Caiazzo. IMU ‘incalzante’ più del Covid, ma il sindaco ‘grazia’ via facebook i fondi rurali


Bella strenna natalizia (crismiss) per i contribuenti caiatini:

Aliquote IMU su case e terreni al massimo: “Caiazzo bene Comune” denuncia l’aumento delle tasse comunali in piena emergenzaeconomica da Covid-19; giallo sull’IMU agricola, prima introdotta dal consiglio comunale e poi cancellata dal sindaco con un post su fb: ora come si copriranno i mancati introiti in bilancio?

Ci siamo battuti in aula per far ridurre i tributi locali ma la maggioranza di Uniti per Caiazzo ha votato compatta a favore dell’aumento dell’IMU su immobili e terreni per coprire le troppe spese inutili dell’amministrazione Giaquinto.

La maggioranza di ‘Uniti per Caiazzo’, guidata dal Sindaco Stefano Giaquinto, con delibera di Consiglio comunale del 30 novembre scorso ha aumentato al massimo, incurante dell’avvolgente crisi economica da Covid-19, l’aliquota IMU sugli immobili e, cosa ancora più grave, ha introdotto l’IMU, sempre con aliquota massima, sui terreni agricoli”.

A portare a conoscenza della popolazione caiatina la doppia decisione adottata dall’amministrazione comunale è il gruppo consiliare ‘Caiazzo Bene Comune’ che, nella seduta di Consiglio Comunale, si è opposto fermamente all’aumento dei tributi locali.

Non occorre essere un guru della finanza -spiegano i consiglieri Michele Ruggieri, Marilena Mone e Mauro Carmine della Rocca- per comprendere che se siamo costretti a vendere i beni del Comune (vedasi palazzo Marrocco), se le strade comunali e poderali sono piene di buche e a tratti difficilmente transitabili, se in molte abitazioni delle contrade l’acqua corrente viene assicurata a singhiozzo, se i bambini non possono giocare in un parco degno di questo nome, se un parcheggio per disabili resta gratuito solo per i primi 30 minuti (manovra lunga e complessa per chi purtroppo è costretto a sedersi su una carrozzina, dopo esser sceso da un’autovettura), le cause sono da attribuirsi ai continui sperperi inutili e dannosi di danaro pubblico causati da questa amministrazione e dall’incapacità o, ancor più grave, dalla mancanza di volontà, di combattere l’evasione fiscale.

Anche i più restii a decifrare le voci di utilità e passività -incalzano i consiglieri Ruggieri, Mone e Della Rocca– non hanno difficoltà ad intuire che quando le spese superano di gran lunga le entrate, diventa impossibile raggiungere l’equilibrio di bilancio.

Evidente, ma troppo complesso per il nostro Sindaco e il suo gruppo consiliare meditare su manovre di risparmio e di sane politiche sociali. E quindi, cosa fanno?

Mentre in tutti i Comuni si cerca di ridurre la pressione fiscale in questo periodo di infelici congiunture, il Comune di Caiazzo, invece di evitare il costante ricorso a mutui faraonici per progetti inutili e mai conclusi, aumenta le tasse a scapito dei cittadini.

Ma la maggioranza non si limita ad aumentare al massimo possibile le aliquote; ne introduce addirittura di nuove, come l’IMU sui terreni agricoli!

Eppure ci risultava che il Comune di Caiazzo rientrasse tra quelli esenti in quanto incluso nell’elenco allegato alla Circolare n. 9 del Ministero delle Finanze datata 14 giugno 1993.

Per superare ogni dubbio sulla legittima applicazione dell’IMU sui terreni agricoli, noi consiglieri di ‘Caiazzo Bene Comune’ abbiamo rivolto un quesito al Ministero dell’Economia e delle Finanze e, poco dopo, quasi in sincronia, il sindaco Giaquinto, con un post sulla pagina Facebook del Comune, si è affrettato ad avvisare i cittadini che <nessun pagamento IMU sui terreni agricoli era dovuto>.

Una grottesca corsa ai ripari, ma in questo caso la toppa è peggio del buco: rimediare all’applicazione di una tassa che si sa essere inapplicabile, ma i cui proventi vengono intanto inscritti in bilancio con conseguente squilibrio finanziario. Curioso, no?

Si aumentano e si introducono tasse con delibera e -denuncia l’opposizione- con un post su facebook si avvisa che la stessa tassa non è dovuta! 

Caro Sindaco, cara maggioranza che all’unanimità nel corso del Consiglio comunale avete votato SI all’aumento delle tasse -concludono Ruggieri, Mone e Della Rocca- se tanto ci tenete a fare bella figura, cominciate a prendere lezione da qualche amministrazione comunale vicina e, in segno di solidarietà verso tanti nostri concittadini che in questi giorni stanno affrontando serie difficoltà finanziarie legate alla flessione economica nazionale, rinunciate alle vostre indennità di Sindaco, Presidente del Consiglio ed Assessore prima di infilare tasse da pagare nelle tasche dei cittadini”.

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