S.Nicola la Strada. Droga, ancora spaccio alla ‘Rotonda’: arrestato gambiano 22enne


Nel corso di un servizio di controllo del territorio, Continua a leggere

S. Nicola la Strada. Furto aggravato: arrestati in flagranza tre giovani di S. Maria a Vico


I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, Continua a leggere

Capua. Covid-19: scuola sicura con Villa Fiorita, sabato test rapidi a soli 20 euro


La Casa di Cura ha riservato la promozione ai docenti, agli alunni e al personale delle scuole dell’obbligo. Continua a leggere

San Potito Sannitico. Spazio ai giovani ed alle società sportive: bici e moto alla ex Gezoov


Attraverso due autorizzazioni, datate 4 febbraio 2021, il sindaco Francesco Imperdore ha concesso, Continua a leggere

Santoro:” Giocare ogni tre giorni rende impossibile giocare sempre con una buona intensità”

Oggi in conferenza stampa si è recato il centrocampista del Teramo Santoro. Queste le parole di Simone Santoro:” Giocando come mezzala e molto più facile per me essere sempre pericoloso e in zona gol. Dispiace che purtroppo non sempre riusciamo a tenere una grande intensità, ma purtroppo giocando molto spesso è complicato averla sempre al massimo”.

Mediaservice Caserta 640×300

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Santoro:” Giocare ogni tre giorni rende impossibile giocare sempre con una buona intensità”

Da S.Agata de’Goti a ‘C’è posta per te’ la storia di Anna, a lieto fine grazie a Maria De Filippi

Un’intera famiglia di Sant’Agata de’ Goti a C’è Posta per Te: la storia di una ragazza, un amore non accettato dal padre per la differenza di età. Continua a leggere

SAN PRISCO: DISCARICA SOTTO SEQUESTRO

San Prisco – E’ stata rinvenuta una discarica abusiva nella provincia casertana, a San Prisco, a seguito d’individuazione, ad opera dei Finanzieri della Compagnia di Caserta,  di una mega discarica, l’area è stata sottoposta a sequestro dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura. Dopo otto giorni di inteso lavoro, è stata finalmente bonificata.

Si tratta di una vasta area di circa 2500 metri quadrati ubicata nei pressi dello stadio comunale e del mercato, appena fuori dal centro abitato, dove nel tempo si erano accumulati ingenti quantitativi di rifiuti speciali e pericolosi (lastre di amianto frantumate, guaine bituminose, pneumatici, barattoli di vernice, elettrodomestici e materiali di risulta provenienti da attività di costruzione e demolizione, ecc.) illecitamente sversati ad opera di ignoti.

Proprio l’ufficio inquirente diretto da Maria Antonietta Troncone aveva infatti chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminare il sequestro dell’area, avviando l’iter per la bonifica, che è stato piuttosto lungo, complice anche i dodici mesi di stop per l’emergenza Coronavirus.

ITIS Liceo Scientifico Giordani Caserta 600×273

II provvedimento di sequestro si è reso poi quanto mai necessario anche per evitare il pericolo di un nuovo incendio incontrollato, dopo quello avvenuto sempre nella stessa zona nei primi giorni di maggio e che aveva provocato una densa nube tossica, anche perché il sito è risultato essere stato già interessato da tentativi di combustione.
Pertanto è stata sottoposta a sequestro un’area complessiva di circa 2.500 metri quadrati sulla quale insiste una massa di circa 70 tonnellate di rifiuti, anche speciali e pericolosi come lastre di amianto frantumate, guaine bituminose, barattoli di vernice oltre a elettrodomestici fuori uso e materiali di risulta provenienti da attività di costruzione e demolizione.

Le operazioni di rimozione, partite invece poco meno di due settimane fa, sono state molto veloci. La mega-discarica scoperta dai finanzieri della Compagnia di Caserta (guidati dal capitano Pietro Gentile), sorgeva nei pressi dello stadio comunale e del mercato di San Prisco, poco fuori dal centro abitato; sul terreno ma anche sottoterra, erano stati depositati in modo illecito rifiuti speciali e pericolosi, come lastre d’amianto frantumate, guaine bituminose, pneumatici, barattoli di vernice, elettrodomestici e materiali di risulta provenienti dall’attività di demolizione. In totale sono state rimosse 120 tonnellate di rifiuti, di cui una metà costituiti da amianto.

Già dai primi accertamenti effettuati a seguito del sequestro, era emerso che a soli due metri di profondità rispetto al terreno interessato si trovano le condutture dell’acquedotto della Campania Occidentale, ovvero della rete idrica servente la Città di Napoli, la relativa area metropolitana nonché gran parte dei comuni della stessa provincia di Napoli e di quella di Caserta.

Le complesse operazioni di rimozione dei rifiuti, condotte da una ditta specializzata sulla base di un preciso e vincolante progetto esecutivo approvato dall’Asl, hanno consentito di smaltire complessivamente circa 120 tonnellate di rifiuti (di cui oltre 60 rappresentati da amianto e composti di amianto), gran parte dei quali risultavano interrati.

Mediaservice Caserta 640×300

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

SAN PRISCO: DISCARICA SOTTO SEQUESTRO

Pimonte, Scuola resta in presenza

Pimonte non presenta al momento criticità, non si richiedono dunque misure restrittive, oltre quelle previste nelle aree collocata in zona gialla, che vadano a condizionare ulteriormente lo svolgimento dell’anno scolastico degli Istituti del nostro territorio.

Da quando la scuola ha riaperto non si sono verificati contagi in nessuno dei plessi, per cui riteniamo non esserci gli estremi per tornare a relegare i nostri ragazzi in casa privandoli della necessaria quotidianità scolastica in presenza.

Continueranno a recarsi a scuola perché crediamo che il confronto con gli insegnanti e i coetanei sia indispensabile per la loro formazione.

ITIS Liceo Scientifico Giordani Caserta 600×273

Questo risultato è stato raggiunto grazie all’impegno del dirigente scolastico, Adele Porta, dei docenti tutti, del personale non docente, nonché di tutti i genitori, dei rappresentanti di classe e del presidente del Consiglio d’Istituto.

Un’organizzazione attenta e scrupolosa per la gestione della didattica in presenza, perché riteniamo che la scuola debba essere sempre al servizio della nostra comunità

Lo rende noto Michele Palummo, sindaco di Pimonte, che ha ritenuto di dover informare le famiglie sul normale proseguimento delle lezioni.

“La situazione sanitaria – ha precisato il Sindaco – è costantemente monitorata ed è sotto controllo, grazie anche al buon lavoro dei cittadini a cui va costantemente il mio ringraziamento. Questo non ci consente di abbassare la guardia, anzi, al contrario, dobbiamo difendere i buoni risultati fin qui raggiunti e impegnarci per tornare lentamente alla normalità”.

Mediaservice Caserta 640×300

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Pimonte, Scuola resta in presenza

TERRA DEI FUOCHI CHOC, METALLI PESANTI NEI MALATI DI TUMORE

La Terra  dei Fuochi è tornata di nuovo argomento ‘di moda’  ma cerchiamo di capire quello che effettivamente sta succedendo se si sta muovendo qualcosa. Dalle risultanze emerse dello studio tra Istituto superiore della Sanità con la procura aversana di Napoli Nord. Ne è nata una mappa di rischio nei 38 Comuni di quel circondario dove più alta è stata l’incidenza degli sversamenti illeciti.

La mappa che è stata fatta, distingue i centri oggetto dello studio in quattro classi, con fattori di rischio crescenti: dall’uno (meno esposti a fattori inquinanti) alla quattro (più esposti). Tra essi solo Giugliano in Campania e Caivano sono risultati di livello quattro.

Cerchiamo di essere più precisi su quella che è la classificazione effettuata: secondo la classificazione (ISS) dell’Istituto Superiore di Sanità, i comuni della Classe 4, ovvero quelli più a rischio, sono Caivano e Giugliano in Campania, entrambi in provincia di Napoli. Nella Classe 3 ci sono invece Cardito, Casoria, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli e Villaricca, anche questi nell’area metropolitana di Napoli.

In seconda classe, la numero 2, ci sono Aversa, Casal di Principe, Casaluce, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella e Sant’Arpino, tutti per la provincia di Caserta, mentre invece Afragola, Casandrino, Crispano e Qualiano per la provincia di Napoli.

I comuni a minore rischio, assegnati alla classe minore ossia la uno, sono: Carinaro, Cesa, Frignano, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno, Casapesenna (Caserta),  Arzano, Calvizzano, Casavatore, Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Marano di Napoli e Sant’Antimo (Napoli).

Sulla cd Terra dei Fuochi si è pronunciato anche il direttore dell’Istituto Superiore della Sanita (ISS) Silvio Brusafierro con queste dichiarazioni “E necessario sviluppare un sistema di sorveglianza epidemiologica integrata con dati ambientali nell’intera Regione Campania e in particolare nelle province di Napoli e Caserta, così come nelle altre aree contaminate del nostro Paese, in modo da individuare appropriati interventi di sanità pubblica, a partire da azioni di bonifica ambientale”

Sulla tematica della Terra dei fuochi si è espresso anche un dei procuratori del Tribunale di Napoli Nord, il dottor Francesco Greco che ha offerto qualche dichiarazione sull’ indagine espletata che si va a riportare eccola – “La Terra dei fuochi rappresenta la peggior emergenza presente tra Napoli e Caserta, dopo il Covid”.

La munnezza è oro!” diceva l’ecomafioso Perrella ai magistrati: non era certo rifiuto urbano. Quello serviva e serve solo da copertura: l’oro si fa smaltendo i fanghi tossici dei depuratori in Campania, i rifiuti radioattivi ospedalieri, gli scarti di fonderie come le polveri tossiche da Bergamo smaltite nella terra più fertile di Europa (Calabricito Acerra), gli scarti delle industrie di gas nervini militari provenienti dalla bonifica della val Bormida (Resit – Giugliano in Campania).

Ma che cosa è la Terra dei fuochi ? Dare una risposta a quello che è successo non è certamente facile, cerchiamo di fare una ricostruzione per quanto difficile possa essere su quello che è accaduto:  con l’appellativo “Terra dei Fuochi” ci si riferisce a quel territorio, compreso tra la provincia di Napoli e l’area sud-occidentale della provincia di Caserta, interessato dal fenomeno delle discariche abusive e/o dell’abbandono incontrollato di rifiuti urbani e speciali, associato, spesso, alla combustione degli stessi. I roghi dei rifiuti, hanno destato una tale  preoccupazione nelle popolazioni locali, a causa dei fumi che si sprigionano e delle sostanze inquinanti che possono riversarsi sui terreni agricoli.

L’inquinamento ambientale però non si riverbera soltanto sulla salute umana chiaramente, ma anche sul comparto agricolo. L’inquinamento da diossina dei terreni può essere molto pericoloso perché in grado di introdurre sostanze tossiche nella catena alimentare, degli animali da allevamento, che possono raggiungere anche l’uomo. Il 26 marzo 2008, notizie giornalistiche hanno riferito il riscontro di limitate presenze di diossina nel latte di bufala proveniente da allevamenti presenti sul  territorio casertano, attribuite all’ inquinamento ambientale. A seguito di questi riscontri, che comunque riguardavano in maniera limitata gli allevamenti impiegati per produrre la mozzarella di bufala DOP, alcuni paesi, tra cui Corea del Sud e Giappone, bloccarono temporaneamente l’importazione della mozzarella campana. A seguito della notizia, la vendita di prodotti caseari campani, è diminuita in modo significativo, non solo in Italia, ma anche all’estero.

Ma la Terra dei Fuochi potrebbe essere pericolosa anche per i prodotti alimentari ? Proviamo a rispondere a questa domanda. Ricerche compiute dall’ Università Federico II ed, in modo indipendente, anche  dall’ Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, con sede a Portici, hanno ridimensionato la situazione di rischio, confinando la presenza di aree critiche corrispondenti al solo 3% dell’intera superficie geografica della cosiddetta Terra dei Fuochi. Tali micro-aree locali, inoltre, non sono correlate ad aree rurali, né al fenomeno di mala gestione dei rifiuti, ma coincidono in modo sostanziale con le principali aree urbano-industriali presenti nel territorio. A dicembre 2017, nel corso di una conferenza stampa tenuta nell’ambito dell’evento “Nuova Campania – Le nuove frontiere della Ricerca su Ambiente, Cibo e Salute”, il direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dr. Antonio Limone, alla presenza del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità prof. Gualtiero Ricciardi, ha evidenziato come, nell’ambito delle serrate, sistematiche e capillari attività di campionamento delle matrici ambientali previste dal progetto “Campania Trasparente”, solo 33 dei 50000 ettari di terreno analizzati sono risultati contaminati.

Tali risultati sarebbero anche confortanti, ma non sono riusciti, tuttavia, a guadagnare la stessa attenzione mediatica di cui hanno goduto le precedenti campagne di stampa sensazionalistiche di segno opposto.

In passato le indagini di Roberto Mancini, in aggiunta a quelle che furono le dichiarazioni del pentito di camorra, Carmine Schiavone, hanno evidenziato come la Campania fosse destinata a diventare una discarica a cielo aperto, soprattutto di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido, che hanno inquinato le falde acquifere campane e le coste di mare dal basso Lazio fino ad arrivare a Castel Volturno.

Terra dei Fuochi pare persino poco, perché non restituisce pienamente la catastrofe ecologica, l’ecocidio che si è consumato in questi luoghi. Si tratta di una vera e proprio mattanza. Centinaia di migliaia di persone sono condannate a vivere in una terra dove i rifiuti tossici e nocivi sono ovunque: nel terreno, nell’aria, nell’acqua e negli alimenti che in quelle zone si coltivano.

E’ tutta la catena alimentare che è stata compromessa. Su centinaia di ettari di terreno, nonostante molti di essi siano stati posti sotto sequestro, si continua a coltivare e s’ irriga con acqua altamente inquinata.

ITIS Liceo Scientifico Giordani Caserta 600×273

Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, che hanno effettuato prelievi proprio sotto le coltivazioni di ortaggi che riforniscono i mercati di quelle zone, hanno scoperto che, a pochi metri di profondità, erano stati interrati grandi quantità di solventi chimici, materiale di scarto edile, lamiere di eternit. Si tratta di una moltitudine di rifiuti altamente tossici che avrebbero dovuto seguire un iter speciale per il loro smaltimento, ma che hanno trovato dentro queste buche il loro nascondiglio.

In quelle zone l’aria è calda, appiccicosa, maleodorante, tutto trasuda insalubrità e morte. Ecco perché l’appellativo di Terra dei Fuochi non rende minimamente la follia e la gravità della situazione. Il dramma è che l’aspetto più evidente e quello che più arreca immediato fastidio alla popolazione, ossia i mille focolari accesi per bruciare rifiuti, è anche quello meno grave e meno minaccioso.

Il vero problema non è tanto il rifiuto urbano, che certo è comunque un fattore altamente inquinante, ma il rifiuto industriale. Quest’ultimo è anche quantitativamente maggiore e arreca danni più temibili e duraturi. Fare l’elenco di quel che si può trovare a pochi metri di profondità è praticamente impossibile, tanto varia è la natura dei rifiuti che vengono interrati in queste zone.

Si tratta di rifiuti altamente tossici, solventi chimici, liquami velenosi, scorie industriali e radioattive, rifiuti ospedalieri, farmaceutici, fanghi termonucleari e altre numerose sostanze venefiche.

Il triste pellegrinaggio degli scarti industriali inizia con un’organizzazione criminale che si presenta come ditta specializzata nello smaltimento rifiuti e si offre di provvedere al loro trattamento per cifre molto competitive. Una volta ricevuto l’incarico, da ogni parte d’Europa, si procede al trasporto dei rifiuti e quindi al loro smaltimento con modalità illegali, senza dar peso alla compattazione, alla copertura giornaliera, o alle più elementari tra le norme vigenti in tema di smaltimento dei rifiuti. Semplicemente si scavano delle buche, anche a pochissimi chilometri dai centri abitati, e in quelle bare di terra si riversa una quantità di materiali tale da condannare a morte tutto e tutti per il raggio di diversi chilometri.

Le indagini della Magistratura hanno evidenziato come le ecomafie, da oltre vent’anni, hanno riversato tonnellate di rifiuti particolarmente pericolosi, molto spesso volutamente mescolati tra loro per rendere più complessa la ricerca e l’individuazione dei diversi materiali. Ma la conseguenza peggiore di questo inumano camuffamento è che le reazioni chimiche che si innescano da simili miscele rendono ancora più nocivo, instabile e spesso perennemente fumante la poltiglia che ne deriva.

Una trattazione a parte meriterebbe la qualità dell’acqua di quelle zone. Decine di Tribunali italiani se ne sono occupati e molti dei procedimenti penali sono già andati a sentenza. Non si contano più i pozzi artesiani, tra Napoli e Caserta, sequestrati dalla Magistratura per evitare che il liquame ivi contenuto venga utilizzato per l’irrigazione di campi.

Le falde acquifere di molte località sono seriamente compromesse e per alcune si teme l’irreversibilità del danno da inquinamento, tanto è stato intenso ed è perdurato l’ininterrotto afflusso di solventi e liquami filtrati nelle profondità dei terreni.

Attraverso l’inquinamento delle falde acquifere e della vegetazione, tanto delle coltivazioni umane quanto dei pascoli di cui si nutre il bestiame, si sono riscontrati frequenti e gravi casi di sostanze cancerogene nel sangue del bestiame, tanto che, per il tramite della catena alimentare, si è presto arrivati a riscontrare le medesime patologie anche tra gli abitanti.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avuto modo di effettuare studi e rilievi, e quello che ha evidenziato è un’ alta percentuale di morti per patologie riconducibili all’inquinamento ambientale e la nascita di diversi individui con malformazioni congenite, derivanti sempre dalla presenza di sostanze altamente chimiche in terra, aria e acqua.

 Ma cos’altro è successo nel frattempo in  Campania … sulla tematica di cui si sta trattando è intervenuto alcuni mesi fa anche il WWF,  in una fase caratterizzata dalla grande emergenza sanitaria, economica, sociale e ambientale il WWF Campania, raccogliendo le istanze di tanta parte dell’opinione pubblica regionale rivolte alla richiesta di un’azione concreta per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini campani, si rivolge a voi per chiedere una presa di posizione netta e precisa sulla reale risoluzione dell’emergenza ambientale vissuta da una parte consistente della popolazione campana , l’area della cosiddetta “Terra dei Fuochi”, che ormai si è allargata a macchia d’olio coinvolgendo principalmente le province di Caserta, Napoli e Salerno”.
Comincia così la lettera aperta indirizzata dal WWF ai neo consiglieri regionali della Campania nella quale si sottolinea come nel territorio si assista purtroppo ad un aumento delle malattie neoplastiche, pur in assenza di poli industriali inquinanti. Il WWF chiede di riattivare il registro tumori di Caserta, fermo al 2014.
“Chiediamo  – si legge nella lettera aperta a firma del delegato Regionale per la Campania, Piernazario Antelmi – che i dati aggiornati vengano studiati ed analizzati in modo tale che in pochi anni si possano individuare le cause di questa diffusione e colpirle profondamente, agendo soprattutto nel campo della prevenzione di nuovi fenomeni di abbandono e abbruciamento di rifiuti tossici e della bonifica dei siti contaminati. Ad oggi nonostante i tanti proclami il problema è ancora presente e vivo, e sono al palo le bonifiche dei siti contaminati, – pensiamo alle discariche abusive o a quelle ufficiali che ospitano le famigerate Ecoballe; pensiamo al continuo e massiccio utilizzo dei roghi per smaltire rifiuti tossici e pericolosi in ogni ora del giorno e della notte da parte della criminalità organizzata o di imprenditori senza scrupoli, ai mancati controlli e alle bonifiche non realizzate a Caserta ma anche per il Fiume Sarno, e alle miriadi di micro discariche illegali disseminate sul territorio campano”.

Malgrado questa situazione il Consiglio Regionale della Campania ha deciso di non rinnovare la Commissione speciale “ Terra dei fuochi”. Il WWF manifesta tutta la sua preoccupazione per una tale decisione e chiede a tutti i rappresentanti dei cittadini in Consiglio Regionale di farsi partecipi di questa preoccupazione e di trovare le modalità più adatte ad affrontare questo problema, fino ad ora, senza soluzione. Il WWF è pronto, come sempre, a fare la sua parte, come del resto continua a fare con il suo nucleo di vigilanza volontaria che in Campania conta nuclei sempre attivi sul territorio contro le illegalità ambientali a Napoli, Caserta e Salerno.

Qualche sequestro è stato fatto,  come nell’ottobre del 2019, ecco cosa accadde: una discarica di circa 800 metri quadrati, una vera e propria bomba ecologica in un sotterraneo nel pieno centro di Casalnuovo, colma di pneumatici fuori uso (circa 2.500), cerchi per automobili, scarti di lavorazioni edilizie, veicoli abbandonati, materiale ferroso e altre tipologie di rifiuti. Lo scenario che gli agenti della task force per il contrasto al fenomeno della cosiddetta “Terra dei Fuochi”, coordinati dal Vice Prefetto Gerlando Iorio, hanno trovato quando hanno aperto una porta secondaria dell’officina del centralissimo Corso Umberto I, è stato sconcertante.

Scendendo le scale sterrate, attività resa difficile dalla quantità impressionante di pneumatici accatastati lungo di esse, si sono imbattuti in una sorta di cavità dell’altezza di circa 10 metri stracolma di rifiuti di ogni genere. Un palazzo speculare sommerso, adibito a discarica senza alcuna autorizzazione, una bomba ad orologeria per la salute dei cittadini casalnuovesi, in un’area densamente popolata.  Gli agenti del gruppo interforze, composto dalla Polizia della Città Metropolitana di Napoli, dal Raggruppamento Campania dell’Esercito, dalla Guardia di Finanza di Casalnuovo, dai Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, dai Carabinieri Forestali di Marigliano e dalla Polizia di Stato dei Commissariati di Acerra e Nola, con il supporto degli ispettori dell’ARPAC, hanno immediatamente proceduto al sequestro dell’area e a denunciare all’Autorità Giudiziaria il titolare e il gestore dell’attività tecnica. La Procura della Repubblica di Nola, diretta dal Procuratore Anna Maria Lucchetta, ha subito inviato un suo rappresentante per prendere direttamente contezza della situazione.

Gli esperti hanno confrontato le concentrazioni del sangue medie di metalli come cadmio, mercurio, arsenico, piombo di 10 pazienti oncologici (con diversi tumori, per esempio cancro del seno, leucemie, neoplasie del cervello) di uno dei comuni interessati (Giugliano) con quelle di 27 soggetti sani di controllo e 85 pazienti oncologici di altre aree di residenza. «Le nostre analisi – continua Giordano – hanno mostrato che nei pazienti di Giugliano, i livelli ematici di Cadmio e Mercurio, così come quelli dei metalli generali, erano statisticamente più alti rispetto ai controlli sani ,  considerando che i metalli pesanti possono essere rilasciati nell’ambiente a causa di un’errata gestione dei rifiuti e dato che Giugliano è noto per avere molti siti illegali di smaltimento dei rifiuti (dati riportati dall’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ARPA Campania e dall’associazione Legambiente) – sottolinea Giordano – i nostri dati potrebbero fornire un ulteriore supporto alla possibile associazione tra esposizione a rifiuti pericolosi e aumento del rischio di sviluppo del cancro. Queste osservazioni, inoltre, sono in linea con un precedente studio sulla mortalità per cancro in 3 comuni della Campania, tra cui Giugliano».

Mediaservice Caserta 640×300

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)
https://www.teleradio-news.it/2021/02/12/terra-dei-fuochi-choc-metalli-pesanti-nei-malati-di-tumore/