Allerta meteo arancione fino a sabato nel casertano: alta l’attenzione delle Autorità

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Allerta meteo arancione fino a sabato nel casertano: alta l’attenzione delle Autorità

Deserto il Centro Commerciale Campania/ La lettera di una nostra lettrice

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Marcianise/Alla nostra redazione ha scritto la professoressa Nunzia Capasso, reduce da un pomeriggio trascorso presso Il “Centro Commerciale Campania”.

La professoressa ha registrato un’atmosfera quasi spettrale, con il morale dei commessi davvero a pezzi.

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Il governo con l’ ultimo DCPM ha lasciato accese le luci di alcuni negozi, mettendo la toppa ad un tessuto economico fortemente logorato da un’epidemia inaspettata

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Oggi nel maggiore centro commerciale della Terra di Lavoro mi è sembrato di passeggere in luogo fantasma. I commessi come anime in pena temono di perdere il proprio lavoro, dopo tanti sacrifici. Una commessa ha addirittura pianto al pensiero di ritrovarsi senza più  nulla. 

Altro che Natale,il governo deve mettersi a lavoro e ripensare alle attività commerciali,a quelle produttive e dei servizi ,perché se in questi giorni,forse, sarà salvo il natale non si potrà dire lo stesso dell’economia italiana

FOTO (di Carla Capasso)

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Deserto il Centro Commerciale Campania/ La lettera di una nostra lettrice

Casagiove/ vicini alle famiglie in difficoltà con l’iniziativa del tampone sospeso

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Casagiove – “Un progetto a favore degli ultimi, gli anziani, i poveri, i senza fissa dimora, affinché la sanità sia davvero accessibile a tutti e non diventi un privilegio per pochi”. Con questo obiettivo nasce un’iniziativa speciale, quella del tampone sospeso da “regalare” alle famiglie che non possono permetterselo. Una proposta all’insegna della solidarietà per chi dovendo “ricorrere alla sanità privata o ad altro deve sostenere una spesa che a volte pesa sui bilanci (striminziti) di questi mesi” ha dichiarato il suo promotore Don Stefano Giaquinto della Parrocchia di San Michele Arcangelo, alla quale, “attraverso libere donazioni, è possibile dare il proprio contributo per alimentare un fondo che sarà destinato alle persone che hanno bisogno di sottoporsi ai tamponi e che per svariati motivi non possono rientrare nel circuito Asl né tantomeno possono permettersi di pagarlo privatamente”. “La nostra città sia un esempio per tutti” ha poi concluso nell’ambito di un’iniziativa che, dopo essere stata già adottata nei Comuni della provincia di Napoli, viene intrapresa anche in provincia di Caserta per poter essere vicini al prossimo, alle difficoltà che in molti stanno attraversando in questa seconda ondata di lotta all’epidemia.

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Casagiove/ vicini alle famiglie in difficoltà con l’iniziativa del tampone sospeso

Aversa/ Informatizzazione del sistema di gestione delle cedole librarie e dei buoni libro

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Aversa/Pur nelle estreme difficoltà connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19,prosegue il forte impulso all’innovazione e informatizzazione dei servizi connessi alla Pubblica istruzione.

Dopo una prima fase in cui ci si è dotati del sistema pagoPA, tramite l’app TELEMONEY, per il servizio di refezione scolastica (video tutorial https://www.telemoney.it/Portale/ oppure https://youtu.be/XjG9Xz8xGFM), che prevede la prenotazione e il pagamento dei pasti via web o telefono, ora viene del tutto informatizzato il sistema delle cedole librarie e dei buoni libro, grazie alla piattaforma software in cloud CouponsBook che consente di dematerializzare la cedola libraria, creando una cedola virtuale attraverso un PIN univoco assegnato agli iscritti alla scuola primaria.

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Lo stesso avviene per il buono libro, ovvero la domanda di concessione del contributo per l’acquisto dei libri di testo per iscritti alla scuola secondaria di primo e secondo grado, applicando i criteri predisposti dal Comune basati sulle attestazioni ISEE presentate dai genitori.
L’obiettivo è quello di eliminare lo spreco di carta, semplificare e velocizzare il lavoro e le operazioni svolte da tutti i soggetti coinvolti (utenti, Comune, scuole e librerie).

Col nuovo sistema, infatti, gli utenti ritirano i libri di testo presso una delle qualsiasi librerie accreditate consegnando il proprio codice di “cedola virtuale” ricevuto; il Comune dispone in automatico di tutti i dati necessari per gestire il servizio immessi dalle scuole, dalle librerie e dai genitori; le scuole comunicano i libri di testo adottati e confermano le iscrizioni predisponendo la consegna automatica delle cedole virtuali attraverso un PIN univoco attraverso notifica App, e-mail e sms; le librerie accreditate annullano la cedola virtuale inserendo il PIN personale assegnato all’iscritto nel momento della consegna dei libri di testo ai genitori. Ogni soggetto è abilitato all’accesso solo attraverso l’inserimento delle credenziali in proprio possesso.

L’elenco delle scuole che trasmettono i dati delle cedole librarie, per l’inserimento nel sistema, sarà continuamente aggiornato e disponibile nella sezione PUBBLICA ISTRUZIONE del sito del Comune (http://www.comune.aversa.ce.it/il-comune/uffici- e-servizi/pubblica-istruzione/), mentre è in uscita anche l’avviso pubblico relativo ai buoni libro.
Il sistema entrerà in funzione all’inizio della prossima settimana e permetterà di svolgere praticamente in diretta operazioni che prima richiedevano molti passaggi burocratici e lunghe attese per famiglie e librerie (info su https://www.telemoney.cloud/login.xhtml). Al termine dell’anno di sperimentazione si valuteranno le forme di riprogrammazione.

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La giustizia vaticana indaga su un “like scomodo”

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Lotta alla Povertà. Il Comune di San Nicola la Strada a sostegno degli indigenti

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Lotta alla Povertà. Il Comune di San Nicola la Strada a sostegno degli indigenti

Arriva a Caserta One Planet School(OPS): l’oasi per la mente. Scopri, Connetti, Agisci.  – sito web –  https://oneplanetschool.wwf.it –

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Agenzia Stampa Mediapress – Quotidiano on line diretto da Ferdinando Terlizzi – Testata giornalistica registrata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – (CE) con il num. 430/93 – Sede Legale: Corso Aldo Moro, 276 81055 Santa Maria Capua Vetere – (CE) – Telefono 388 429 38 28

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One Planet School: il Liceo Manzoni e il wwf connessi

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La giustizia spettacolo stritola gli innocenti: “Sembra di essere tornati al Medioevo”.

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La giustizia spettacolo stritola gli innocenti: “Sembra di essere tornati al Medioevo”.

 Se il giornalista, anziché fare l’inchiesta, si affida alla velina della magistratura o prende per ora colato quello che dice la magistratura senza approfondire, non fa il suo mestiere, fa un’altra cosa.

Intervista a Enzo Ciconte: “La legge dello scioglimento va rivista. La magistratura non ha sempre ragione e chi fa politica deve avere un proprio punto di vista autonomo e fare battaglia per affermarlo”. “La legge dello scioglimento va rivista.

La magistratura non ha sempre ragione e chi fa politica deve avere un proprio punto di vista autonomo e fare battaglia per affermarlo, anche quando ci sono accuse pesanti. Oggi una semplice indagine comporta l’abbandono dell’amministratore coinvolto”.

A scrivere queste parole è Enzo Ciconte, fra i massimi esperti in Italia delle dinamiche delle associazioni mafiose, docente di ‘ Storia delle Mafie Italianè all’Università di Pavia ed ex deputato Pci. Uno di quelli che la legge sullo scioglimento dei Consigli comunali l’ha vista nascere mettendoci mano. Ma quella legge, nata come emergenziale, denuncia oggi Ciconte, va cambiata. “Perché la scelta di sciogliere un’amministrazione – spiega al Dubbio – è inevitabilmente politica”. E, soprattutto, lascia su troppi innocenti uno stigma gratuito di mafiosità.

Professore, perché questa legge secondo lei non è efficace?

 Il problema, sin da quando abbiamo fatto la legge all’epoca ero deputato -, è che, essendo una decisione che passa dal ministero dell’Interno, si tratta inevitabilmente di una scelta politica.

Quanto pesa la componente politica nel giudizio?

Molto. Se tu sciogli organismi politici elettivi e questa decisione la fai prendere ad un organismo di governo è chiaro che la tentazione di sciogliere i tuoi avversari ci sta. Ma l’altro aspetto che stride è che teoricamente la ratio della legge è “liberarsi” degli amministratori collusi e fare in modo che si eleggano cittadini che non siano nella condizione di far infiltrare il Consiglio. Ma questo non è avvenuto: ci sono Comuni le cui amministrazioni comunali vengono sciolte più e più volte. Cos’è, una tara di quel Comune? È nel suo dna avere amministratori mafiosi? O il problema non riguarda tanto gli amministratori quanto l’apparato burocratico? Vuol dire che c’è un meccanismo che non funziona. Perché l’apparato burocratico non viene rimosso.

Quindi qual è la soluzione?

Di questa questione se n’era occupata la Commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi, che proponeva di accompagnare, anziché scioglierlo, il Consiglio comunale, con un sostegno esterno in grado di guidare e aiutare l’amministrazione a non cadere in questi errori. C’è un eccessivo uso discrezionale delle parentele come causa di scioglimento. Nei piccoli paesi, però, è quasi scontato avere parenti anche scomodi, ma ciò non significa nulla: perché dovrebbe essere un criterio per sciogliere un’amministrazione? È arrivato il momento di affrontare questo problema. Nelle relazioni non risulta mai che ogni singolo consigliere sia veicolo di infiltrazione. Allora perché si deve affibbiare lo stigma a tutti quanti? Se ci sono persone perbene, perché vanno messe nel calderone come gli altri?

Il problema, però, c’è sempre stato…

La maggior parte degli scioglimenti è sicuramente corretta, però gli errori e le forzature sono parecchi e per evitarli è giusto modificare la legge, a tutela dell’onorabilità di persone che non c’entrano nulla con la mafia e non possono finire in questo calderone senza avere alcuna responsabilità. Perché quel marchio ti rimane, non viene cancellato.

Il caso Bassolino dimostra che basta un’indagine per distruggere un amministratore…

La sua storia è clamorosa e vergognosa. Non è possibile subire 19 processi e che tutti finiscano male per la pubblica accusa. Due sono le cose: o era un atto politico per mettere sotto accusa una persona di rilievo oppure c’è un’incapacità nel fare le indagini. Non c’è altra spiegazione.

Però ad abbandonarlo sono stati la politica e parte dell’opinione pubblica…

Sì, perché c’è stato un lungo periodo, in Italia, per cui si è dato per scontato che l’attività della magistratura fosse salvifica. E quindi ci si è affidati alla magistratura per risolvere i propri problemi. Nel momento in cui si fa questa operazione, che è culturale, si rinuncia ad avere un punto di vista autonomo. Ciò spesso impedisce di capire dove la magistratura fa bene e dove fa male, perché i magistrati possono sbagliare, come tutti gli altri.

Però l’idea che si tratti di “super eroi” è molto diffusa…

Una delle responsabilità serie del movimento antimafia in Italia è stata quella di avere delegato alla magistratura la soluzione del problema della mafia. Abbiamo guardato le cose come se fossimo degli spettatori, chiedendo ai magistrati che risolvessero il problema per conto nostro. Ma il problema non si risolve da un punto di vista giudiziario. È una questione sociale, culturale, politica. Ci sono atteggiamenti che non hanno a che fare con il codice penale: la magistratura può intervenire sui fenomeni mafiosi macroscopici, però per il resto devono intervenire la politica, la chiesa, la scuola.

Un altro esempio di questi giorni è quello dell’ex rettore de La Sapienza, Eugenio Gaudio: dopo la sua nomina a commissario della sanità calabrese i giornali hanno tirato fuori la vecchia indagine sui concorsi truccati a Catania e l’opinione pubblica lo ha crocifisso…

Bisogna capire che una comunicazione giudiziaria non significa nulla. Questo caso, come quello di Bassolino, sollevano un problema di rapporti tra magistratura, opinione pubblica e politica di grande livello. Non so se c’è lo spirito necessario per affrontarlo con la dovuta serenità.

Come si potrebbe agire per interrompere questo circolo vizioso?

 Se il giornalista, anziché fare l’inchiesta, si affida alla velina della magistratura o prende per ora colato quello che dice la magistratura senza approfondire, non fa il suo mestiere, fa un’altra cosa. C’è un problema della stampa, della magistratura, della politica e dell’economia, perché le forze economiche hanno interesse a fare queste cose. Bisogna mettere insieme tutto questo e ragionare serenamente. Non è possibile che avvengano queste cose, è un fatto di civiltà.

Sul suo profilo Facebook, ha ricordato quando Pino Commodari, nel 1991 assessore ai lavori pubblici del Comune di Sant’Andrea Apostolo sullo Jonio, fu arrestato e mostrato nei tg nazionali con le manette ai polsi. Perché?

 Rimasi sconvolto nel vedere un mio compagno di partito – lo conoscevo bene e tutto poteva essere meno che un mafioso – sbattuto in tv con le manette ai polsi, come Enzo Tortora. Un arresto che, poi, si rivelò, sbagliato: lui e il sindaco Mimmo Frustagli furono scagionati e risarciti per ingiusta detenzione e lo scioglimento del Consiglio comunale annullato. Perché è stato esibito in quel modo? Prendiamo il modo in cui i giornalisti hanno trattato Bassolino: quanto tempo è durato e con quanta evidenza il racconto sulle accuse e quanto quello sull’assoluzione? Una sproporzione pazzesca. C’è una distorsione, un corto circuito, e non se ne riesce a venire a capo. La cosa che a me interessa è salvaguardare gli innocenti. Oggi, però, posso dire che siamo tornati al medioevo.

Fonte: di Simona Musco/Il Dubbio, 20 novembre 2020

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Un altro sindaco chiude le scuole

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In provincia di Caserta molti sono i i sindaci che stanno provvedendo con ordinanze ad hoc a scongiurare la riapertura ipotizzata dalla Regione Campania  per il 24 per l’infanzia e le classi prime della primaria e per il 30 per le rimanenti classi della primaria e le prime medie. I contagi sono ancora tanti e lo screening volontario con i tamponi molecolari è praticamente una chimera. Da quando è stato attivato il numero verde dell’ASL giorno 17 novembre, le linee risultano sempre intasate. Già un tracciamento “volontario” ha una efficacia, in termini di numeri tracciati tutta da verificare, ma almeno si riuscisse a prenotare!

Dopo Riardo, Pignataro Maggiore e Santa Maria a Vico, oggi anche Giovanni Lombardi, il sindaco medico di Calvi Risorta pubblica l’ordinanza che recita:

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Con l’Ordinanza n. 44 del 20.11.2020 a firma del Sindaco del Comune di Calvi Risorta, è obbligatoria la chiusura di ogni scuola di qualunque ordine e grado sia pubblica che privata fino al 3.12.2020.
Fino ad allora si procederà con la didattica a distanza per tutti (anche per gli alunni con disabilità).
Il provvedimento è stato adottato alla luce dei numerosi casi di positività sia locali che regionali e delle numerosissime preoccupazione rappresentate dalle famiglie e dai docenti.
A tal proposito, mi è pervenuta una nota a firma del Presidente del Consiglio d’Istituto Antonio Ferraro che evidenza, appunto, tale situazione di allarme.
Ho sempre ritenuto che la scuola rappresenti una delle istituzioni più importanti ma, in una condizione come questa, trovo estremamente pericolosa un’eventuale apertura.
Da Sindaco e da medico, ritengo che, in un momento come questo, la tutela della salute pubblica sia l’aspetto più importante da tutelare.

Detto da uno pneumologo, in piena pandemia da virus che attacca le vie respiratorie, è un ulteriore garanzia.

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Un altro sindaco chiude le scuole