Belvederenews organizza corso per aspiranti giornalisti

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Caserta. Belvederenews, testata giornalista , regolarmente registrata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, organizza il primo corso di preparazione professionale di giornalismo.

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L’ iniziativa, fortemente voluta dal gruppo editoriale della testata , ha come scopo finale quello di formare una nuova , giovane , dinamica classe di giornalisti . Un Team di professionisti metterà’ a disposizione dei partecipanti la propria esperienza professionale , insegnando loro le regole basilari per diventare un bravo redattore.

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Alla fine del Corso a tutti gli iscritti  sarà’ rilasciato un attestato di partecipazione. A quelli più’ meritevoli sarà’ offerta la possibilità’ di poter acquisire il tesserino di giornalista pubblicista con conseguente iscrizione all’ Albo oltre alla possibilità’ di diventare un redattore della testata Belvederenews.

PER INFORMAZIONI CHIAMARE IL N. 3770917381 tutti i giorni – domenica compreso – dalle 8,30 alle 13, 30 e dalle 15,30 alle 21.  POSTI LIMITATI.

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Belvederenews organizza corso per aspiranti giornalisti

La preside Lettieri: pronti a ripartire in sicurezza. Leggi l’intervista

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Intervista a cura del prof. Alfonso Piscitelli

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IL DON GNOCCHI DI MADDALONI PRONTO PER LA RIPARTENZA.

La preside Lettieri: siamo grati alla Fondazione Agnelli per l’ottima valutazione dei nostri indirizzi, affrontiamo l’emergenza anche con un supporto psicologico.

Il covid ha rappresentato una sfida significativa per le comunità scolastiche del territorio: una emergenza non solo sanitaria, ma anche sociale e psicologica. Con quale spirito affrontarla? “Anche un evento avverso di carattere pandemico può diventare l’occasione per sperimentare nuove forme di didattica e soprattutto per alimentare la consapevolezza della importanza dell’istituzione scolastica nel tessuto sociale” ci dice Annamaria Lettieri, dirigente scolastica del Liceo don Gnocchi di Maddaloni.

La incontriamo nella sede dell’Istituto in una atmosfera di calma che risuona come paradossale in contrasto con lo stato di agitazione che ancora pervade l’Italia in questo difficile inizio di 2021. Cosa si può fare in questo momento?

“Sicuramente si possono seminare i germi di una rinascita civile e culturale. Il Liceo don Gnocchi, come tutti gli altri istituti del territorio, non si è arreso di fronte al dilagare del virus. Abbiamo cercato di sfruttare a pieno le possibilità alternativa alla didattica tradizionale in classe…”

Certo che con la Didattica a distanza è dura…

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La didattica a distanza purtroppo amplifica il problema della dispersione scolastica, ma cogliamo anche l’aspetto positivo: in un tempo di emergenza stiamo sperimentando una nuova forma di interazione che coinvolge i più moderni media e crea un bagaglio di esperienze che si rivelerà prezioso in futuro.

Per il rientro però si porranno problemi di logistica.

Da questo punto di vista possiamo considerarci privilegiati. L’edificio del don Gnocchi risponde all’esigenza di sicurezza sanitaria, ogni piano ha un sistema di ingressi e uscite che evita l’effetto di ingorgo nei corridoi. Anche per questo forse siamo stati toccati solo marginalmente dai contagi a inizio anno scolastico. Vuoi per fortuna, vuoi per il rispetto delle regole non siamo mai stati costretti a chiudere la scuola o una singola classe, prima della quarantena generalizzata.

I monitoraggi della qualità scolastica intanto continuano a premiare il don Gnocchi.

Sì, il sistema di rilevazione della Fondazione Agnelli “Eduscopio” ha collocato al primo posto l’indirizzo economico sociale del Don Gnocchi nell’arco di 30 chilometri, dunque in un’area molto popolosa che abbraccia il casertano e giunge fino a Napoli. Anche gli altri indirizzi sono in ottima posizione. Siamo onorati di queste valutazioni anche se abbiamo ben chiaro che sotto molti aspetti possiamo ancora fare meglio.

Cosa si potrebbe fare in particolare per affrontare il disagio provocato dalla tempesta globale del virus?

È un problema che ci siamo posti e per questo abbiamo aperto uno sportello psicologico d’ascolto, grazie alla collaborazione della dottoressa Filomena del Monaco e nel quadro di un protocollo di intesa tra il MIUR e l’ordine degli psicologi. È un consultorio a disposizione di alunni, genitori, del personale del don Gnocchi già da dicembre e che speriamo in tempi brevi potrà funzionare anche con incontri in presenza con la riapertura delle scuole.

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La preside Lettieri: pronti a ripartire in sicurezza. Leggi l’intervista

I nostri figli non ci curano, le nostre mogli ci vorrebbero atterrare ma la Corte di Strasburgo condanna l’Italia perchè impedisce i contatti nonni-nipoti

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I nostri figli non ci curano, le nostre mogli ci vorrebbero atterrare ma la Corte di Strasburgo condanna l’Italia perchè impedisce i contatti nonni-nipoti

IL MEGLIO DI REPUBBLICA

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La rivoluzione del vaccino anti-COVID che accelera la ricerca su cancro e sclerosi. Anna Rubartelli, docente all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, spiega come la tecnologia alla base dei vaccini a mRNA potrebbe aiutare a sconfiggere altre malattie. (HuffPost)

La metropoli che non vuole affondare. Con i suoi oltre 24 milioni di abitanti, Lagos, in Nigeria, è la più grande città africana. Ma è anche una delle metropoli più a rischio a causa dell’innalzamento del livello dei mari e dei cambiamenti climatici. Già oggi, nelle stagioni piovose, è quasi impossibile percorrere le sue strade. Per rimanere “a galla”, la città dovrà fare cambiamenti radicali, dall’architettura ai trasporti. (BBC)

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IL MEGLIO DI REPUBBLICA

I Musei della Memoria

Giornata Internazionale della Memoria, la Fondazione culturale Ezio De Felice presenta la V edizione di  Architetture che raccontano 

NAPOLI – In occasione della Giornata Internazionale della Memoria che cade mercoledì 27 gennaio per la V edizione di I Musei della Memoria, architetture che raccontano la Fondazione culturale Ezio De Felice alle ore 17.30, presenterà online l’incontro I BBPR e il museo-monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti di Carpi.

Ospite d’eccezione sarà Elena Montanari, docente del Politecnico di Milano e autrice del libro Permanenza e attualità. I BBPR e il Museo-Monumento di Carpi (Maggioli, Sant’Arcangelo di Romagna 2019).

L’appuntamento si svolgerà online in diretta sulla pagina facebook: Fondazione culturale De Felice https://m.facebook.com/FondazioneCulturaleDeFelice/ e sulla piattaforma Zoom.

Per ricevere il link della diretta Zoom scrivere a info@minavagante.com – fino a esaurimento posti disponibili.

Dopo i saluti di Marina Colonna, Presidente della Fondazione De Felice, di Michelangelo Russo, Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e Leonardo Di Mauro, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia, l’incontro con Elena Montanari sarà introdotto da Gioconda Cafiero dell’Ateneo federiciano.

Progettato dallo Studio BBPR e realizzato a Carpi, tra 1963 e 1973, il Museo-Monumento al Deportato Politico e Razziale nei Campi di Sterminio Nazisti rappresenta un momento fondamentale nella storia delle architetture dedicate alla memoria, esito del lavoro progettuale di alcuni fra i maggiori protagonisti della museografia italiana, che vi hanno inoltre trasferito l’intensa partecipazione in prima persona alle vicende di cui l’opera è testimone.

Nato nel 1932, lo studio BBPR era formato dagli architetti Gian Luigi Banfi (1910-1945), Lodovico Barbiano di Belgioioso (1909-2004), Enrico Peressutti (1908-1976) e Ernesto Nathan Rogers (1909-1969).

Nel 1942 i BBPR cominciarono la loro attività di resistenza, costringendosi alla clandestinità. Rogers fu costretto a fuggire in Svizzera e nel marzo del 1944, Lodovico Barbiano di Belgiojoso venne arrestato insieme a Giangio Banfi: dopo essere stati incarcerati a San Vittore, furono trasferiti al campo di Fossoli, da cui vennero deportati a Mauthausen e da lì a Gusen, dove Belgiojoso riuscì a sopravvivere sino alla liberazione nel maggio del 1945, mentre Banfi morì, poche settimane prima dell’arrivo delle truppe americane. Lodovico Barbiano di Belgiojoso raccontò e disegnò queste vicende soltanto nel 1996 in un libro dal titolo Racconti di Gusen e, subito dopo la guerra, insieme ai superstiti del gruppo, ha espresso in forma di architettura le esperienze vissute ed il monito che ne scaturisce, attraverso il Monumento al Deportato a Milano nel 1946, il Monumento a Mauthausen nel 1967, ad Auschwitz nel 1979, ed il Museo Monumento del Deportato a Carpi, realizzato tra il 1963 ed il 1973. Quest’ultimo progetto in particolare esplora la peculiare capacità evocativa dell’architettura, in una straordinaria sintesi di arte e letteratura, con la partecipazione di protagonisti della cultura del Novecento quali Guttuso, Picasso, Leger, Nelo Risi, Lica ed Albe Steiner. Situato al piano terra del Palazzo dei Pio, nel centro storico della città di Carpi, il Museo Monumento al Deportato è composto da 13 sale, caratterizzate da luci ed elementi grafici particolari tesi a creare un’atmosfera di impatto emotivo per il visitatore basato su simboli e graffiti.

Il linguaggio architettonico dei musei della Shoah appartiene per intero e inequivocabilmente alle tendenze più espressive dell’arte contemporanea. L’involucro fisico oltre che a custodire, organizzare e mostrare quanto si trova all’interno, diventa a resonator of memory, cassa di risonanza da cui riecheggiano ricordi e sensazioni profonde. Comunica in termini visivi il concetto di memoria e suscita nel fruitore una reazione emotiva e sentimentale.

L’evento è organizzato in collaborazione con il DiArc, Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia.

La Fondazione culturale Ezio De Felice, che svolge e promuove attività di studi e ricerche nel campo della conservazione e della museografia, organizza dal 2017 I Musei della Memoria, architetture che raccontano, ciclo di conferenze a cadenza annuale, invitando i protagonisti dell’architettura internazionale in occasione della ricorrenza del 27 gennaio. L’obiettivo è quello di articolare un percorso che analizzi quelle strutture museali che già nella loro espressione architettonica, prima ancora che nel percorso didattico/espositivo, annunciano ed anticipano temi che poi all’interno vengono articolati e sviluppati dall’allestimento museale e dagli spazi espositivi. “Architetture che raccontano”, per l’appunto, che ricorrono ad un linguaggio simbolico/educativo già dall’esterno recuperando il valore iconico dello spazio costruito, vocazione appartenuta alle architetture del passato e che oggi rischia di essere dimenticata. Nel 2017 Andrea Wandel della Trier University of Applied Sciences ha presentato il Judische Center di Monaco di Baviera, nel 2018 Paolo Coen dell’Università degli Studi di Teramo ha illustrato l’architettura di Moshe Safdie a Yad Vashem a Gerusalemme, nel 2019 Andràs Palffy della Technische Universität Wien ha presentato il progetto dello studio Jabornegg & Palffy del Museum Judenplatz a Vienna e nel 2020 Jacques Gubler, Guido Morpurgo e Annalisa De Curtis hanno raccontato il Memoriale della Shoah di Milano.

Di seguito il programma in dettaglio

I Musei della Memoria architetture che raccontano

Per ma ggiori informazioni: Fondazione De Felice – Palazzo Donn’Anna www.fondazionedefelice.it

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I Musei della Memoria

DJ CAPRIATI OPERATO AL MONALDI

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Sembra non esserci pace per Giuseppe Capriati, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Joseph Capriati, il dj casertano accoltellato dal padre a seguito di un ‘raptus’, per lui a seguito di una serie di complicazioni si è resa necessaria una seconda operazione, trasferito a Napoli all’Ospedale Monaldi a seguito di una serie di problematiche sorte, ha subito un nuovo intervento chirurgico.

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Il trasferimento dunque si è reso necessario dall’Ospedale di Sant’Anna e San Sebastiano dove era ancora in degenza con le sue condizioni di salute che erano in netto miglioramento poi l’imprevisto trasferimento al nosocomio di Napoli una brutta pagina che sembra non voglia finire.

E’ stato lo stesso dj a lanciare un messaggio dopo l’operazione cercando di tranquillizzare i suoi fans “Cari amici miei vicini e lontani, volevo avvisarvi che due giorni fa sono stato trasferito da Caserta all’ospedale Monaldi di Napoli poiché ho avuto delle complicanze e ieri mattina ho subito un delicato intervento di 6 ore. Mi hanno salvato la vita, per la seconda volta. Mi sento già molto meglio, l’intervento è andato alla perfezione e tra 5 giorni forse sarò di ritorno a casa per poi continuare la convalescenza di un paio di settimane ma credo davvero che questa sia la fine di questo terribile incubo”.

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Il dj casertano inoltre ci ha tenuto a ringraziare tutti coloro gli hanno manifestato vicinanza così “Mi sentivo di scrivere questo messaggio per le tante persone che mi sono vicine, che si sono preoccupate per il mio stato di salute e che chiedono di me. Nulla succede per caso, Dio ti mette alla prova quando meno te lo aspetti e bisogna essere pronti a tutto. Tornerò più forte di prima ve lo prometto e darò tanto, ma davvero tanto ancora di più per la Musica e per l’umanità finché le forze non mi abbandoneranno. A presto e davvero grazie a tutti per ogni minimo pensiero che avete avuto nei miei riguardi. Non lo dimenticherò mai“.

Seguiranno altri aggiornamenti

 
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DJ CAPRIATI OPERATO AL MONALDI

GRAZZANISE: ISCRIZIONI AL NUOVO ISTITUTO AGRARIO FINO A LUNEDI’ 25 GENNAIO

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GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – Entro lunedì 25 gennaio studenti e studentesse di 3^ media di Grazzanise, Santa Maria la Fossa, Cancello ed Arnone, Villa Literno, Castelvolturno ed altri Comuni del circondario avranno l’opportunità di fare una scelta “facile”, cioè iscriversi alla 1^ classe dell’Istituto Agrario che, per la prima volta, aprirà i battenti presso l’edificio scolastico di Via Battisti. “Facile” opzione per duplice ragione: -continuare ad andare a scuola a piedi (cioè senza aggravio di denaro e tempo per le famiglie e per loro stessi) o con un brevissimo trasporto con bus pubblici; -“facile” soprattutto per potersi inserire presto nel mondo del lavoro sul territorio di residenza, tornando alla “vita dei campi” (come i nostri progenitori che vissero di agricoltura e allevamento, in un ambiente allora incontaminato) e alla zootecnìa, seguendo le indicazioni attuali della scienza ed avvalendosi di mezzi e modalità che la tecnologia attuale e del futuro mettono/metteranno a disposizione per attività lavorative redditizie e ad svolgere non nel perimetro di un ufficio, ma all’aria aperta che garantisce salute e lunga vita.

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In una zona come l’ampia pianura Basso Volturno (che non ha mai conosciuto il boom dell’industrializzazione) e in un mercato del lavoro così “liquido”, mutevole e ad alta specializzazione (qual è l’odierno, anche in prospettiva), come è più facile trovare occupazione fin dalla verde età? La risposta è univoca: puntando sulle risorse naturali locali, coniugandole con le incessanti innovazioni meccaniche ed elettroniche. E questo un punto-cardine del programma elettorale del sindaco in carica di Grazzanise, Enrico Petrella, e delle sua lista –Cento Passi- che ha vinto alle comunali settembre 2020. Se ne fa interprete e divulgatrice l’assessore alla Cultura, Antonella Caianiello, anche attraverso questa dichiarazione: «Sorgerà a Grazzanise il nuovo indirizzo “Agraria, Agroalimentare e Agroindustria”, che avrà due articolazioni: “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio”. Saranno concessi degli incentivi da parte del Sindaco per ciascun iscritto in modo da poter sostenere le spese scolastiche.

Dal prossimo anno scolastico, dunque, per i nostri ragazzi si presenta, a due passi da casa, la straordinaria opportunità di acquisire una formazione professionale avanzata nei settori della coltivazione agricola, dell’allevamento e della trasformazione dei nostri prodotti tipici più rinomati, come la mozzarella e il pane tradizionale. Si tratta, come ormai tutti sanno, di uno degli aspetti più promettenti dell’economia verde, su cui l’Italia e l’Europa, soprattutto dopo le vicende drammatiche dell’ultimo anno, scommettono per la ripresa e la crescita.     

I laboratori della scuola non avranno una sede qualunque. Sorgeranno in un complesso immobiliare confiscato alla camorra nell’ambito di un’attività promossa dal nostro Comune per la realizzazione di progetti che prevedono la riconversione a beneficio della collettività di beni frutto di attività illegali: un’isola della legalità a supporto della raccolta differenziata dei rifiuti, una fattoria didattica, e ora la scuola, con i laboratori formativi e l’orto didattico che sorgeranno proprio sui terreni trasferiti alla proprietà comunale. 

Sulle macerie del crimine, della violenza e della sopraffazione costruiamo non solo una nuova dimensione di partecipazione e di adesione al bene comune, ma anche un’occasione di crescita e di benessere per la comunità, che disegna un futuro di sviluppo compatibile e rispettoso dell’ambiente e delle nostre risorse naturali. Uno strumento di modernizzazione che si innesta su una secolare tradizione di saperi e di vocazioni che hanno fatto la fortuna delle imprese locali e dei nostri prodotti tipici.  

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Questa nuova scuola, e il modo fortemente simbolico in cui si realizza, è un’idea che l’Amministrazione Cento Passi ha perseguito con tenacia, spirito di squadra e, soprattutto, con un fortissimo senso di comunità. Ma da soli, nonostante la nostra ferma determinazione, non saremmo riusciti a raggiungere un traguardo così impegnativo e, lasciatecelo dire, a tempo di record. 

Fondamentale è stato il contributo del dirigente dell’Itis Falco, di Capua, la professoressa Angelina Lanna, che ha elaborato il progetto didattico. Non meno importante, poi, l’apporto del presidente della provincia di Caserta, Giorgio Magliocca, che ha firmato il decreto per il dimensionamento della rete scolastica nell’anno scolastico 2021-2022 in cui è prevista l’attivazione della sezione staccata di Grazzanise. Decisiva, inoltre, l’attenzione con cui il consigliere Giovanni Zannini ha seguito la delibera della giunta regionale della Campania che ha recepito il dimensionamento provinciale e programmato l’offerta formativa. E per noi molto preziosa, infine, la sensibilità dell’assessore regionale alla Legalità, il prefetto Mario Morcone, per il nostro progetto di reimpiego dei beni confiscati, premessa di una sua visita da noi per constatare i progressi del lavoro che andiamo facendo. 

Siamo sicuri che i nostri ragazzi e le loro famiglie sapranno cogliere questa occasione. E siamo altrettanto sicuri che tutta la nostra comunità sarà consapevole che si tratta di un altro passo avanti nel percorso che abbiamo intrapreso per restituire a Grazzanise la speranza nel futuro».

Documentata ed appassionata, come si vede, la sintesi/appello dell’assessor Caianiello. Ora s’attende una prova di consenso da parte dei ragazzi che si apprestano a completare l’obbligo scolastico, ancor più di coloro che intendono conseguire un titolo, agevolmente “spendibile” in loco, dei genitori deputati a dare buoni consigli a figli/e, nonché del mondo agro-zootecnico dell’area bassovolturnina che ha tutte le potenzialità per contribuire seriamente all’avvicendamento generazionale e per fornire nuovi impulsi ad una produttività al passo coi tempi.

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GRAZZANISE: ISCRIZIONI AL NUOVO ISTITUTO AGRARIO FINO A LUNEDI’ 25 GENNAIO

IL CONTE FUMO di Mattia Feltri

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CESA UNA VOLTA DI MARCO TRAVAGLIO ( DALLO… SFATTO QUOTIDIANO)

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Mille gelsi per Carditello

Gelsi per sostenere giovani coltivatori con ricadute sulla filiera produttiva serica, alimentare, nutraceutica, cosmetica e turistica 

Mille gelsi e una Reale Delizia per offrire una opportunità di lavoro per i giovani del territorio e stimolare le attività di gelsicoltura e bachicoltura.
La Fondazione Real Sito di Carditello, guidata dal presidente Luigi Nicolais, lancia una sfida a tutti i coltivatori con l’obiettivo di rinnovare l’antica arte serica, promossa nel casertano proprio dala dinastia dei Borbone.

Gli operatori che aderiranno alla manifestazione di interesse Mille gelsi per Carditello – pubblicata a partire da oggi sul sito fondazionecarditello.org – verranno coinvolti in un hub di imprese con un disciplinare da rispettare, cooperando con la Fondazione e con i partner Coldiretti Caserta, Coldiretti Giovani Impresa Caserta, Consorzio Rete San Leucio Textile Club per l’Unesco di Caserta.

Il progetto della piantumazione dei gelsi è molto ambizioso: avrà ricadute sull’intera filiera produttiva: dal settore alimentare alla nutraceutica, dalla cosmetica al tessile.

Puntiamo a costituire una rete permanente di imprese impegnate nella coltivazione di gelsi e allevamento di bachi – ha spiegato Roberto Formato, direttore della Fondazione Real Sito di Carditello – e a realizzare economie di scopo e di scala, dando attuazione alle raccomandazioni della Convenzione di Faro. Siamo a disposizione di imprenditori e coltivatori per condividere attività di formazione, intercettare fondi per lo sviluppo rurale e definire programmi di produzione.

Ma i nuovi progetti della Fondazione non finiscono qui. Avviata in settimana la stipula di un protocollo d’intesa con il centro CREA-API di Padova. Il Consiglio per la Ricerca per l’Agricoltura e l’analisi dell’Economia agraria è un punto di riferimento per l’apicoltura e la bachicoltura a livello mondiale.

L’accordo permetterà di realizzare attività di studio e formazione nel Real Sito di Carditello, già dotato di una stazione di biomonitoraggio e di numerose arnie per la produzione di miele e pappa reale.

N.B.Avviso pubblico per la costituzione di un partenariato rivolto a coltivatori junior e senior per la realizzazione di attività di gelsicoltura e bachicoltura:

“Mille gelsi per Carditello” Avviso pubblico per la costituzione di un partenariato rivolto a coltivatori junior e senior per la realizzazione di attività di gelsicoltura e bachicoltura

 

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Mille gelsi per Carditello