Comunicazione e fattori etnici: le differenze sulla distanza ‘intima’ fra vari popoli

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Abbiamo precedentemente parlato di variazione degli spazi vitali nei diversi popoli. Presentiamo uno schema molto sintetico sull’argomento. Per gli italiani( ci sarebbe da differenziare il nord e sud) la distanza intima con possibilità di contatto è uguale a quella dei paesi mediterranei. Nei paesi arabi tale distanza si riduce ulteriormente. Infatti, un arabo conversando con l’altro, lo tocca facilmente.

Nelle culture europee non mediterrannee lo Spazio Prossemico aumenta sensibilmente.In Giappone ed in Russia(Mosca) tale spazio è molto ridotto quasi con un contatto obbligato. In alcuni paesi mediterranei lo spazio prossemico è così ridotto,per cui appare normale che due maschi si prendono a braccetto.Succede anche in  Italia.Nei paesi arabi due maschi si possono prendere anche per mano.Comunque in Italia,sopratttutto al nord, si esclude la possibilità di contatto tra uomini in quanto può configurarsi una manifestazione di omosessualità. In Giappone non è ammesso un bacio tra uomini,mentre in Turchia il bacio è consentito tra maschi giovani.

Quale è il comportamento nel mondo del lavoro.

In Italia chiudere la porta di un ufficio conferisce al Dirigente maggiore prestigio.I Tedeschi preferiscono la porta chiusa.Gli americani ed i giapponesi le porte aperte.

Un linguaggio extraverbale che si avvicina alla prossemica è l’APTICA.Inquesto caso,però,ci si riferisce al significato del “toccare” e non alle distanze tra persone o cose ed al ruolo che svolgono taluni recettori nervosi sparsi  un poco su rutto il corpo.Ma di questo linguaggio ne faremo un articolo a parte

* Dott. Bartolomeo Valentino già Professore di Anatomia Umana –II università di Napoli-Morfopsicologo

(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Comunicazione e fattori etnici: le differenze sulla distanza ‘intima’ fra vari popoli

Maddaloni: bombardati dai Dpcm, finalmente riapre de Matteo alla Brace. Lancia il nuovo menù e annuncia la ‘macelleria on line’. La celebrazione della materia prima che guarda alle radici. L’esagono e la cheesecake di Chianina tra le new entry

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Maddaloni (Caserta) 31 gennaio 2021. Il locale dei fratelli Umberto e Daniele “de Matteo alla Brace” riparte dopo i diversi decreti e le zone colorate che hanno determinato la chiusura dei ristoranti e dopo l’incendio che ha provocato notevoli danni, lanciando il menù dedicato al viaggio che prosegue con la celebrazione della materia prima che guarda alle radici nel pieno rispetto della stagionalità con l’obiettivo di ricostruire per riprendere da dove si sono fermati e con l’intento di far dimenticare la situazione negativa che stiamo vivendo.

Una pausa forzata che non ha fermato la loro creatività e voglia di fare perché i due giovani con lo spirito vivo che da sempre gli appartiene, hanno visto questo momento come un periodo per migliorare la proposta estetica  e funzionale del loro locale e soprattutto per affinare quanto già stavano preparando per mettere in carta, dilettandosi tra brace e cucina.

“Abbiamo creato un menù centrato sulla stagionalità, questa la nostra filosofia – commenta Daniele de Matteo – ma con diverse particolarità: come “l’esagono”, una tartare di carne Chianina Igp  con broccolo barese croccante, mandorle tostate, fili di peperoncino il tutto  finito da un corallo al limone e pomodorino confit ancora, una cheesecake che chiamiamo così perché si rifà nella struttura e nei colori al tipico dolce americano  – aggiunge il macellaio bracista – dove  alla base ci sono il tarallo napoletano “sugna e pepe” e la ricotta di bufala sui cui è posta una  tartare di Chianina e, a completare il piatto: una crema di pomodorini gialli e basilico fritto.

Tra le nuove creazioni troviamo anche il maiale al Taurasi: una coppa di maiale cotta a bassa temperatura nel Taurasi accompagnata da una gustosa crema di castagne e perlage di vino.

Accanto a questi, non poteva mancare “l’Azzardo”, il piatto cult della braceria alla sua terza edizione composto da una sfoglia croccante di cannolo  siciliano, ripiena di genovese  che si adagia su un cremoso cioccolato fondente di Modica.

Ma oltre ai nuovi piatti, la scelta de Matteo è davvero interessante perché notevole è la selezione di carni nazionali ed estere dal gusto deciso e tenere al taglio e al palato quasi “burrose”  dato dalle  lunghe frollature e, non dimentichiamo che qui, troviamo anche i filetti esotici, proposta che fa la differenza. In questo periodo, i due fratelli, hanno lavorato anche ad un nuovo progetto che vedrà online il nuovo sito dove si potranno acquistare le loro carni, quindi sarà possibile acquistare comodamente da casa l’intera proposta de Matteo con un solo click!

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Maddaloni: bombardati dai Dpcm, finalmente riapre de Matteo alla Brace. Lancia il nuovo menù e annuncia la ‘macelleria on line’. La celebrazione della materia prima che guarda alle radici. L’esagono e la cheesecake di Chianina tra le new entry

Non si decide sul Conte ter, la soluzione c’è: imitiamo il Conclave dei 1000 giorni di Viterbo

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Tertium non datur

Roma, 29 gennaio 2021 (di Stelio W. Venceslai) – E così, il Conte ter forse non si farà. A chi spetterà l’arduo compito? Gli opinionisti scandagliano il futuro. Il Presidente Mattarella affida al Presidente della Camera un mandato esplorativo, un incarico istituzionale, e non perché sia il meglio fico del bigoncio.

Gli occhi sono rivolti alla greppia della destra: Rotondi, Berlusconi, qualche transfuga. Occorrono anime buone, pensose degli interessi del Paese, soprattutto europeiste. Questa è la gran novità del momento, bisogna essere europeisti, adesso, come un tempo occorreva essere dell’arco costituzionale. Trappole per allodole vergini.

Chiaramente non europeisti sono i Fratelli d’Italia, guidati da quell’infame antieuropeista della Meloni che, guarda caso, ma questo non lo diciamo, è Presidente delgruppo conservatore al Parlamento europeo. Più europeista di così! Ma non lo diciamo e facciamo finta di nulla.

La paura di andare alle elezioni taglia le gambe. Le ragioni vere per cui tutti scansano l’idea del voto come se fosse la peste sono tre:

a – non si vota perché, secondo i sondaggi, vincerebbe l’opposizione;

b – non si vota perché almeno un terzo degli attuali parlamentari rischia il posto, perché il numero dei deputati e dei senatori è stato ridotto di un terzo;

c – non si vota perché se Conte fa un partito suo, risucchia elettori al PD e a 5Stelle, non certo a Salvini e alla Meloni.

Tutti escludono la santa e diretta via delle elezioni. C’è la pandemia, dicono, come se non si potesse in fila votare, ordinati e con la mascherina, come già s’è fatto. Altre sciocchezze, ma ripetute e diffuse con serietà. Si è votato in America, si vota in Estonia, si vota in Olanda, si vota in Portogallo, si è votato poco tempo fa in Italia alle regionali. Le elezioni nazionali no. Siamo troppo cagionevoli.

Allora, raffazzoniamo un esecutivo di citrulli, tanto non si vede la differenza con il governo di prima, e andiamo avanti sino alla fine. Del Paese.

Il video è pieno di chiacchiere, ragionamenti sottili, tirati con il filo di seta. Alla fine, questi opinionisti sono migliori dei loro Ministri di riferimento. Perché non fare un governo di giornalisti? Viva la comunicazione!

Continua il corteggiamento di Renzi perché rientri nel “perimetro”. Ma, attenzione, i 5 Stelle dicono: mai con Renzi. Per loro è come la Val di Susa o il MES. Una questione di principio. E allora? Semplice: sembra che si siano ricreduti.  Il PD la settimana scorsa ha fatto lo stesso. Poi Zingaretti, con la stessa faccia, questa settimana, ha sostenuto il contrario. Viva la coerenza!

Altri commentano che, fatto un nuovo gruppo parlamentare di “europeisti” in ritardo, il numero dei sostegni a un Conte ter resta lo stesso di una settimana fa. Addirittura il PD “presta” un senatore al nuovo gruppo per far numero! È scioccante.

Occhi dolci alla bella Carfagna, a padre Rotondi, al venerando Berlusconi. I 5Stelle, però, dicono: mai con Berlusconi, ma tanto nessuno li sta a sentire. E allora, con chi si fa il governo?

Nessuno si duole della dipartita di Conte, questooggetto misterioso inventato da 5Stelle che ha dato prova di dar fastidio a tutti. E il povero Casalino, che fine farà? Sic transit gloria mundi.

I candidati alla successione si sprecano, a cominciare dall’inutile Casini. Ha girato tutti i partiti, è il decano del trasformismo, sempre a galla, con il bianco, il verde, il rosso. Un vero patriota.

La Bellanova non si sgomenta all’idea di un Di Maio Presidente del Consiglio. Abituata con i braccianti alle dure lotte sindacali, non ha battuto ciglio alle provocazioni.Perché no? pare che abbia detto. Tutto è possibile nella penisola sballata. Ministro dell’economia e del Lavoro non ha fatto nulla, tranne la bufala dei navigator (a proposito, che fine hanno fatto, sono spariti come le Sardine?), come Ministro degli Esteri è andato ancora peggio, come Presidente del Consiglio dei Ministri sarebbe carismatico solo per sua madre.

Se non si fa il Conte ter pare che Conte sia il perno della salvezza del governo rosso verde – saremmo in piena sciagura. Ma lo saremmo lo stesso anche con un nuovo governo X od Y, anche con Renzi. Lo saremmo con tutti i governi che potrebbero venir fuori dal cappello di Mattarella.

Forse non si andrà a votare e il prossimo governo vivacchierà, stentando sui gerundi e sui congiuntivi. Questo povero Paese meriterebbe ben altro.

Il Santo Padre Mattarella ha ascoltato con pazienza istituzionale i suggerimenti di Fico e della Casellati. Ne farà tesoro, c’è da esserne sicuri. La liturgia delle consultazioni ètanto doverosa quanto inutile.

Basterebbe chiudere in una cella senza cibo, senza acqua e senza microfoni Conte, Renzi e Zingaretti, e magari anche Grillo, finché non trovino una soluzione. Dopo un po’, la crisi sarebbe risolta. Lo fece il popolo di Viterbo quando per un anno intero i Cardinali non si decidevano a eleggere un Papa. Non fu molto democratico, ma il Conclave finì subito e si scelse il Papa.

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Non si decide sul Conte ter, la soluzione c’è: imitiamo il Conclave dei 1000 giorni di Viterbo

Castel Campagnano-Caserta. Incontro con la poetessa Imma Aldi, che ‘scrive sempre col cuore’


Non è nostro costume occuparci dell’arte poetica ma le liriche di Imma Aldi sono davvero coinvolgenti, Continua a leggere

Dalla Svizzera a Marcianise: traffico illecito di merci.

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Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli e l’Ufficio delle Dogane Napoli 2 hanno sequestrato circa 3 tonnellate di rifiuti di vario genere diretti ad una società operante nel settore del “recupero e riciclaggio dei rifiuti tessili” di Milano, ma con sede operativa a Marcianise.

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In particolare, i funzionari della Sezione distaccata di Nola unitamente ai finanzieri del Gruppo di Nola hanno individuato e successivamente sottoposto a verifica la merce trasportata da un autocarro proveniente dalla Svizzera.

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Al termine dell’ispezione sono state rinvenute scarpe, cinture, borse, giocattoli, zaini, medicinali, materiale elettrico importato in violazione delle procedure autorizzative previste dall’Unione Europea e dalla normativa nazionale per le spedizioni transfrontaliere.

Denunciato un responsabile per traffico illecito di rifiuti.

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Dalla Svizzera a Marcianise: traffico illecito di merci.

Aversa, tavolo di lavoro delle forze politiche e civiche pro Golia

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Aversa– “Nel pomeriggio di sabato – come promesso alla città il 23 dicembre scorso- abbiamo avviato il tavolo di lavoro delle forze politiche e civiche che sostengono l’amministrazione comunale di Aversa. Erano presenti: Carlo Cascella (Meridionalisti Democratici), Amedeo Cecere (De Luca Presidente), Alfredo di Franco (Democrazia & Territorio), Antonio di Ronza (La Politica che Serve), Paolo Galiero (Movimento 5 Stelle), Francesco Gatto (Partito Democratico), Lucio Romano (Comunità Solidale), Federica Turco e Alessandro Gagliardi (Noi Aversani). Il prossimo incontro è in calendario tra 15 giorni.

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Proposizione, condivisione e sviluppo di iniziative per supportare l’azione e l’attuazione del programma dell’amministrazione Golia, sono i principi alla base di questo  corso di concreta partecipazione attiva,  ciascuno secondo i propri ruoli e responsabilità.

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Sono quattro le direttrici principali su cui nella prima fase concentreremo e svilupperemo, anche in vista del bilancio previsionale, l’azione di governo della città: ambiente, vivibilità, istruzione e digitalizzazione.

C’è tanto da fare nei prossimi mesi e ci sono tutte le condizioni per dar vita ad una sinergia stabile tra amministratori, politica e società civile. Oltre al tavolo politico, infatti, per favorire una sempre maggiore partecipazione della cittadinanza attiva,  è stato istituito  un “laboratorio di comunità” dove cittadini singoli e associazioni potranno sviluppare idee e progetti”

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Aversa, tavolo di lavoro delle forze politiche e civiche pro Golia

Carlo Marino “ Con le scuole riparte L’ intera città’”

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Caserta. Domani , lunedì 1 Febbraio , In tutta la provincia di Caserta riaprono le scuole superiori. Il tutto avverrà’ nel pieno rispetto delle regole . Queste le parole del Sindaco di Caserta Carlo Marino :

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”La ripresa dell’anno scolastico per le Scuole Superiori ha il valore e il significato di una ripartenza per l’intera città di Caserta.
Grazie ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, al personale ausiliario e alle famiglie, che garantiscono scuole in sicurezza e una didattica ordinata. Il diritto allo studio è anche diritto alla salute.”

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Carlo Marino “ Con le scuole riparte L’ intera città’”

Le foto. Va a fuoco il capannone della DHL

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Teverola. Intorno alle ore 12:00 una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Caserta e precisamente del distaccamento di Aversa è intervenuta con l’ausilio di 2 autobotti provenienti da Caserta ed Aversa nella zona industriale di Teverola, allertati da alcuni passanti , per un presunto incendio di un deposito. Al loro arrivo sul posto i Vigili del Fuoco hanno potuto constare che erano andati a fuoco 200 pannelli fotovoltaici di copertura del capannone della DHL, interessando parzialmente la struttura. Immediatamente si interveniva, con l’ausilio anche di un’autoscala proveniente sempre dal comando provinciale, spegnendo l’incendio e scongiurando che le fiamme si propagassero all’interno del capannone. L’intervento è ancora in corso per la messa in sicurezza dell’intera area.

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Le foto. Va a fuoco il capannone della DHL

ANCE (ASSOCIAZIONE NAZIONALE COSTRUTTORI EDILI) CASERTA: ANTONIO PEZONE ELETTO PRESIDENTE.

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Antonio Pezone è il nuovo Presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Caserta. Quarantasei anni, sposato e padre di tre figli, Pezone è titolare dell’azienda Alvea Srl, operante nel settore dell’edilizia privata. Il neopresidente, eletto all’unanimità dall’Assemblea, durerà in carica per il quadriennio 2021-2025 e succede a Luigi Della Gatta.

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Lunga la carriera di Pezone nell’ambito di Confindustria. Vicepresidente uscente dell’Ance Caserta, attualmente è Presidente della Cassa Edile e componente della Giunta e del Consiglio della Camera di Commercio, designato da Confindustria.  In passato è stato alla guida dei Giovani Edili della provincia di Caserta oltre che vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Campania.

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Nel corso dell’Assemblea è stata presentata anche la squadra che affiancherà Pezone durante lo svolgimento del proprio mandato. Vicepresidenti sono stati eletti Enrico Landolfi e Vincenzo Santucci, tesoriere Giovanni Verazzo, probiviri Giovanni Bo, Vincenzo Coronato, Antonio Farina e Raffaele Nugnes, mentre il Consiglio Generale è composto da: Schmerzenreich Atronne, Gaetano Barbarano, Fabrizio Della Gatta, Errico Di Rienzo, Salvatore Liquori, Raffaele Marino, Donato Massaro, Gioacchino Onorato e Saverio Tulipano.

“In un momento così delicato per il nostro settore – ha spiegato Pezone – dobbiamo concentrare la nostra attenzione su alcune priorità. In primo luogo vanno utilizzati al meglio gli strumenti forniti dall’attuale legislazione. Penso, naturalmente, all’Eco Sisma Bonus, un provvedimento concreto che può dare respiro al comparto. Inoltre, come costruttori vogliamo confrontarci con le istituzioni e far sentire la nostra voce per indicare quali sono le opere strategiche per il territorio sulle quali indirizzare le risorse del Recovery Fund. Infine, è necessario puntare anche sul potenziamento dell’attività di formazione delle maestranze e sul superamento delle difficoltà di accesso al credito che tante aziende del nostro settore quotidianamente incontrano”.

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Guerriero: ‘Non mi votate, le mie mani sono vuote, ma pulite’

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Caserta – Tre sono ufficialmente i candidati a Sindaco della Città Capoluogo, ad aver ormai tagliato il nastro dei 100 giorni di campagna elettorale , uno di questi è il Dott. Ciro Guerriero (Caserta Kest’è).

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“In realtà mi sono reso conto solo in questi giorni di essere in campagna elettorale da sempre. Condivido quanto detto dai miei competitor attualmente in campo, si avverte un nuovo entusiasmo nella campagna elettorale e, per questa bellissima esperienza, devo dire grazie soprattutto ai miei sostenitori del movimento Caserta kest’è, che mi hanno spinto a rompere gli indugi”.

Indugi rotti e ormeggi mollati da un comodo lido, quello del centrodestra, dove Guerriero è stato presente nelle vesti di supporter e militante. “Non rinnego nulla del mio passato, non mi devo vergognare di nulla, io attaccavo i manifesti, da militante, non ho mai messo piede nelle istituzioni – dichiara  – ho avuto un dialogo con gli esponenti del centrodestra, sperando che si fosse nelle condizioni, già dall’autunno, di fare un nome per cominciare una campagna elettorale per battere Carlo Marino ma, – continua – l’intenzione, anche alla luce delle ultime nomine incrociate tra provincia e Comune, sembrano indicare il contrario. Da come si stanno evolvendo le cose nel centrodestra devo dire che ho fatto la scelta giusta seguendo il consiglio dei miei simpatizzanti e optando per una candidatura civica”.

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Una rivalsa ‘dell’uomo di fatica’  che  risulta non funzionale, quando si oppone ai meccanismi forvianti  del centrodestra. “Non ho mai sperato in un loro sostegno – racconta Guerriero – per troppo tempo hanno pensato che io fossi uno ‘yes man’ agganciato ai partiti, ma io da sempre ho ragionato con la mia testa e, soprattutto, ho sempre vissuto del mio stipendio ,con le mille difficoltà di un libero professionista, non dovendo dipendere da questo o quel partito o da questo o quel politico, al di là – conclude – delle simpatie personali che mi hanno portato ad impegnarmi in precedenti occasioni elettorali”.

I pseudo-critici parlano di una campagna elettorale sguaiata, lui corregge in ‘urlata’. “Mi definiscono urlatore, no, sono un guerriero – gioca col cognome – anzi un uomo libero che può permettersi ancora di dire la sua senza chinare la testa. Quando c’è passione si arriva anche ad alzare il tono della voce”.

Che campagna elettorale è quella di Ciro Guerriero? Il candidato non ha dubbi. “Siamo solo alle prime battute ma posso garantire a tutti che assisterete ad una campagna elettorale diversa. Io sto chiedendo alle persone di non votarmi se volete chi vi fa il ‘piacere’. No, in una città esistono i servizi che devono essere erogati a tutti, e nello stesso rapido modo, senza favoritismi e clientele. Gli elettori che svendono la propria dignità non mi meritano neanche come candidato sindaco”.

Quali sono le prospettive per il futuro e per l’organizzazione delle liste? “La prospettiva per ora è quella del lavoro. Una candidatura è una cosa seria, significa prendersi una responsabilità enorme in un momento così difficile, è – sostiene – da folli. Certe volte ne ho anche paura di questa prospettiva, proprio perché l’ho presa con serietà. Chi mi conosce sa che non mi interessa avere l’autista e fare la parata o andare al Comune per fare i miei interessi personali. Non ho interessi sui temi fondamentali della città e – conclude – mi auguro che la gente si informerà meglio rispetto agli ultimi anni prima di decidere a chi dare il proprio voto”

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Guerriero: ‘Non mi votate, le mie mani sono vuote, ma pulite’