, studente a Roma presso il Collegio Internazionale dell’Ordine Seraphicum, per avermi condotto alla conoscenza dell’affascinante pensiero di Sohravardῑ.

(Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Mistica e Filosofia nel pensiero di Sohravardῑ

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