Castel Campagnano. Primo decesso per Covid e primo ‘affondo murale’ della minoranza: epidemia in libertà?


Risveglio traumatico per i residenti nel piccolo Comune campagnanese e in particolare per i residenti della frazione Squilleove, per la verità, già nella serata di sabato dal nosocomio casertano era trapelata la notizia del decesso di un’anziana di Squille, inizialmente ricoverata presso l’ospedale di Marcianise e poi trasferita a quello del capoluogo, almeno sulla carta più attrezzato per fronteggiare la mortale epidemia, che purtroppo alla donna non ha lasciato scampo.

Traumatico ancor più per i campagnanesi il week end, durante il quale si è registrato il primo attacco della minoranza consiliare, proprio riguardo alla gestione comunale dell’epidemia di seguito riportato quasi testualmente dal murale:

COVID IN LIBERTÀ 

Sentirsi allontanati per essere cittadini di un comune Covid fuori controllo è una brutta umiliazione. Ma questo sta succedendo in diversi contesti che ben conoscono la realtà di Castel Campagnano.

Si viaggia ormai verso i 50 casi accertati su meno di 1500 residenti reali. Tutto ciò nell’inerzia assoluta delle autorità.

Noi della minoranza, ben consapevoli delle difficoltà ma soprattutto dei limiti nonché dei compromessi di questa maggioranza, avevamo offerto disponibilità dal primo momento per dare una mano ad affrontare la situazione.

Ma siamo stati ignorati. Abbiamo suggerito e compulsato il Sindaco ad assumere iniziative concrete per arginare la situazione, ma abbiamo ricevuto solo risposte in perfetto stile burocratico nascondendosi dietro la tecnocrazia delle autorità sanitarie ormai al collasso e impossibilitate a dare sempre risposte adeguate.

Vi era e vi è l’obbligo morale, prima che istituzionale, da parte del Sindaco di assumere autonomamente, nell’ambito dei poteri di massima autorità sanitaria locale iniziative volte ad arginare il fenomeno.

E non sarebbe stato difficile in considerazione che il focolaio principale è apparso fin dal primo momento legato al centro “OASI”.

Sarebbe bastato fare solo lì zona rossa e tracciare subito i contatti dei positivi con gli opportuni provvedimenti cautelativi.

Invece abbiamo assistito all’antologia delle cose da non fare.

Anche l’iniziativa di uno screening ampio sulla popolazione da noi proposto e condiviso dalla C.O.C. è stato inspiegabilmente abbandonato.

Tutto è stato lasciato alla responsabilità dei singoli e con totale assenza di controlli.

Spesso si assiste a comportamenti pregiudizievoli per la salute anche in luoghi pubblici.

Eppure con una popolazione piuttosto anziana il rischio di situazioni gravi è continuo.

Si può confidare solo sulla buona sorte? Si può accettare tanta superficialità, incompetenza e mancanza di coraggio?

Lo sconforto regna sovrano.

COMUNITÀ LIBERA – IL GRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA

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