Saturimetro sempre a portata di mano. MEGLIO CURE A CASA SE POSSIBILE

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Agenzia Stampa Mediapress – Quotidiano on line diretto da Ferdinando Terlizzi – Testata giornalistica registrata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – (CE) con il num. 430/93 – Sede Legale: Corso Aldo Moro, 276 81055 Santa Maria Capua Vetere – (CE) – Telefono 388 429 38 28

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CARINARO/ È MORTA LA ZIA DEL SINDACO NICOLA AFFINITO

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È con immenso dispiacere che apprendo che la carissima MARGHERITA AFFINITO ci ha lasciato.

Alla veneranda età di 91 anni era una delle ultime vegliarde di Carinaro.

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Rimasta nubile si è presa cura dei genitori Nicola e Filomena ed è poi rimasta nella casa paterna con il fratello Pasquale e la consorte Maddalena Capoluongo genitori del nostro Sindaco Nicola Affinito.

Una pia donna molto devota a SANT’ EUFEMIA.

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Ricordo che negli ultimi tempi ha seguito la processione della Santa patrona per le nostre strade in macchina assieme alla cara Ninetta da sempre  inseparabili compagne.

È stata presente ,fino a quando il fisico glielo ha permesso, sempre insieme a Ninetta, Sisina con sua figlia Angela, alle funzioni che si tenevano nella nostra chiesa parrocchiale.

Ha conservato tutti i sani valori che le erano stati trasmessi dai genitori.

In questo momento di dolore ci uniamo alle famiglie Affinito, Capoluongo, D’ Agostino e naturalmente al caro Primo Cittadino.

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CARINARO/ È MORTA LA ZIA DEL SINDACO NICOLA AFFINITO

IL TUO CORPO PARLA di Bartolomeo Valentino*

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Aversa, primo giorno di “zona rossa”/arrivo dell’esercito

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Aversa-Non molto tempo fa il sindaco di Aversa Alfonso Golia aveva chiesto ,attraverso un documento siglato da altri 16 sindaci, l’intervento dell’esercito per monitorare il vasto territorio dell’agro aversano, tenuto conto della limitata disponibilità di volanti da parte dei comuni è limitata.

Ricordiamo,infatti, che dall’inizio della pandemia sono stati registrati, solo ad Aversa,1555 casi di positività (1033 i contagiati attuali, secondo l’ultimo bollettino dell’ASL).

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Durante il primo giorno di zona rossa ad Aversa sono stati avvistati pattugliamenti in strada da parte dei militari dell’esercito e degli agenti della polizia municipale, così come invocato dal primo cittadino

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Con le nuove forze in campo si spera di far rispettare le restrizioni previste dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, con la quale anche la Campania (per 15 giorni) è diventata “zona rossa”

Numerosi cittadini hanno postato su Facebook le foto dei pattugliamenti da parte dell’esercito e della polizia municipale

FOTO


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Aversa, aggiornamento Covid/ Consistente numero di guariti

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Aversa– Ben 138 guarigioni, un decesso e 56 nuovi positivi. Il numero totale dei casi è pari a 1033.

Perlustrando le strade, il sindaco non ha notato le scene di assembramento incontrollato come emerso dai social

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Il messaggio del sindaco A. Golia 

“Cari concittadini,

oggi l’Asl ha finalmente comunicato un consistente numero di guarigioni, ben 138. Purtroppo però c’è stato un altro decesso alla famiglia il nostro cordoglio. In totale sono stati 56 i nuovi positivi rispetto a ieri. I casi totali attivi ad oggi sono 1033 ma speriamo che il numero possa calare in fretta sia per le misure restrittive che per i tamponi di controllo che si stanno effettuando.

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Dalla mezzanotte la Campania entra in zona rossa, di restrizioni più rigide e nuove chiusure. Abbiamo, purtroppo, rivisto file immotivate all’esterno delle attività commerciali alimentari e di generi di prima necessità. Non ce ne era bisogno, i generi di prima necessità non mancheranno così come non sono mancati da marzo a maggio.

Sono stato in centro fino a pochi minuti fa, in strada, come sono solito fare e non ho visto le scene che si vogliono far credere sui social. Non era un deserto, certo, ma nemmeno quell’assembramento incontrollato che si cerca di far passare. Questo grazie anche al popolo aversano.

Siamo intervenuti varie volte nei pressi di una attività di asporto cibo, invitando i presenti in fila a mantenere la distanza di un metro. Ne approfitto per chiedere alle attività che fanno asporto massima collaborazione e di ricorrere a sistemi in grado di ridurre file e attese in strada.

La scelta di tenere via Roma chiusa alle auto con presenza costante dei volontari della Protezione civile e della Polizia municipale credo sia stata giusta. Voglio ringraziare i quattordici volontari, i nove vigili urbani in servizio insieme alle due pattuglie dei carabinieri, una volante della Polizia di Stato e una pattuglia della Guardia di Finanza che stanno continuando il proprio turno di lavoro.

Cari concittadini, a mezzanotte iniziano due settimane di grandi sacrifici. Comportiamoci con responsabilità, rispettando le regole. Siamo una grande comunità e ne usciremo insieme ancora una volta più forti ed uniti, certamente più di ieri.

A domani, per gli ulteriori aggiornamenti e vi ricordo che di pomeriggio su Instagram risponderò in diretta alle vostre domande”

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Aversa, aggiornamento Covid/ Consistente numero di guariti

Aversa/ ok a delibere per esenzione Tari e Piano sociale

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L’Amministrazione Golia al fianco di cittadini e imprese

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“L’amministrazione comunale è al fianco di famiglie e imprese in difficoltà a causa della pandemia. Abbiamo perciò scelto di approvare misure che siano un sostegno concreto a chi è in isolamento/ quarantena e a tutte quelle attività che durante il primo lockdown sono state chiuse o hanno subito un calo del fatturato”. Lo annuncia il sindaco di Aversa Alfonso Golia all’indomani dell’approvazione in giunta di due importanti delibere con le quali si dà inizio ad un programma di supporto alla cittadinanza e si passa alla fase operativa degli sgravi della tassa per lo smaltimento rifiuti.

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“Grazie al NES – Nucleo emergenze sociali della Protezione Civile comunale, alla Caritas, e in collaborazione con la sede territoriale della Croce Rossa – spiega l’assessore alle Politiche sociali Ciro Tarantino – continueremo a garantire, e implementeremo, una serie di attività e servizi alle famiglie in isolamento e/o quarantena: dal servizio di informazione sociale unico al supporto alle famiglie nelle attività quotidiane tra cui la consegna a domicilio di generi alimentari, beni di prima necessità, farmaci, gestione degli animali domestici. Abbiamo inoltre previsto per le famiglie in isolamento e/o quarantena in difficoltà economica una misura di solidarietà fino ad un massimo di quattro settimane attraverso la consegna a domicilio di generi alimentari, prodotti per l’igiene e beni di prima necessità che saranno consegnati a domicilio dai volontari. Mentre il servizio ordinario di consegna a domicilio non è mai stato interrotto e sarà ora implementato – i concittadini già ricevono un messaggio con le indicazioni e il contatto appena la Asl ci comunica l’isolamento o la quarantena –, in settimana sarà comunicata la data di inizio e i requisiti di accesso alla misura di solidarietà”.

“Abbiamo approvato – spiega all’assessore alle Finanze Francesca Sagliocco- la delibera operativa per l’esenzione della Tari 2020 in favore delle micro piccole e medio imprese e dei titolari di reddito di lavoro autonomo, esercenti attività sospese a causa del Coronavirus. Una straordinaria misura di sostegno al tessuto economico della nostra città, realizzata con tre milioni di fondi comunali, che va ad aggiungersi a quelle fatte nei mesi scorsi da Governo e Regione. Un segnale di vicinanza, un aiuto concreto che non era scontato visto le condizioni finanziarie del nostro ente”.

“L’esenzione – spiega ancora l’assessore – è del 100% per le attività che sono state completamente chiuse, mentre è del 50% per quelle attività non direttamente sospese in grado di dimostrare un calo di fatturato nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019. Nei prossimi giorni verrà pubblicata tutta la documentazione necessaria per aderire al bando”.

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Il covid porta via Salvatore Solimeno, un conosciuto istruttore di fitness

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Salvatore Solimeno, istruttore di fitness di Pompei di 45 anni, è morto a causa delle complicanze causate dal Covid-19 all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli.

Nato a Pagani, viveva a Pompei, laureato in scienze motorie e in biologia, era un atleta di body building e si occupava di consulenza alimentare.

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Dal suo blog leggiamo:

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Mi sento prima di tutto atleta ed amo lo sport cui ho dedicato la mia vita, che mi ha portato a diventare quello che sono, e che mi ha insegnato a conoscere mille sfumature che mi permettono ogni giorno di lavorare ed insegnare agli altri ciò che ho imparato negli anni di vita di allenamenti e di studi

Su Facebook, proprio due settimane fa, aveva scritto

In previsione della chiusura di palestre e centri sportivi e di un possibile lockdown, è importante non trovarsi impreparati. Il mio consiglio per il popolo del fitness è quello di approvvigionarsi di manubri, dischi, bilancieri, panchetta regolabile e tappetino, in modo da allenarsi anche se limitatamente in maniera completa. L’attività fisica e la buona alimentazione sono, come ripeto spesso, essenziali per vivere bene e in buona salute”.

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Prestigioso riconoscimento per le Scuole del “Villaggio dei Ragazzi

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Il comunicato:

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Pubblicati anche quest’anno i dati elaborati dalla Fondazione Agnelli: Le Scuole Superiori di II grado della Fondazione Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo” (Istituti Tecnici, Istituto Alberghiero e Liceo Linguistico) tra le migliori scuole di settore nella c.d. classifica Eduscopio. L’obiettivo del progetto – attivo dal 2014 – è supportare i ragazzi e le loro famiglie nell’orientamento alla scelta dell’indirizzo di studio una volta chiuso il ciclo secondario di primo grado (ovvero le medie) indicando quali istituti, nell’area di residenza, preparano meglio agli studi universitari e consentono un accesso più diretto al lavoro post diploma. “Eduscopio”, divenuto rapidamente un un riferimento per tutto il mondo della scuola, ha analizzato, per l’occasione, i dati dei circa 1.275.000 diplomati italiani nei circa 7.400 indirizzi di studio delle scuole secondarie di II grado del nostro Paese, statali e paritarie. I valori misurati dal rapporto hanno riguardato importanti parametri, quali: L’indice  di occupazione dei diplomati che manifestano un interesse esclusivo per il lavoro e la capacità formativa della scuola in termini di inserimento lavorativo. “Essere nell’Olimpo delle migliori scuole dell’ambito provinciale conferma l’ottima qualità della nostra offerta formativa in previsione di un percorso di studi di livello universitario e non solo. Siamo fieri di questo riconoscimento, ancor più soddisfacente vista la difficoltà dei tempi che stiamo vivendo. La nostra formazione innovativa e di qualità consente da sempre ai nostri allievi di sviluppare competenze di livello elevato fortemente ricercate dal mercato del lavoro, oltre che di indirizzarsi senza difficoltà verso variegati percorsi di studio e di vita” – ha commentato il dott. Felicio De Luca, Commissario Straordinario dell’Ente maddalonese”.

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L’Italia “a colori” del Covid

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Il nostro medico Carlo Alfaro, Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi, e i colori dell’Italia: cosa significa in termini di  tutela della salute e sopravvivenza economica

La seconda ondata dell’epidemia italiana di Covid-19 ha portato attualmente il nostro Paese a superare il milione di contagi dall’inizio della pandemia e i 40mila decessi. La diffusione epidemica è attualmente allargata su tutto il territorio nazionale e di livello sostenuto, con un carico sulle strutture ospedaliere non facilmente sostenibile.

In continua ascesa l’incidenza dei casi, i ricoveri in regime ordinario e in terapia intensiva e i decessi, che hanno raggiunto i picchi giornalieri della prima ondata epidemica.

La mortalità nella settimana 4-10 novembre, secondo l’Instant Report Covid-19 dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, è raddoppiata rispetto a quella precedente, arrivando al 4,29%, ed è cresciuta di oltre 10 volte da settembre a oggi, passando da 0,93 casi per 100.000 abitanti nel periodo 12 settembre-11 ottobre a 10,17 per 100.000 nel periodo 12 ottobre-10 novembre (anche se tra il 19 marzo ed il 17 aprile 2020 la mortalità era tre volte di più, 32 decessi per 100.000 abitanti).

Secondo il report settimanale indipendente della Fondazione Gimbe relativo al 4-10 novembre, i casi positivi, i ricoverati con sintomi e i degenti in terapia intensiva sono cresciuti rispetto alla settimana precedente di oltre il 30%, i decessi del 70%. Da un’analisi dei dati riferiti al 10 novembre a cura della Fadoi, la Società Scientifica degli Internisti ospedalieri, a livello nazionale il 68% dei letti dei reparti di area medica risultano occupati da pazienti Covid – ben oltre il 40% indicato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) come soglia di sicurezza- e molte Regioni si avvicinano al “tutto esaurito” o l’hanno addirittura già superato, come Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria.

A preoccupare è anche il trend di riempimento che si sta impennando di giorno in giorno in una inarrestabile escalation. Inoltre, i posti non occupati dai pazienti Covid in realtà non sono disponibili, ma in gran parte occupati da pazienti non Covid: l’area medica infatti sta attingendo ai letti di altri reparti per affrontare la richiesta abnorme di ricoveri.

E intanto le ambulanze, come denuncia la Società Italiana Sistema 118, stazionano in coda davanti agli ospedali nelle città per ore e ore in attesa di consegnare i pazienti al pronto soccorso sovraffollato, mentre l’ossigeno pericolosamente scarseggia perché le bombole di cui sono fornite non hanno una autonomia di così tanto tempo.

Il rischio del collasso degli ospedali è accresciuto dalla cronica e gravissima carenza di personale sanitario. Aggravata, peraltro, come dicono i dati del Gimbe, dalla crescita del numero degli operatori sanitari contagiati, che negli ultimi 30 giorni sono stati 19.217, rispetto ai 1.650 dei 30 giorni precedenti.

Confermano la criticità del quadro anche gli ultimi dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornati al 10 novembre: a livello nazionale i ricoveri Covid nei reparti di area medica superano il 50% in tutte le Regioni e quelli in terapia intensiva raggiungono il 37% come media nazionale (il limite di criticità è fissato al 30%).

Come nella prima ondata, tra le Regioni più duramente colpite Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, ma, differentemente da quella, stavolta la Campania figura ai primi posti per numero di casi. Molte Regioni hanno mostrato nei monitoraggi a cura di Iss/Ministero un salto improvviso della curva epidemica. I 30mila e oltre nuovi casi giornalieri in Italia riflettono anche l’elevato numero di tamponi, ma l’alta percentuale del rapporto tra risultati positivi e tamponi effettuati (circa 15%) testimonia la reale circolazione importante del nuovo Coronavirus.

Sono asintomatici il 50-60% dei positivi (questa estate erano il 90%). La gravità della situazione epidemiologica peraltro comporta difficoltà enormi del sistema di tracciamento delle catene di trasmissione, con conseguente sottostima dell’incidenza e possibilità che casi sfuggiti alla diagnosi continuino a diffondere il virus (aumentano infatti i casi non riconducibili a catene di trasmissione note).

Il problema è anche quello dell’esorbitante numero di tamponi richiesti e dei lunghi tempi per la processazione. Per questo possono essere molto utili i tamponi antigenici rapidi (risposte in 15-30 minuti), che fungono da screening per chi è stato a contatto con un soggetto positivo, ai fini di decidere se indirizzarlo al tampone molecolare di conferma, e nel frattempo porlo in isolamento perché non contagi altri.

Per evitare falsi negativi, il tampone rapido va effettuato almeno 4-5 giorni dopo il contatto a rischio. A far saltare il sistema di tracciamento ha contribuito anche un eccesso di tamponi senza reale indicazione, per l’ansia delle persone (e dei medici) o ad esempio per la gestione delle scuole che pretende certificazioni per ammissione in classe anche per assenze di pochissimi giorni o per motivi non di salute o per sintomi insignificanti, che hanno costretto i pediatri a ingolfare il sistema dei tamponi.

La situazione di carico per il sistema sanitario potrebbe aggravarsi con l’epidemia influenzale, anche se quest’anno le misure di controllo del Covid e l’estensione delle vaccinazioni potrebbe mitigarne l’impatto. Il Centro studi della Fimmg, la Federazione dei Medici di Medicina generale, comunica che ad oggi sono già più di 11 milioni le persone vaccinate dai medici di famiglia, dunque già più della metà dei 18 milioni di dosi previsti nel piano vaccinale.

L’Italia si colloca al momento in uno scenario di tipo 3, secondo la classificazione indicata nel documento Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale. Gli scenari di tipo 3 sono quelli che richiedono lockdown locali e “pulsati” di 1-2 settimane, intermittenti.

Tuttavia, il Ministero segnala che tutte le Regioni/PA manifestano un rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile o moderato ma con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane: quindi il rischio di evoluzione in scenario 4 (lockdown generale) esiste.

L’età mediana dei casi sta salendo, siamo attualmente attorno ai 50 anni e questo rappresenta un fattore di rischio per le forme più gravi che incidono con l’aumentare dell’età.

L’indice di trasmissione del virus a livello nazionale però per fortuna si sta stabilizzando grazie alle misure restrittive messe in essere, ma per raffreddare la curva dei contagi l’obiettivo è ridurlo sotto 1, e ciò sarà possibile solo in virtù dello stretto rispetto delle stesse:

  • ridurre drasticamente le occasioni di interazione fisica tra le persone al di fuori del proprio nucleo abitativo,
  • rimanere a casa il più possibile,
  • rispettare rigorosamente le misure igieniche,
  • usare correttamente le mascherine,
  • eseguire accurato isolamento dei casi accertati e attenta quarantena dei loro contatti stretti.

Una risorsa importante in tal senso saranno i Covid Hotel, che serviranno a ridurre la pressione sui reparti ospedalieri e a curare i contagiati senza sintomi gravi che hanno difficoltà a restare in isolamento domiciliare. Gli indennizzi ai proprietari degli hotel dovrebbero essere a carico dello Stato, il personale sarà a carico delle Regioni.

Un’altra urgenza è l’attivazione in misura efficiente sul territorio delle USCA, Unità Speciali di Continuità Assistenziale, per l’assistenza degli ammalati al proprio domicilio. Così come sarebbe importante dotare capillarmente il territorio di saturimetri per il monitoraggio dei soggetti infettati a domicilio.

In base a due parametri principali: l’indice Rt e la classificazione del rischio attraverso i 21 indicatori stabiliti nel Dpcm del 30 aprile 2020, il Governo suddivide le Regioni in aree di rischio crescente di una trasmissione non controllata e non gestibile di Sars-CoV-2, definite dal colore giallo, arancione e rosso. Poiché però i dati si riferiscono a 2-3 settimane prima, si rendono necessari rapidi “cambiamenti di colore” delle Regioni all’aggiornamento dei riscontri epidemiologici. Con l’ordinanza del 10 novembre, altre 5 Regioni erano passate da “area gialla” ad “area arancione” (Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria), aggiungendosi a Puglia e Sicilia, mentre era entrata in “area rossa” anche la PA di Bolzano, in aggiunta a Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta. Con una ulteriore ordinanza, operativa dal 15 novembre, basata sui nuovi dati dell’ultimo monitoraggio, sono salite a 7 le Regioni di “area rossa” (anche Toscana e Campania) e a 9 quelle di “area arancione” (aggiungendosi Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche).

Restano dunque in “area gialla” solo Lazio, Veneto, Molise, Trento e Sardegna. Sono a questo punto circa 20 milioni i cittadini che si trovano nelle aree rosse e altrettanti nelle aree arancioni.

In Italia si percepiscono come due mondi distinti in questo momento: quello dei sanitari, che, soffocati dall’impatto devastante dell’ondata di ammalati sulle strutture di cura (considerando, come ricorda il sindacato CIMO-FESMED, che negli ultimi 2 mesi i nuovi casi sono aumentati del 251%,  i ricoveri ordinari del 1.459%, i ricoveri in terapia intensiva del 1.711%), invocano misure restrittive drastiche per salvare tanto i pazienti Covid quanto gli altri, e quello di molte persone non coinvolte direttamente dalla malattia, che non percepiscono la gravità dell’epidemia o la pericolosità clinica del Covid, ma piuttosto, avvertendo la situazione come “quasi normale”, si sentono ingiustamente defraudati della propria vita, del lavoro, del guadagno e della libertà.

Purtroppo, le misure di restrizione causano per molte persone privazioni, sofferenze, difficoltà, miseria. Ma in realtà, come ha affermato Medici senza Frontiere in una nota, dobbiamo essere consapevoli che tutti i cittadini, nessuno escluso, hanno delle responsabilità collettive di fronte alla pandemia, ricordando che è l’interesse della comunità ciò che garantisce il benessere di tutti. Solo così si può comprendere che i due valori in gioco, la tutela della salute e la sopravvivenza economica, dei singoli e del Paese, non sono contrapposti ma strettamente dipendenti l’uno dall’altro.

(Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

L’Italia “a colori” del Covid

EDITORIALE:  Esame di immaturità di Marco Travaglio/ 15 Novembre 20/ Il Fatto Quotidiano

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EDITORIALE:  Esame di immaturità di Marco Travaglio/ 15 Novembre 20/ Il Fatto Quotidiano