Il Policlinico, i lavori infiniti, le osservazioni di un nostro lettore

Pubblicità elettorale

Pubblicità elettorale

Per quel che concerne il  Policlinico di Caserta ed i suoi lavori quasi infiniti, anche se da un po’ di tempo come ben noto, sono ripresi gli stessi lavori al Policlinico di Caserta dopo tre anni di stallo determinati dal fallimento della Società Condotte che aveva ricevuto i fondi europei, lavori da terminarsi teoricamente in 32 mesi.

ITIS Liceo Scientifico Giordani Caserta 600×273

Su tali problematiche si riportano alcune considerazioni ed osservazioni di un nostro lettore, ossia Pierluigi Marino, “Purtroppo dei recenti sondaggi ambientali, hanno evidenziato delle criticità nel sottosuolo con interessamento delle falde acquifere a seguito di rilievi eseguiti nei pozzi circostanti tale area. Bisognerà valutare da parte dei tecnici se ciò comporterà un rallentamento dei lavori, per una completa verifica della salubrità del sito, oppure si dovranno effettuare anche dei carotaggi del terreno su cui insiste detto Policlinico.
La domanda sorge spontanea, perché nella stessa zona si sono potute costruirecentinaia di abitazioni ? Perché l’attuale amministrazione non ha bloccato i lavori continuando a concedere appalti ? A ciò si aggiunge anche l’annoso problema della qualità dell’aria, visto che il manufatto si trova a poche centinaia di metri da ben tre cementifici che insistono nell’area compresa tra San Clemente e Maddaloni. Non vorremmo, a questo punto, assistere ad un nuovo stop dei lavori, dovuto questa volta a problematiche ambientali e non giudiziarie, che possano compromettere in modo irreversibile la realizzazione del Policlinico.
Passando alla trattazione del Belvedere di San Leucio, anche qui non mancano le dolenti note. Infatti a fronte di molteplici promesse fatte, anche in merito alla sicurezza, ha fatto seguito solo qualche aggiusto di modesta entità, lasciando il complesso monumentale alla mercè dei vandali di turno, stanziali e non. Dei lavori di riqualificazione radicale promessi nemmeno l’ombra, nonostante la pubblicazione di varie gare ad hoc. Il progetto di riqualificazione del Belvedere di San Leucio dovrà essere prioritario e monitorato costantemente dalla comunità leuciana in primis, onde evitare che le lungaggini burocratiche e l’incapacità di qualche amministratore pro tempore, non facciano si che venga di nuovo caratterizzato dall’oblio, e non utilizzato dal ns. territorio come strumento di rinascita comune. Sperando che questi lavori siano portati a termine il prima possibile, perché tutti sono bravi nel fare promesse, il problema è chi, se e quando, sarà foriero di fatti concreti”.

Quaranta 640×300

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Il Policlinico, i lavori infiniti, le osservazioni di un nostro lettore

di TeleradioNews

CROLLO PONTE MORANDI, ALCUNE ASSOCIAZIONI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE NEL PROCESSO

Crollo del ponte Morandi: tre associazioni

Pubblicità elettorale

Pubblicità elettorale

di familiari delle vittime della strada chiedono di costituirsi tra le

parti civili

«Abbiamo chiesto di costituirci parte civile nel processo per il crollo

del ponte di Genova». Così i rappresentanti dell’Associazione familiari

vittime della strada, dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime e

dell’A.M.C.V.S, Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV,

che oggi erano presenti all’udienza preliminare per il crollo del ponte

Morandi, avvenuto il 14 agosto di tre anni fa. Nel crollo persero la

vita 43 persone e 600 furono sfollate. Sono 59 le persone imputate e due

le società che dovranno rispondere di crollo doloso, attentato alla

sicurezza dei trasporti, omicidio stradale, omicidio colposo plurimo,

falso, omissione d’atti d’ufficio e rimozione dolosa di dispositivi per

la sicurezza sui luoghi di lavoro. In totale sono 300 sono le parti

offese che hanno chiesto di costituirsi parte civile, tra cui il Comune

di Genova, la Regione e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

«Oggi – ha detto Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione

familiari vittime della strada e dell’Aufv, Associazione unitaria

familiari e vittime Odv – appena iniziato il processo, è stata subito

chiesta la ricusazione del giudice. Mi auguro che questo non accada,

perché da più di 3 anni le vittime aspettano giustizia». L’Aufv è una

federazione di associazioni nella quale, nei giorni scorsi, è confluito

il comitato delle vittime ungheresi del bus finito contro un pilone

sull’autostrada A4 nei pressi del casello di Verona Est, il 20 gennaio

2017. «Enorme è stata la soddisfazione per la presenza all’interno della

nostra associazione delle vittime ungheresi della strage di Verona», ha

detto Pallotti, «è grazie alla nostra unione che otterremo giustizia».

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni del presidente e dei legali

rappresentati delle tre associazioni che oggi hanno chiesto di

costituirsi parti civili. L’avvocato Walter Rapattoni, legale

dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime ha dichiarato di essere

soddisfatto «di esserci stati, è stato un percorso lungo quello che ci

ha portato al processo di Genova, continueremo a batterci se verremo

ITIS Liceo Scientifico Giordani Caserta 600×273

ammessi in tutte le prossime udienze. Ora attendiamo l’esito

dell’istanza di ricusazione dei giudici. Nell’udienza di oggi sono state

depositate tutte le richieste di costituzione di parte civili e il

nostro impegno non si fermerà qui, continueremo sempre a batterci sia

per la sicurezza stradale, sia per dare giustizia alle vittime».

«Siamo sempre in prima linea per tutelare i diritti e per difendere

tutte le vittime della strada – ha affermato Matteo Tirozzi, legale

dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada – oggi

abbiamo depositato la nostra comparsa di costituzione di ben 1759

pagine. Siamo fiduciosi e attendiamo la prossima udienza che si terrà il

27 ottobre prossimo per l’ammissione del processo e la sua

continuazione».

All’udienza di oggi era presente anche l’A.M.C.V.S, Associazione Mamme

Coraggio e Vittime della Strada ODV, con la presidente Elena Renzullo

che ha ribadito la volontà di partecipare alle udienze «non solo per

sostenere i familiari delle vittime, ma soprattutto in difesa di chi non

ha più voce. Con il nostro legale Davide Tirozzi ci siamo costituiti

parte civile. Ricordiamoci che quando è caduto il ponte Morandi non solo

hanno perso la vita 43 persone, ma hanno distrutto anche 43 famiglie.

Noi come associazione lotteremo contro i responsabili». L’avvocato

Davide Tirozzi ha fatto sapere di aver depositato «la dichiarazione di

parte civile. Nella prossima udienza sapremo se essa sarà accettata,

ovviamente saremo di guardia a controllare che le cose vadano nel verso

giusto, sempre a fianco delle vittime e pronti a dar battaglia».

A.I.F.V.S. ODV

Con Delega responsabile alla stampa e Vice Presidente e responsabile di

sede di Aversa e dell’agro aversano.

Biagio Ciaramella

Per contatti sede Aversa Cell.330443441

Quaranta 640×300

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

CROLLO PONTE MORANDI, ALCUNE ASSOCIAZIONI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE NEL PROCESSO

di TeleradioNews