Formia-Cascano. Omaggio al poliedrico Renato Filippelli: struggente ricordo di Lucio Romano

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Renato Filippelli, poeta storico della letteratura italiana, docente nell’istituto universitario “Suor Orsola Benincasa”

di Napoli, presidente del Premio Internazionale Culturale “Giano Città di Formia” nonché direttore dell’Osservatorio Editoriale “Giornale del Golfo”, che era nato a Cascano il 19 febbraio 1936, il giorno 20 maggio 2010 ha raggiunto la casa del Padre, lasciando un gran vuoto fra i propri cari, i suoi amici e il mondo della cultura italiana.

Con Renato siamo stati amici per quarant’anni.

Il nostro sodalizio è nato quando sono stato studente in una scuola di Formia, da allora abbiamo intrapreso insieme, numerose iniziative culturali che hanno fatto sempre registrare tanti successi.

Quando nel 1988 fu costituita l’Associazione “A.R.T.E. 2000” (Associazione di Ricerca Turistica Ecologica aderente alla Federazione Nazionale “Pro Natura”), il mio amico Filippelli accettò con piacere la carica di presidente onorario, partecipando a tutte le iniziative e manifestazioni organizzate nell’ambito di be cinque Festival Internazionali di Ecologia.

L’azione di A.R.T.E.2000 nelle varie manifestazioni a difesa dell’ambiente mirava ad essere riconosciuta come un “monito a chi presume di separare il proprio destino da quella della natura”.

Non è facile e forse è possibile, una risposta che non assomigli a una supposizione perché nessun meccanismo statistico è in grado di misurare i mutamenti che un’azione etica – civile promuove nella coscienza collettiva.

Un fatto concreto Renato e lo scrivente lo avevamo raggiunto: già nei due precedenti Festival Ecologici, infatti, la stampa nazionale diede ampio eco alle nostre iniziative.

Inoltre avevamo coinvolto quasi tutti i gestori del potere pubblico nella nostra provincia, sollecitandoli a uscire dal comodo limbo-rifugio delle adesioni di massima e impegnarsi con concretezza coraggiosa e tangibile.

Uno dei fini perseguiti, sin dall’inizio, da A.R.T.E. 2000 era appunto la sensibilizzazione del settore politico amministrativo.

L’altro fine, certamente più ambizioso, era quello di coinvolgere l’intero corpus sociale in un processo di rifondazione della coscienza ecologica: ebbene la massiccia presenza di un pubblico eterogeneo (professionisti, studenti, operai, impiegati e contadini) alle manifestazioni promosse da A.R.T.E. 2000 sembrava legittimare l’ipotesi che lo sforzo intrapreso aveva agito come due grosse pietre lanciate nello stagno dell’indifferenza della vile acquiescenza al degrado ambientale.

Renato Filippelli non è stato uno scienziato, né un ecologista di professione, ma un uomo di lettere e di arte con radici ben piantate nella memoria della civiltà contadina.

Ecco cosa ebbe a dire in occasione dei vari festival di ecologia organizzati da A.R.T.E. 2000: “L’ adesione ai programmi ambientali è stata per la mia vita un’immersione nei ritmi della militanza civile, dove la letteratura esorcizza se stessa come ozio umanistico e si fa apporto e dono di saggezza propositiva.

Del resto, se l’ecologia, prima ancora che scienza esatta, è sentimento immediato, stato d’animo idea-forza, io l’ho vissuta ed espressa già al tempo degli studi raccolti e solitari.

Alcuni anni or sono, quando più gravi erano gli insulti ecologici per la totale mancanza di normative e strutture idonee a porvi riparo, io scrissi una lirica che ebbe l’onore di ottenere svariate recensioni e commenti su quotidiani, riviste e testi di scuola”.

Con Renato Filippelli nel 1990 abbiamo ideato il premio letterario “Giano città di Formia” che nel 2009 ha tagliato il traguardo dell’ottava edizione.

Riportiamo, fra i tanti, un sagace commento del Presidente Filippelli risalente al 29 maggio 2006, nel corso della sesta edizione del Premio Culturale Giano:

Il nostro intento è quello di adeguare l’impegno di promozione culturale del nostro ambiente alle esigenze in una città che non supporta chiusure settoriali e municipalistiche.

Siamo sicuri che la nuova formula onorerà la storia del ‘Premio Giano’ che polarizzò su di se l’attenzione e il consenso amministrativo dei maggiori eventi culturali in Italia e all’Estero, ponendo la città di Formia al centro di coordinate che testimoniano la volontà da parte del gruppo ‘Giornale del Golfo’ di contribuire alla rifondazione di quei valori che, ieri come oggi, costituiscono la base d’ogni crescita etico-civile” .

Le conversazioni con Renato Filippelli nel corso di tutti questi anni sono state tante; alcune le ho riportate anche sul “Giornale del Golfo”.

Ricordo che nel mese di dicembre 2002, dopo aver discusso con lui sui temi della presenza femminile e della natura nella trasposizione letteraria, nell’imminenza delle festività natalizie, affrontammo un tema che potrà sembrare inusitato fra due laici come noi: “Il Natale nel suo più genuino significato nella civiltà dei consumi”.

A Renato posi una domanda su cosa ne pensasse della posizione dei giovani di fronte al Vangelo: ecco la risposta: “Non credo che si possa parlare di rifiuto.

Le nuove generazioni, quando non sono fuorviate da falsi miti o dalle cosiddette ‘religioni di sostituzione’, care ai cultori del nichilismo, sentono il fascino del genuino cristianesimo, custodito dal Vangelo.

Sono infiniti gli esempi di giovani che, attraverso il volontariato assistenziale, testimoniano, senza clamori pubblicitari, la loro adesione alla morale evangelica, al suo appello, alla solidarietà come dono gratuito, che nulla chiede in cambio”.

Il viaggio nella letteratura italiana contemporanea era l’argomento preferito dello scrittore della “Terra Aurunca”.

Filippelli ebbe importanti incontri con alcuni protagonisti della società culturale e artistica napoletana da lui frequentata nel corso della sua attività professionale.

Giova ricordare: Domenico Rea, Michele Prisco e Mario Pomilio.

Proprio conversando su Mario Pomilio, scrittore nativo di una città abruzzese, Orsogna in provincia di Chieti, ma napoletano di adozione e frequentatore assiduo di paesi e città della “Terra Aurunca” posi a Filippelli una domanda specifica: “Quale posto hai dato a Mario Pomilio nell’ultimo dei setti volumi che formano la tua -e di tua figlia Fiammetta- monumentale storia letteraria”?

La risposta non si fece attendere: “Gli ho riservato un posto ragguardevole già nella prima edizione della mia Storia quando egli si divideva fra gli impegni accademici, il lavoro editoriale e l’ufficio di deputato al Parlamento Europeo.

Più tardi, nella sezione antologica, ho allargato lo spazio a Lui dedicato, scegliendo e commentando brani da il Testimone e da il Quinto Evangelio, Suo capolavoro”.

Abbiamo parlato, in quarant’anni, di amicizia di tanti scrittori, come testimonia un ampio reportage in merito, senza trascurare importanti testimonianze di vita atte a celebrare l’immenso impegno culturale del mio amico Renato Filippelli.

(Lucio Novelli – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)
https://www.teleradio-news.it/2018/02/03/formia-cascano-omaggio-al-poliedrico-renato-filippelli-struggente-ricordo-di-lucio-romano/

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