IL GIALLO DI VIA POMA 31 ANNI DOPO: RIVELATA L’IDENTITÀ DI MISTER X LO SVELA IL CRIMINOLOGO LAVORINO NEL SUO ULTIMO LIBRO

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IL GIALLO DI VIA POMA 31 ANNI DOPO: RIVELATA L’IDENTITÀ DI MISTER X LO SVELA IL CRIMINOLOGO LAVORINO NEL SUO ULTIMO LIBRO | Cronache Agenzia Giornalistica

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PREMESSA

Martedì 7 agosto 1990 Simonetta Cesaroni esce di casa alle ore 15 per andare a lavorare come ogni martedì e giovedì in Via Poma 2, ufficio dell’AIAG (Associazione Italiana Alberghi della Gioventù) sede regionale. Viene ammazzata qualche ora dopo, fra le 16:00 e le 18:30.

È rinvenuta cadavere alle 23:20, sempre in Via Poma n. 2 ufficio AIAG, scala B, terzo piano, interno 7. È quasi nuda, colpita con 29 colpi d’arma bianca, nessuna violenza sessuale e nessuna traccia di difesa attiva o passiva. Il luogo esatto del rinvenimento è la stanza del direttore Corrado Carboni, quel giorno fuori Roma.

Inizia così il Giallo di Via Poma, un delitto irrisolto, misterioso e intrigante, che ha visto due processi e nessuna condanna.

29 colpi d’arma bianca sugli occhi, sul petto, sul ventre e sui genitali; ambiente parzialmente pulito, tracce di sangue di gruppo A sulla porta e sul telefono; sono stati portati via i vestiti, i monili, i soldi e le chiavi della ragazza. Nessun segno di violenza sessuale.

Gli Inquirenti individuano l’orario dell’aggressione fra le 17:35 e le 18:30 in base a due dati testimoniali che considerano granitici: 1) Luigina Berrettini, collega di Simonetta e dipendente dell’AIAG, ha dichiarato di aver parlato telefonicamente alle 17:05 ed alle 17:35 con la ragazza che le chiedeva informazioni di lavoro e che lei le ha fornito dopo avere telefonato alla direttrice Anita Baldi ed a suo marito Salvatore Sibilia; 2) Salvatore Volponi, il datore di lavoro di Simonetta, alle 18:20-18:30, avrebbe dovuto ricevere una telefonata dalla ragazza, cosa che non è accaduta.

I sospetti cadono sul portiere Pietrino Vanacore che viene incarcerato tre giorni dopo il delitto, poi scarcerato e infine prosciolto.

In seguito vengono indagati Federico Valle, il nipote dell’architetto Cesare Valle progettista del palazzo di Via Poma e, di nuovo, il portiere Vanacore: il primo per omicidio, il secondo per favoreggiamento. Entrambi verranno prosciolti in sede d’udienza preliminare.

GLI INQUIRENTI HANNO SEMPRE RITENUTO CHE IL SANGUE SUL TELEFONO FOSSE DELLA VITTIMA MENTRE IL CRIMINOLOGO HA SEMPRE SOSTENUTO CHE FOSSE DELL’ASSASSINO, GRUPPO A DQALFA 4/4: LE SENTENZE DAL 2012 A SEGUIRE GLI HANNO DATO RAGIONE.

Nel 2007 viene indagato il fidanzato di Simonetta, Raniero Busco. Poi è rinviato a giudizio, processato e condannato a 24 anni di carcere perché riconosciuto colpevole dell’omicidio di Simonetta. Il processo d’appello termina con la sua piena assoluzione. Durante il processo di primo grado, il 9 marzo 2010, il portiere Pietrino Vanacore si suicida tramite annegamento, doveva testimoniare due giorni al processo contro Raniero Busco assieme al figlio Mario ed alla moglie Giuseppa De Luca.

La Cassazione nel 2014 mette fine alla vicenda rigettando i ricorsi del Procuratore generarle presso la Corte d’appello di Roma e delle Parti civili contro l’assoluzione di Busco.

IL CASO È APERTO!

 

VIA POMA: IN NUOVO LIBRO DEL CRIMINOLOGO LAVORINO SVELATA IDENTITA’ DI ‘MISTER X’

= ADN0957 7 CRO 0 ADN CRO NAZ VIA POMA: IN NUOVO LIBRO CRIMINOLOGO LAVORINO SVELATA IDENTITA’ DI ‘MISTER X’ = Roma, 9 ago. (Adnkronos) –

E’ uscito oggi online il terzo libro del criminologo Carmelo Lavorino sull’omicidio di Simonetta Cesaroni dal titolo ‘VIA POMA-Inganno Strutturale Tre’, dove per la prima volta vengono pubblicati il nome, il cognome e le foto di colui che per l’autore è il famoso ‘mister X’, ovvero l’uomo che tra le 16 e le 16.10 del 4 agosto 1990 chiese al colonnello dei carabinieri Giovanni Danese (testimone nel processo, ora deceduto), che si trovava in strada in VIA POMA, dove fossero gli uffici degli ostelli della gioventù. ”E’ chiaro – spiega Lavorino all’Adnkronos – che non può essere lui l’assassino per una serie di motivi, primo fra tutti che non è stato descritto insanguinato dal colonnello Danese, perché non avrebbe movente e in dieci minuti non avrebbe avuto modo di combinare quella mattanza: sicuramente non ha nessuna responsabilità nell’omicidio di Simonetta, ha preferito o è stato costretto ad eclissarsi”. Mister X avrebbe sempre affermato di aver chiesto informazioni ma di non aver poi suonato, secondo quanto sostiene il criminologo, per non essere coinvolto nella vicenda. (segue) (Cro/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 09-AGO-21 18:56 NNNN

[10/8, 10:09] Carmelo Lavorino: VIA POMA: IN NUOVO LIBRO CRIMINOLOGO LAVORINO SVELATA IDENTITA’ DI ‘MISTER X’ (2) =

ADN0958 7 CRO 0 ADN CRO NAZ VIA POMA: IN NUOVO LIBRO CRIMINOLOGO LAVORINO SVELATA IDENTITA’ DI ‘MISTER X’ (2) = (Adnkronos) – ”Sarebbe stato interessante – dice Lavorino – sapere se quando ha cercato gli ostelli della gioventù, dove lavorava la Cesaroni, qualcuno gli abbia aperto, se ci fosse Simonetta e quale situazione abbia trovato”. Nel libro Lavorino spiega i tre casi possibili. Il primo è che ”Simonetta gli abbia risposto e lui non sia salito – sottolinea – allora Simonetta era viva, forse in stato di minaccia, forse no”. Il secondo è che ”Simonetta gli ha risposto e lui è salito; allora Simonetta era viva e in stato di tranquillità”, aggiunge il criminologo. Il terzo, infine, aggiunge che ”Simonetta non gli abbia risposto: era in stato di minaccia e forse già ammazzata”. Il delitto di VIA POMA scosse tutta Italia per l’efferatezza, per i misteri e i dubbi che hanno contornato la vicenda, rimasta a tutt’oggi senza un colpevole. E’ il 7 agosto del 1990 quando, in una Roma semideserta, Simonetta Cesaroni viene trovata morta alle 23.30 in VIA Carlo POMA 2. La ragazza è giovanissima, ha solo 21 anni. Il suo corpo viene scoperto negli uffici dell’Associazione italiana alberghi della gioventù. Il corpo viene ritrovato dalla sorella Paola, che preoccupata, si reca nell’ufficio insieme al fidanzato Salvatore Baroni e al datore di lavoro di Simonetta . La ragazza è stata uccisa con 29 colpi di tagliacarte, tutte profonde circa 11 centimetri. Alcune sono mirate al cuore, alla giugulare e alla carotide. (Cro/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 09-AGO-21 18:56 NNNN

 

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Ambulanza del Mare Humanitas, pattugliamento di Ferragosto con prof. Giuseppe Noschese, prof. Vincenzo Mallamaci, dott. Renato Di Marco, l’artista-soccorritrice Claudia Conte

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Ambulanza del Mare Humanitas, pattugliamento di Ferragosto con prof. Giuseppe Noschese, prof. Vincenzo Mallamaci, dott. Renato Di Marco, l’artista-soccorritrice Claudia Conte | Cronache Agenzia Giornalistica

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Prof. Giuseppe Noschese – A lui è ascrivibile la start-up del Trauma Center dell’ospedale del Mare, il più grande d’Europa, che dirige; ruolo ricoperto, in precedenza, al Cardarelli. Suo il coordinamento delle operazioni a Capri, in occasione della tragedia del bus precipitato.

È il responsabile dell’emergenza e del Covid Center presso l’Ospedale del Mare di Napoli.

È docente presso l’Università Luigi Vanvitelli di Napoli.

È Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Afghanistan presso il Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM).

E’ presidente dell’International Disaster Medicine Association (IDMA).

Membro in qualità di esperto alla conferenza ONU sul disarmo, in particolare nella gestione del rischio chimico-nucleare a seguito di conflitti e/o azioni di origine terroristica.

Già chirurgo personale del re di Afghanistan.

Ha una formazione di tipo militare (scuola militare di Rieti) e vasta esperienza su vari fronti di guerra.

Ha perfezionato la propria formazione durante i 7 anni operativamente trascorsi presso il più grande Trauma Center del mondo, a Baltimora.

Prof. Vincenzo Mallamaci – Cardiologo-missionario, presidente dell’Associazione Internazionale Onlus ‘E ti porto in Africa’.

Pro rettore vicario e docente Isfoa – Istituto Superiore di Finanza e Organizzazione Aziendale.

Docente in Diritto Sanitario Internazionale e Cooperazione allo Sviluppo Umano presso il Mediterranean Center for Diseases Control and Prevention – AMCDCP dell’American Univerity of Sicily.

Co-direttore del Mediterranean Center for Diseases Control and Prevention – AMCDCP dell’American Univerity of Sicily.

Realizza ospedali ed ambulatori con sale-parto per i poveri della Costa d’Avorio.

 

Dott.ssa Claudia Conte – Attrice, presentatrice, autrice, events producer.

Nel ruolo di responsabile Humanitas Roma ha curato la prima fase della pandemia da Covid, coordinando gli interventi nella Capitale allorquando l’Humanitas era tra le poche associazioni con le necessarie dotazioni, tra le quali le barelle a bio-contenimento. “Esperienza che mi ha arricchito come donna e come artista. Invito i giovani a dedicarsi al volontariato”.   

Rif. Roberto Schiavone di Favignana

Cell. 3483956580

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Ambulanza del Mare Humanitas, pattugliamento di Ferragosto con prof. Giuseppe Noschese, prof. Vincenzo Mallamaci, dott. Renato Di Marco, l’artista-soccorritrice Claudia Conte

Sagre e fiere in strade e piazze: nessun obbligo di controllo del green pass

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Sagre e fiere in strade e piazze: nessun obbligo di controllo del green pass | Cronache Agenzia Giornalistica

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Dunque, l’obbligo di essere muniti di green pass per accedere a sagre e fiere locali non è escluso. È rimesso alla responsabilità dei visitatori esserne provvisti quando tali eventi si svolgano all’aperto in spazi privi di specifici e univoci varchi di accesso, come, ad esempio, nelle piazze e vie pubbliche. Gli organizzatori, pubblici o privati, degli eventi, devono informare il pubblico, con apposita segnaletica, dell’esistenza dell’obbligo della certificazione verde COVID-19 per accedere alla fiera o sagra in questione, ma qualora il visitatore, in caso di controlli, sia trovato non munito di green pass, sarà solo questo ad essere sanzionato, e non l’organizzatore che abbia rispettato l’obbligo informativo.

(…) L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 per accedere agli spettacoli aperti al
pubblico (…) si riferisce a luoghi che consentono, per la loro conformazione, di limitare l’ingresso da parte degli spettatori (sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e altri locali o spazi anche all’aperto).

L’obbligo di possedere una certificazione verde COVID-19 non si applica, invece, nel caso in cui gli eventi si svolgano in luoghi all’aperto privi di specifici e univoci varchi di accesso, come ad esempio in piazze, vie o parchi pubblici, a cui possono accedere anche soggetti per fini diversi da quello di assistere all’evento che non è quindi destinato ad un pubblico predefinito e contenuto in spazi dedicati in modo esclusivo all’evento stesso”.

Dichiarazione del coordinatore regionale Anva Confesercenti, Aniello Ciro Pietrofesa:

“Altro risultato importante dell’ANVA Confesercenti Nazionale. Avevamo posto una domanda al Governo riguardante il green pass per le fiere: viene chiarito che per le fiere svolte su piazze e strade senza nessuna recinzione non vi è l’obbligo del controllo del green pass ma solo di apporre la segnaletica”.

 

Aniello Ciro Pietrofesa. Cell. 3284436692

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Sagre e fiere in strade e piazze: nessun obbligo di controllo del green pass

La cybersecurity: prevenire è meglio che curare di Vincenzo Gisondi 

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La cybersecurity: prevenire è meglio che curare di Vincenzo Gisondi  | Cronache Agenzia Giornalistica

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Il meccanismo di un tipico attacco informatico è, per intenderci, paragonabile a quello di un centralino che in una giornata tipo riceve 800 chiamate. Un attacco combinato di tipo BOTnet, che coinvolge più dispositivi contemporaneamente, vedrebbe, nel nostro esempio, coinvolte centinaia di persone che effettuano, ciascuna, otto chiamate il giorno dell’attacco. E supponendo ancora che quello stesso numero di chiamate venisse effettuato in una mezza giornata o concentrato in un’ora, le conseguenze sarebbero il collasso della rete nel giro di poco tempo con conseguente blocco dell’accesso alla rete medesima, che può essere quella di una banca, un’istituzione regionale (come quello del Portale Salute della Regione Lazio, l’ultimo in ordine temporale), di una multinazionale o di un sito governativo.

Il sito web attaccato diventa irraggiungibile; viene messo off-line e l’azienda subisce un danno economico su due fronti: registrando, senza le specifiche coperture assicurative, un invenduto pari al tempo di blocco degli accessi e con esborso di cifre molto elevate per il ripristino rapido dei propri sistemi. Il rischio maggiore nasce, infine, dal fatto che l’azienda coinvolta è nella maggior parte, se non nella totalità dei casi, ignara di quanto sta accadendo.

Le figure apparentemente intangibili che si celano dietro bit e impulsi elettronici sono gli hacker, i criminali informatici che hanno fatto fortuna col Covid e la cui potenza invasiva e ricattatoria aumenta con l’espandersi delle tecnologie mobili, compresi ad esempio, smartphone, TV Smart ed ogni altro tipo di elettrodomestico intelligente che ci circonda. Essi possono rubare dati sensibili legati all’identità personale delle vittime per compiere operazioni bancarie e finanziarie. Sfruttano i dati acquisiti sui social network a scopo ricattatorio per monitorare l’attività in rete delle future vittime; in primis, personaggi famosi, politici o legati al mondo dello spettacolo. Quando la connotazione non è solo ricattatoria o ramsonware (in inglese ramson è il riscatto), ma assume connotazione politica contro una nazione o un’organizzazione, siamo di fronte ad un atto di terrorismo informatico.

Le precauzioni più semplici sono l’installazione di antivirus aggiornati e attenzione massima all’utilizzo delle mail e relativi allegati per evitare fenomeni diffusissimi di phishing con cui si cerca di attrarre l’attenzione del destinatario distratto di una mail inviandogli un link malevolo, una vantaggiosa offerta o una vincita facile. Altro errore da evitare è la pubblicazione sui social di biglietti di viaggio (aerei o treni) o carte di credito o foto in luoghi di villeggiatura. Ciò per evitare furti in banca o in casa, se assenti, con il rischio di non essere risarciti dall’assicurazione o dalla banca. I malviventi, vere e proprie menti algoritmiche, sono particolarmente interessati a segreti industriali, brevetti e proprietà intellettuali come di semplici file e documenti a prima vista insignificanti, ma preziosi in ambito commerciale; basti pensare all’elenco dei fornitori di un’azienda con nomi, indirizzi e-mail e numeri di cellulare. Ciò per aumentare la credibilità dei criminali grazie al know-how ed alla quantità dei dati acquisiti con conseguente incremento del potere ricattatorio. La rete della vittima può così essere infettata e compromessa al punto da non distinguere più tra utenti legittimi e non.

Gli attacchi possono essere, inoltre, dilatati nel tempo risultando trasparenti per la vittima che ne viene a conoscenza quando è troppo tardi per porre rimedio ai danni. Essa prestando attenzione ai falsi allarmi o infezioni di poco conto è portata a trascurare le minacce gravi.

Ultimo tema è quello della rarità con cui si condivide e discute del problema tra le imprese che difficilmente lo dettagliano per timore delle profonde ripercussioni economiche e del terribile danno reputazionale sul mercato: l’asset intangibile della fiducia. L’azienda che non riesce a giustificare la fiducia dei propri clienti è rapidamente sostituita da un’altra che lo fa meglio.

Si stima che l’ammontare dei danni subiti dalle piccole e medie imprese oggetto di attacco sia di 70-80 mila euro annui; che la media degli attacchi sia di uno al minuto circa nel mondo e che questi ultimi provengano prevalentemente da Cina e Russia.

Nel 2020 gli attacchi informatici sono aumentati del 767% rispetto all’anno precedente (secondo la società Kaspersky) colpendo il settore sanitario, già messo a dura prova dalla Pandemia, il settore finanziario-banking, quello Tech e delle pubbliche amministrazioni con la tecnica del riscatto. Si prendono in ostaggio dati che vengono rilasciati solo dopo il pagamento di un riscatto; altrimenti le informazioni finiscono sul dark web, l’internet nascosto ed il sistema aziendale rimane bloccato.

Nel maggio di quest’anno l’attacco informatico all’oleodotto statunitense che collega il Texas a New York e che ha colpito la Colonial Pipeline ha paralizzato le forniture della costa Est degli Stati Uniti. Non si è trattato di un incidente.

Le minacce difficili da identificare e contenere possono essere prevenute solo con la formazione e l’utilizzo di dati sensibili sulle reti interne aziendali i cui accessi interni e verso l’esterno vanno filtrati e sottoposti a policy e protocolli interni condivisi dal personale.

(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)
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I padri Scolopi fanno scuola

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Scuola, affidato a La Compagnia dei Figliuoli l’Istituto Scuole Pie Napoletane. L’ente è stato protagonista del rilancio di Il Nuovo Bianchi

Il rilancio di Napoli passa anche dalla scuola.

L’Istituto Scuole Pie Napoletane di Fuorigrotta, istituzione fondata dai Padri Scolopi nel 1954 e portata avanti con successo fino a quest’anno scolastico, viene affidato a La Compagnia dei Figliuoli, associazione  protagonista, grazie alla Fondazione Grimaldi e agli ex alunni della scuola, del rilancio di Il Nuovo Bianchi di Montesanto.

L’Associazione dei Figliuoli è un sodalizio senza scopo di lucro costituito nel 2018 da un gruppo di ex alunni per rilanciare, in collaborazione con la Fondazione Grimaldi, l’attività di istruzione iniziata dall’Istituto Bianchi quando i padri Barnabiti, che per oltre 150 anni avevano portato avanti l’Istituzione educativa, hanno scelto di passare la gestione all’Associazione.

I Padri Scolopi manterranno la loro presenza a fianco dell’Associazione e così come avvenuto con Il Nuovo Bianchi l’Associazione rilancerà  l’Istituto Scuole Pie Napoletane con un progetto volto a promuovere e sviluppare la famiglia come luogo di crescita per l’infanzia.

La Compagnia dei Figliuoli  è nata – dichiara Carmine Esposito che ne è presidente – per dare parità di accesso ad una istruzione dagli standard elevati, promuovendo al contempo l’educazione civica, il rispetto dell’ambiente, la convivenza tra famiglie di diverso background e quartiere; lo abbiamo fatto con successo rilanciando Il Nuovo Bianchi ed è quello che faremo con l’Istituto Scuole Pie, portando avanti l’impegno iniziato dai Padri Scolopi.

Le Scuole Pie Napoletane nascono invece nel lontano 1954 con il preciso intento di portare, attraverso la scuola, il messaggio Cristiano e Calasanziano nel popoloso quartiere di Fuorigrotta.

Insieme agli altri Istituti napoletani dei Padri Scolopi. l’istituto si pone come erede della scuola aperta dal Santo nel 1626 a Napoli, nella popolare zona della Duchesca, con l’idea, per quei tempi rivoluzionaria e per la prima volta proposta in Europa, di assicurare a tutti un’istruzione libera.

(Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

I padri Scolopi fanno scuola

Caserta. Altri arresti per spaccio di cocaina

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La Polizia di Stato di Caserta ha tratto in arresto, nella serata di ieri 9 agosto 2021 in Lusciano, G.S. – napoletano classe ’89, già noto alle Forze di polizia – per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’arresto è stato eseguito dalla Squadra Investigativa del Commissariato di P.S. di Aversa nell’ambito delle attività investigative svolte per contrastare il fenomeno dello spaccio di droga.

Sulla base delle informazioni apprese sul territorio, il personale della Squadra investigativa, coadiuvato da operatori della Squadra Volante, effettuava un appostamento e, verso le ore 19.30, aveva modo di notare l’uomo fermo alla guida della propria autovettura, intento a cedere un piccolo involucro ad un’automobilista che gli si era affiancato.

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Gli agenti intervenivano prontamente bloccandolo, rinvenendogli addosso 17 involucri di cellophane contenenti sostanza risultata essere cocaina.

Durante la perquisizione veniva anche rinvenuta la somma di euro 230.00 credibilmente provento dell’attività illecita.

Al termine degli atti di rito l’arrestato veniva condotto presso il carcere di Santa Maria C.V

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Caserta. Altri arresti per spaccio di cocaina

Psg-Strasburgo ci sarà il tutto esaurito!

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La gara che andrà di scena la settimana prossima  tra Psg e Strasburgo sarà storica, infatti tornerà a riempirsi per intero tutto lo stadio, erano quasi due anni che il Psg non aveva lo stadio pieno. Per entrare nel parco dei principi serviva il Grenn pass oppure un tampone negativo nelle ultime 48 ore. Intanto settimana scorsa è andata di scena la prima giornata di campionato, dove il Psg ( aspettando Messi) è riuscito a vincere nonostante le tante assenze.

2 giornata Ligue 1:

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  • Lorient-Monaco 13/8
  • Lille-Nizza 14/8
  • Psg-Strasburgo 14/8
  • Angers-Lione 15/8
  • Brest-Rennes 15/8
  • Clemont-Troyes 15/8
  • Nantes-Metz 15/8
  • Reims-Montpellier 15/8
  • Lens-Sant-ettiene 15/8
  • Marsiglia-Bordeaux 15/8

Classifica:

  • Angers 3
  • Clermont 3
  • Marsiglia 3
  • Psg 3
  • Metz 1
  • Lille 1
  • Monaco 1
  • Sant-ettiene 1
  • Lorient 1
  • Nantes 1
  • Lione 1
  • Lens 1
  • Brest 1
  • Rennes 1
  • Nizza 1
  • Reims 1
  • Montpellier 0
  • Troyes 0
  • Bordeaux 0
  • Strasburgo 0
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Psg-Strasburgo ci sarà il tutto esaurito!

Proteste EcoCar anomalie all’interno della azienda raccolta rifiuti

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Ancora proteste e scioperi da parte  della EcoCar di Caserta fuori al comune di Piazza Vanvitelli, sotto un breve video riassuntivo / esplicativo da parte di uno degli esponenti del sindacato della Filas Francesco Napolitano che sta seguendo la diatriba e vertenza dei lavoratori del comparto raccolta rifiuti

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Proteste EcoCar anomalie all’interno della azienda raccolta rifiuti

Sics, i bagnini – eroi della #ScuolaItalianaCaniSalvataggio traggono in salvo 14 persone

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La Scuola Italiana Cani Salvataggio si rende  ancora una volta protagonista con i suoi bagnini – eroi, di una nuova operazione di soccorso, dopo quella condotta nelle acque del mare di Palinuro, frazione di Centola (Salerno) dove, non più di tre settimane fa, è stata portata in salvo – mentre veniva trascinata a largo dalle forti correnti – una ragazza di 15 anni. Sono quattordici le persone che i cani bagnino hanno salvato a seguito dell’intervento di domenica 8 agosto, nel tratto di litorale compreso tra la cosiddetta Spiaggia dell’Angolo e il Lido Altamarea, a Sperlonga (LT). Dalla vicina postazione di sicurezza Sics, raggiunta da una ragazza che si trovava sul litorale per dare l’allarme, è scattata intorno alle 16:00 l’ operazione di soccorso, durata 20 minuti, per condurre in salvo ben tre famiglie, con otto bambini dai 6 ai 12 anni di età, che si erano portate a circa 100 metri dalla riva, dove non riuscivano più a ritornare dopo il repentino ingrossarsi del mare le cui onde avevano sbalzato fuori dai gonfiabili alcuni componenti del gruppo, allontanatosi a bordo di materassini, canotti e una tavola da surf. Centinaia le persone nel frattempo radunatesi sul tratto di spiaggia per assistere al tempestivo soccorso prestato da tre unità cinofile, i cui intrepidi bagnini, i Labrador “Eros, Mya e Mira” di 4, 7 e 5 anni, sono stati accolti con applausi e parole di gratitudine dopo aver effettuato più viaggi per riportare tutti sani e salvi sulla terraferma. Ad esprimere il proprio ringraziamento per l’intervento, lungo e complicato, anche il primo cittadino di Sperlonga, Armando Cusani, che ha dichiarato: “Complimenti a questi eroi a quattro zampe e ai loro conduttori per questa complessa operazione. Sono sempre più convinto che la scelta dell’amministrazione comunale di implementare la sicurezza dei bagnanti grazie alla presenza dei cani bagnino, sia stata una scelta giusta”. E questo intervento su un tratto di spiaggia particolarmente affollato lo conferma”.

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Sics, i bagnini – eroi della #ScuolaItalianaCaniSalvataggio traggono in salvo 14 persone

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Lucania la mia ragione di vita

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ตαɾcօ ѵαssҽllí's ճlօց բɾօต 2⃣0⃣0⃣6⃣ – թօաҽɾҽժ ճվ sαճíղα , lմժօѵícα cαɾαตís , αlҽxís ցհíժօղí , αղղα ցմαɾɾαíα, lαմɾα բօɾցíα, cαɾlօ ցօɾí, ցíմsվ ճɾҽscíαղíղí♥ Quindicesimo anno ♥    

Annita Klimt

Mi Nouvelle Vague personal

alle pendici del tifata ed oltre

tradizioni,usi e costumi, meridionalismo e divagazioni

The Daily Think

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