SUPERENALOTTO, GRANDE JACKPOT IN PALIO 85 MILIONI DI EURO

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Ancora nessun 6 al SuperEnalotto. Il jackpot sale a 85 milioni di euro in occasione del prossimo concorso . Nella serata di oggi non è stato realizzato nemmeno il 5+1 .

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Le quote del Superenalotto e del Superstar numero 138 di oggi :

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SUPERENALOTTO: punti 6, nessuno , punti 5+ ,nessuno , punti 5 ,9 totalizzano 18.107,36 euro , punti 4, 345 totalizzano 480,42 euro , punti 3 , 15.017 totalizzano 33,25 euro, punti 2, 257.652 totalizzano 6,02 euro.

SUPERSTAR: punti 6SB, nessuno, punti 5+ SB , nessuno , punti 5SS, nessuno, punti 4SS, 1 totalizza 48.042 euro , punti 3SS, 68 totalizzano 3.325 euro, punti 2SS,1.133 totalizzano ,100 euro. punti 1SS , 8.672 totalizzano , 10 euro ,punti 0SS, 20.329, totalizzano 5 euro. Vincite immediate totalizzano 11.984  euro.

Il montepremi disponibile per il prossimo 6 al Superenalotto sarà di 84.900.000 euro.

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SUPERENALOTTO, GRANDE JACKPOT IN PALIO 85 MILIONI DI EURO

DISPERATI I COMMERCIANTI CASERTANI, SALDI PRIMA DI CAPODANNO

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La chiusura forzata dei negozianti Casertani , negli ultimi giorni , ha causato danni irreparabili alle attività , con i fatturati di negozi di abbigliamento e in gioiellerie in piccata. Parliamo di oltre il 70% in meno  per queste categorie.

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I negozi hanno bisogno di reagire, devono poter pagare i fornitori per la merce invenduta della stagione invernale.

Non è il momento delle polemiche sulle date, l’unico modo di dare respiro e aiutare i commercianti è far ripartire i saldi ora.

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DISPERATI I COMMERCIANTI CASERTANI, SALDI PRIMA DI CAPODANNO

Ultimo bollettino Covid Regione Campania

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È stato diramato l’ultimo bollettino per quel che concerne il Covid 19 ecco quanto emerso: in Campania sono 625 i nuovi positivi. Pochi i sintomatici ma resta abbastanza alto il rapporto tamponi/positivi, ancora sopra al 9%, dopo che per giorni si era assestato tra il 5 e il 6%. Sono purtroppo 46 i nuovi decessi ufficializzati e più di mille i guariti nelle ultime 24 ore.

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Questo il bollettino di oggi:

Positivi del giorno: 625

di cui:

Asintomatici: 552

Sintomatici: 73

Tamponi del giorno: 6.849

Totale positivi: 187.189

Totale tamponi: 2.004.376

Deceduti: 46 (*)

Totale deceduti: 2.765

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Guariti: 1.384

Totale guariti: 105.933

* 26 deceduti nelle ultime 48 ore e 20 deceduti in precedenza ma registrati  ieri

Report posti letto su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656

Posti letto di terapia intensiva occupati: 97

Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)

Posti letto di degenza occupati: 1.402

** Posti letto Covid e Offerta privata

 
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Ultimo bollettino Covid Regione Campania

CASERTANA-VITERBESE FINISCE IN PARLAMENTO

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La partita disputata allo stadio ‘A. Pinto’ ,che definire una farsa è dir poco, sta per arrivare in parlamento, questo un breve ‘sunto’ di quello che accadendo

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Il Senatore del ‘Movimento 5 stelle’, Agostino Santillo, ha presentato un’interrogazione ai Ministri delle Politiche giovanili e dello Sport, Vincenzo Spadafora e della Salute, Roberto Speranza, per fare chiarezza sulla tutela della salute dei calciatori del mondo sportivo, uniti allo staff e ad ogni singola società di calcio.

La richiesta del Senatore è avvenuta dopo la vicenda, definita dallo stesso ‘intollerabile’, di Casertana-Viterbese (i rossoblù costretti a scendere in 9 sul terreno di gioco tra cui 2 risultati positivi il mattino seguente per disputare la gara contro la Viterbese).

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Inoltre, come Santillo ha dichiarato, è importante anche garantire la validità del Campionato e quanto accaduto a Caserta rischia seriamente di comprometterlo.  Ecco uno stralcio delle dichiarazioni del parlamentare pentastellato –  “Il diritto alla salute ha prevalenza su tutto, questo dice la nostra Costituzione. Se si è deciso di andare avanti con il Campionato di calcio in mezzo ad una pandemia, i regolamenti e le misure dovrebbero garantire sempre e comunque la salute dei calciatori e dei dipendenti delle società di calcio. Questo principio sembra proprio essere venuto meno quando la Casertana F.C., in virtù di quanto stabilito dai regolamenti, è dovuta scendere in campo contro la Viterbese con soli 9 giocatori, di cui tre con la febbre, perchè altri 15 giocatori erano positivi al Covid-19. Esaurito l’unico “slot” (bonus concesso ad ogni società per poter rinviare una gara) disponibile in tutta la stagione, col rinvio della precedente partita con Bisceglie visto il numero di positivi, la scelta obbligata per non perdere a tavolino era giocare. Alla squadra non è nemmeno stato consentito di posticipare l’orario d’inizio della gara in attesa di conoscere l’esito dei tamponi, una rigidità che ritengo davvero intollerabile nel contesto attuale e che ha avuto come risultato l’aver fatto giocare due calciatori positivi al Covid, con quello che ciò comporta.

È sempre più evidente che quando sono stati elaborati i regolamenti in vigore non si è tenuto conto di tante situazioni che potevano venirsi a creare e che oggi, con i dati alla mano, e con un campionato ancora lungo, vanno risolte con urgenza.

Questo mi ha spinto a presentare un’interrogazione ai Ministri delle Politiche giovanili e dello Sport – Vincenzo Spadafora – e della Salute – Roberto Speranza, per conoscere quali iniziative intendano adottare a tutela della salute dei calciatori e dello staff delle società di calcio, ma anche per garantire la validità del Campionato di calcio stesso, così come se intendono adottare qualche iniziativa per verificare eventuali comportamenti che abbiano pregiudicato il principio della sportività nel corso dell’evento calcistico di Lega Pro Casertana – Viterbese”.

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CASERTANA-VITERBESE FINISCE IN PARLAMENTO

Dragoni. Volturno, inquinamento ambientale: squestrato autolavaggio aziendale


I Carabinieri Forestale di Pietramelara hanno sottoposto a sequestro un autolavaggio

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PORNO REVENGE, QUALCHE CHIARIMENTO NORMATIVO

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Il presente articolo si propone di dare una spiegazione giuridica del fenomeno comportamentale definito ‘Revenge Porn’ (in italiano, ‘vendetta porno’), il quale si realizza con la diffusione, da parte del soggetto attivo, di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso della persona rappresentata e con lo scopo di arrecarle un danno psico-fisico. L’autore prende posizione su elementi dibattuti in dottrina, primo fra tutti la collocazione sistematica della norma all’interno del codice penale, con la finalità di fornire utili spunti di riflessione.

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Introduzione sul revenge porn

Il termine ‘Revenge Porn’ (anche ‘Revenge Pornography’), traducibile nella nostra lingua con i termini “vendetta porno”, “vendetta pornografica” o “porno vendicativo”, indica la condotta penalmente rilevante consistente nella diffusione di materiale (immagini o video) a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso della persona raffigurata e con l’intenzione di creare alla stessa un danno o un disagio psico-fisico.

Come si può facilmente intuire, il termine è stato mutuato dalla legislazione inglese, che per prima lo previde come reato attraverso la ‘Section 33 of the Criminal Justice and Courts Act 2015’, prevendo una pena di reclusione non superiore a 2 anni.

La norma inglese merita di essere trascritta, perché rappresenta, a mio avviso, la formulazione legale sulla quale sono stati modulati i corrispondenti illeciti penali, creati dai vari ordinamenti giuridici stranieri, tra i quelli quello italiano; ed effettivamente, i due presupposti indefettibili per la configurazione dell’illecito, ovvero: la divulgazione di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso della persona raffigurata e l’intenzione di creare alla vittima un disaggio, saranno presenti anche nella disposizione penale italiana corrispondente.

Nonostante i numerosi casi di ‘vendetta pornografica’, che molte volte si sono conclusi con il suicidio della vittima a causa del grave disagio psichico che aveva subìto, l’ordinamento giuridico penale italiano non prevedeva (fino ad Agosto del 2019) nessuna norma penale che fosse in grado di punire il reo colpevole di condotte qualificabili come ‘Revenge Porn’.

Questi casi, dunque, erano sanzionati facendo riferimento alle norme penali riguardanti: la diffamazione (articolo 595 Codice Penale), utilizzata per tutelare la reputazione altrui, l’estorsione (articolo 629 Codice Penale), destinata a punire la condotta di chi utilizza il materiale a contenuto sessualmente esplicito al fine di ottenere un profitto ingiusto, la violazione della privacy (articoli 167, 167-bis, 167-ter, Decreto Legislativo 2003/196), destinati a punire il trattamento illecito dei dati, la comunicazione e diffusione illecita e l’acquisizione fraudolenta dei dati personali oggetto di trattamento su larga scala.

Il vuoto legislativo fu colmato con l’introduzione dell’articolo 612-ter Codice Penale (Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) per effetto dell’articolo 10, L. 19.07.2019 n. 69 (Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere – c.d. Codice Rosso), a decorrere dal 9 agosto del 2019.

Comma 1°

«Articolo 612-ter – (Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti).

  1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

Clausola di riserva

La disposizione si apre con la clausola di riserva «salvo che il fatto costituisca più grave reato», con la quale il Legislatore individua quale norma debba prevalere nel caso in cui lo stesso fatto illecito comporti una lesione di più norme penali (concorso di reati).

Pertanto, in ossequio della clausola di riserva, è ammissibile applicare una norma penale diversa, la quale sia in grado di punire in maniera più grave una fattispecie penale di maggiore gravità, rispetto alla norma ex 612-ter Codice Penale; ad esempio, si pensi alla norma penale (più grave) dell’estorsione (articolo629 Codice Penale), che prevede una  pena base non superiore a dieci anni, quando la trasmissione di materiale a contenuto sessualmente esplicito sia strumentale per l’ottenimento di denaro o altre utilità.

Soggetto attivo

In relazione al soggetto attivo, il primo comma indica chiaramente che il fatto di reato può essere commesso da «chiunque», non richiedendo pertanto, ai fini della configurabilità del reato, che il soggetto attivo abbia determinate qualità o sia legato da particolari relazioni con la persona offesa (reato comune).

L’espressione «dopo averli realizzati o sottratti» precisa, a sua volta, che il soggetto attivo del reato possa essere sia chi abbia realizzato in prima persona il materiale audio-visivo a contenuto sessualmente esplicito, il quale a sua volta può aver partecipato direttamente alla scena sessuale o può essersi limitato a riprenderla, sia chi abbia sottratto il materiale privato contro la volontà del legittimo proprietario, rivestendo il carattere di un soggetto esterno rispetto ai soggetti della scena rappresentata.

La condotta

La norma in esame specifica, inoltre, la condotta che il soggetto attivo dovrà tenere concretamente affinché si qualifichi la fattispecie criminosa, distinguendo cinque modalità comportamentali alternative: l’invio, la consegna, la cessione, la pubblicazione o la diffusione delle immagini o video a contenuto sessualmente esplicito.

È facilmente intuibile un diverso grado di pericolosità, a mio avviso, tra le prime tre modalità (invio, consegna e cessione), le quali fanno riferimento ad un contatto diretto tra il soggettivo attivo ed un altro soggetto determinato (o altri determinati), e le ultime due modalità (pubblicazione e diffusione), le quali rievocano, invece, significati vicini al mondo dei social network e della ‘viralità’, e pertanto destinati a riferirsi a rapporti tra categorie di soggetti indeterminatiIl consenso

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La norma chiarisce che le condotte fin qui esaminate integrano la fattispecie delittuosa, salvo che la persona rappresentata non abbia prestato il proprio consenso al trattamento dei contenuti che la riguardano.

Il consenso della persona rappresentata nei video o nelle immagini a contenuto sessualmente esplicito è, pertanto, fondamentale ai fini dell’invocazione dell’assenza di responsabilità penale.

È necessario sottolineare che il Legislatore richiede il consenso e non il dissenso da parte della vittima. Questo è un elemento di estrema importanza ai fini della tutela penale della vittima, in quanto laddove il Legislatore avesse richiesto il ‘dissenso’, e cioè una preventiva manifestazione di contraria volontà alla trasmissione del materiale sessualmente esplicito, sarebbe stato sufficiente il silenzio della vittima per legittimare il soggetto attivo a trasmettere il materiale, rimanendo dunque impunito; si pensi, ad esempio, alla circostanza non insolita in cui il contenuto audio-visivo sia prodotto all’insaputa della vittima.

Elemento soggettivo

In relazione all’elemento oggettivo, è chiaro che il Legislatore punisce la condotta illecita ex comma 1° a titolo di ‘dolo generico’, applicando la pena per il sol fatto di aver posto in essere la condotta illecita, senza dare rilevanza a quelle che possono essere ‘ulteriori’ finalità che il reo abbia intenzione di raggiungere. Secondo lo schema del dolo generico, dunque, non rileverà ai fini del rimprovero di colpevolezza, che il soggetto attivo abbia posto in essere la condotta delittuosa con la finalità di creare un danno psichico alla vittima o semplicemente con finalità ludiche o di vanto; basterà aver posto in essere la condotta tipicizzata dalla norma, affinché si integri il reato in questione.

Sicuramente punire questa condotta a titolo di ‘dolo generico’ assicura una protezione e una tutela maggiore nei confronti della vittima, ma tradisce concettualmente lo schema del ‘Revenge Porn’, il quale prevede che la l’agente ponga in essere la condotta delittuosa con la finalità ulteriore di creare nocumento alla vittima.

Credo, infine, che la volontà di raggiungere ulteriori finalità, debba essere tenuta in considerazione dal giudice nel momento della commisurazione della pena, comportandone una diminuzione o aumento a seconda della gravità della finalità che si desidera raggiungere.

Il carattere sessualmente esplicito

Un ulteriore elemento di perplessità è l’espressione «a contenuto sessualemente esplicito», la quale appare molto generica e, dunque, potenzialmente capace di lasciare un ampio potere discrezionale al giudice nella qualificazione del materiale audio-visivo che integri o meno questa qualità, in contrasto, pertanto, con i principi di riserva di legge e di sufficiente determinatezza e tassatività, corollari del più ampio principio di legalità ex articolo 25 Costituzione.

Per ricondurre a legittimità la norma in esame, si potrebbe tentare di risolvere i dubbi contenutistici, facendo riferimento all’articolo 609-bis Codice Penale (violenza sessuale), il cui concetto di ‘atti sessuali’ è il risultato dei concetti di ‘congiunzione carnale’ e ‘atti di libidine’, ed infatti con il termine ‘atto sessuale’ ex articolo 609-bis Codice Penale non si intende solamente la compenetrazione carnale, ma anche qualsiasi atto idoneo a soddisfare il piacere o suscitarne lo stimolo. Secondo questa ricostruzione, il materiale audio-visivo avrebbe un contenuto ‘sessualmente esplicito’ sia quando contiene immagini raffiguranti il momento di congiunzione carnale tra due persone, sia quando contiene immagini riguardanti il toccamento di parti intime o ‘erogene’ anche se coperte dai vestiti

Onestamente, credo che anche questa soluzione sia troppo espansiva dell’area del penalmente rilevante, in quanto tradisce le aspettative contenute nell’aggettivo «esplicito» relativo ai contenuti sessuali del materiale audio-visivo.

Non resta, dunque, altra strada che quella di affidarsi all’opera dell’interprete, facendo attenzione a non cadere in un secondo errore, ovvero ancorare il significato di ‘contenuto sessualmente esplicito’ esclusivamente a concezioni morali ed etiche, finendo così per assegnare più ampio o più ristretto a seconda della ‘moralità’ personale dell’interprete.

Comma 2°

È, tuttavia, in relazione al comma 2° che si concretizza il concetto di ‘Revenge Porn’.

Questo comma, di identico contenuto rispetto al precedente, si differenzia, però, in relazione all’elemento soggettivo e al soggetto attivo del reato.

Articolo 612-ter, co.2 – La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.»

Il soggetto attivo contemplato dal comma 2°, rientra nella categoria dei c.d. ‘secondi fornitori’, ovvero, coloro che non hanno realizzato in prima persona il materiale audio-visivo né lo hanno sottratto al legittimo proprietario, bensì lo hanno acquisito a qualsiasi titolo: dal soggetto che lo ha realizzato o sottratto, da altri ‘condivisori’ o direttamente dalla vittima (c.d. sexting)[9], provvedendo a loro volta a trasmetterlo ad altri soggetti.

Il comma in esame, inoltre, configura la responsabilità penale a titolo di “dolo specifico”, richiedendo che la condotta penalmente rilevante ex articolo 612-ter Codice Penale sia finalizzata a creare un danno o nocumento alla vittima, non rilevando, dunque, ai fini della disposizione in esame, la condotta illecita senza ulteriori finalità o per finalità diverse dalla creazione del nocumento.

A mio avviso, il comma in esame, pur rispettando concettualmente la condotta di ‘Revenge Porn’, appare contraddittorio, in quanto elimina dall’area del penalmente rilevante, in maniera del tutto ingiustificata, quelle condotte di trasmissione di materiale audio-visivo sessualmente esplicito compiute con finalità diverse dal creare nocumento alla vittima, ad esempio per ragioni ludiche o per motivi di vanto e cionondimeno ugualmente lesive della dignità della vittima.

Quale tutela apprestare, dunque, nei casi in cui la condotta illecita venga posta in essere in assenza della finalità lesiva?

Sembrerebbe che la condotta di chi, avendo acquisito a qualsiasi titolo il materiale a contenuto sessualmente esplicito, lo trasmetta ad altri senza il consenso della vittima, perseguendo finalità diverse dal creargli un danno, vada punito facendo riferimento alle stesse fattispecie penali che erano prese in considerazione prima dell’introduzione dell’articolo 612-ter Codice Penale per punire le condotte di ‘porno vendicativo’, ovvero, il reato di diffamazione (articolo 595 Codice Penale) destinato a tutelare la reputazione della vittima e il reato di trattamento illecito dei dati personali (artt. 167, 167-bis, 167-ter, Decreto Legislativo 2003/196 – c.d. Codice Privacy).

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PORNO REVENGE, QUALCHE CHIARIMENTO NORMATIVO

TROVATO CADAVERE A CARINARO

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CARINARO – È  drammatica la scoperta fatta oggi nella zona industriale di Carinaro dopo che il cadavere di E.R., 59 anni di Aversa, è stato rinvenuto nei locali della sua fabbrica di scarpe. Subito sono stati allertati i soccorsi, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i carabinieri: finora nulla lascia pensare a qualcosa di diverso rispetto ad un gesto estremo.

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Non è escluso che dietro questo gesto ci possa essere la difficile situazione economica venutasi a creare, il suicida era titolare di un negozio di scarpe.


L’uomo è stato trovato impiccato ad una trave del calzaturificio ‘Soloxbo’, la salma è stata trasferita presso l’Ospedale di Giugliano per l’autopsia così come disposto dalla procura di Napoli Nord.

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Mondragone/ Incidente in località Fievo, due le auto coinvolte nello schianto

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Mondragone – Ha suscitato non poco spavento il boato provocato dall’incidente avvenuto oggi pomeriggio, nel quartiere residenziale in località Fievo. A restare coinvolti i due uomini a bordo delle autovetture, una Smart ed un’ Alfa Romeo 147, che si sono scontrate in uno dei due incroci in via delle Ginestre.  Dei passanti si sono poi immediatamente avvicinati per prestare soccoso. È parsa semidistrutta la Smart a seguito dello schianto avvertito distintamente in tutta la zona, dove, da tempo, i residenti richiedono misure d’intervento al fine di migliorare la sicurezza stradale, soprattutto negli incroci siti in corrispondenza dei rettilinei.  Non è infatti infrequente la presenza di bambini che vi sostano per gioco. Non risultano feriti gravi secondo le prime indiscrezioni.

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Ciro Guerriero dice no al vaccino anti-Covid

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Ciro Guerriero – candidato sindaco di Caserta è contrario al vaccino, e non ha alcun timore di ammetterlo pubblicamente. «Io no farò il vaccino perché è fuor di dubbio che si tratta di un vaccino sperimentale di cui non si hanno avuto modo di vedere gli effetti nel breve, nel medio e nel lungo periodo, poi se vogliamo dirla tutta, il problema in realtà non sussiste perché chi si vaccina tutela se stesso e chi non si vaccina non può contagiare chi si è vaccinato…kestè!!!». Così il leader di Caserta Kestè in un messaggio su twiter.

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«Sono perfettamente consapevole che per questa scelta in Italia (non a Hong Kong) sarò ‘schernito’ , attaccato, emarginato e che molti, in assoluta malafede, mi definiranno NOVAX -prosegue- Purtroppo, nella società di oggi, la libertà e la tolleranza hanno ceduto il posto alla prevaricazione e alla violenza. Ma se questo è il prezzo da pagare per difendere l’ennesima violazione di un diritto inviolabile, lo faccio senza esitazione..Kest’è».

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Ciro Guerriero dice no al vaccino anti-Covid

Napoli. Per 3000 euro assicura diploma senza studio né frequenza: stasera a Striscia nuovo ‘scoop’ di Luca Abete


*Luca Abete ha scovato un diplomificio*: il servizio nella puntata di martedì 29 dicembre 

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ESCLUSIVA VIDEO E FOTO. Lucia Grimaldi intervista l’ing. Sergio Inzerillo, comandante dei Vigili del Fuoco di Caserta

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Caserta 29 Dicembre 2020.
Il comunicato:

Questa mattina è stato inaugurato nello spazio di pertinenza del Comando, ma esterno al perimetro della sede operativa dei Vigili del Fuoco di Caserta, un presidio per eseguire i tamponi alla popolazione in modalità “ drive-through”.

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Il drive-trough per i tamponi, opportunamente attrezzato con un container di tipo abitativo e con aree coperte da gazebo, è gestito dai medici dell’Asl di Caserta ed è il frutto di un accordo stipulato tra il direttore generale dell’Asl Dott. Ferdinando Russo e il comandante dei Vigili del Fuoco di Caserta Ing. Sergio Inzerillo. Con tale accordo è stato creato un percorso specifico e standardizzato di controllo con test rapidi antigenici di accertamento della positività al virus Covid-19 sia a favore della collettività sia per il dispositivo di soccorso dei Vigili del Fuoco.

Le foto:

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