Castel Campagnano. Comune, altro che auguri natalizi: ‘deriva democratica’ lamentata dalla minoranza


Nuovo murale al vetriolo della minoranza consiliare facente capo all’ex sindaco Nicola Campagnano che esordisce lamentando l’aggressione (vivaddio solo verbale) ai danni di un giovane quanto tenace consigliere per poi rincarare gradualmente la dose, contestando diverse scelte ritenute inopportune e preannunciando -dulcis in fundo- un controllo minuzioso con ogni legittimo mezzo, facendo temere che più del “bisesto” sia funesto il 2021:

Comunità Libera (Campagnano Sindaco)

DERIVA DEMOCRATICA

Comunità Libera esprime piena solidarietà e sostegno al consigliere Daniele Torone per l’aggressione verbale subita dopo aver concluso l’ultimo consiglio comunale, sconfinata anche in affermazioni offensive sul piano personale.

Tale atteggiamento non ci ha del tutto sorpresi perché sapevamo quali erano i limiti e le criticità di questa compagine.

Ma l’aggressività e il dispotismo del Sindaco ci hanno lasciati sconvolti.

Eppure il Gruppo di Minoranza, di cui Daniele in quel momento era l’unico rappresentante, in questi mesi non ha fatto altro che adempiere al dovere di rappresentanza che la legge gli impone: esprimere, con gli strumenti che la democrazia offre, il proprio punto di vista, anche se fortemente critico sull’operato dell’amministrazione.

Ma questa maggioranza, avendo la presunzione di essere depositaria della perfezione e di ritenere che l’elezione abbia conferito poteri assoluti, anziché la responsabilità di servire la comunità, non accetta critiche e pretende l’omologazione al proprio modo di pensare, valutare e giudicare.

Stiamo scivolando verso una condizione di democrazia negata.

Deriva pericolosissima, ma il forte condizionamento del consenso ne rappresenta fondamento e incoraggiamento.

Noi certamente non ci lasceremo intimidire, anzi con maggiore impegno e determinazione offriremo sempre ai nostri rappresentanti il massimo sostegno, avendo come unico obiettivo la sacralità dell’interesse pubblico.

Con questa visione non possiamo esimerci dallo stigmatizzare alcuni comportamenti censurabili dell’amministrazione:

• La pessima gestione dell’emergenza Covid ove non si è voluto reagire in modo adeguato alla gravità locale del fenomeno affidandosi alla buona sorte, che tanto buona poi non è stata. E ce ne sarà, purtroppo, ancora per molto. Potremo stare tranquilli?

• L’errato esempio della manutenzione del verde davanti alla casa comunale di sabato scorso e l’intervento in piazza a Squille di ieri con tanto di convivio.

Pur apparendo lodevole l’iniziativa degli amministratori di intervenire a pulire in prima persona, pur tralasciando problematiche legate alla normativa sul lavoro (soprattutto quando si utilizzano impropriamente mezzi meccanici), rimane la violazione della zona rossa con tanti curiosi, fotografi, cameramen e da cui scaturisce il pericoloso messaggio che il Covid è un problema trascurabile.

Si potevano trovare semplicemente un altro momento o altre risorse, come per le luminarie, affidando il tutto a ditta autorizzata.

La presenza della “stampa di schieramento” con tanto di diffusione sui social ha certamente amplificato la negatività del messaggio e non può non far pensare anche ad uno scopo propagandistico.

Riteniamo che tale circostanza debba essere segnalata quanto meno a scopo pedagogico.

• Altro esempio che ci preoccupa per il metodo e la mentalità che affiorano è l’immediata variante al progetto di manutenzione già in corso:

1. Gli alberi di via XIV Ottobre, era proprio indispensabile abbatterli? Per fare un albero occorrono parecchi anni;

2. Quali motivazioni o priorità giustificano l’installazione di un palo fotovoltaico dal costo di circa 3.000,00 caro in località Schiete, dove c’è la presenza solo di due abitazioni e una strada privata? Indubbiamente una scelta molto poco trasparente. Perché?…

Ci auguriamo che la stessa celerità sia riservata anche a quelle aree che vedono situazioni di maggiori necessità (vedi via Panoramica):

3. Perché poi nell’ambito dello stesso lavoro si indugia sulla rimozione di un cancello in via Unità d’Italia che, impropriamente, limita a un uso privato uno spazio pubblico?

SEMBRA DI ASSISTERE A METODI ANNI ’60

Questo è solo l’ingresso e, come dice l’adagio, “se il buon giorno si vede dal mattino…”.

Ma noi ci siamo. Noi difenderemo la comunità libera e il libero pensiero. Vigileremo con fermezza sull’operato dell’amministrazione senza esimerci, ovviamente, dal dovere di manifestare le nostre idee.

E questo il ruolo che abbiamo ed è quello che orgogliosamente eserciteremo.

Esigeremo il rispetto che meritiamo e attiveremo tutto quanto in nostro potere per difendere la legalità, la dignità nostra e dei nostri elettori.

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