Castel Campagnano. Elezioni locali: pomo della discordia il business del cemento in zona agricola?

castel-puc-15x10-leopardo-1cemento_15x10-business-1Tornano di seria attualità, nell’imminenza delle elezioni, le denunce del raggruppamento sostenitore del candidato sindaco Nicola Campagnano a proposito del PUC; acronimo di Piano Urbanistico comunale per il quale, in sede di pubblica audizione sono stati presentati gli elaborati preliminari del l’UC, approvati con delibera …. a voti unanimi, nei quali avremo dovuto riscontrare gli indirizzi di piano per lo sviluppo urbanistico della nostra comunità.

Invece ci siamo ritrovati di fronte ad un elaborato tecnico in cui i principi urbanistici sono solo mortificati o usati strumentalmente in chiave pre-elettorale.

Sono state usate carte vecchie di 15 anni in cui non sono stati riportati i fabbricati costruiti in questo ultimo decennio, i capannoni della zona PIP.

L’isola ecologica, esce…

Eppure la redazione del PUC è costata 47.939 euro!

Amministrazione approssimativa e distratta quando si tratta di spendere i soldi pubblici (dei cittadini),

Solo per queste gravi inadempienze (gli antagonisti si sarebbero aspettati) a viva voce il ritiro degli elaborati e la loro ripresentazione con gli aggiornamento dovuti, senza oneri aggiuntivi.

Esaminando poi l’elaborato saltano all’occhio delle gravi carenze.

In via preliminare c’è da osservare che nessuna azione, sotto forma di tavolo istituzionale, è stata avviata con l’Autorità di Bacino al fine di rivedere i vincoli sul nostro territorio e poter rendere così ottimizzabile l’uso dei ioni della zona PIP e/o di poterla ampliare.

Alcuni imprenditori, infatti, richiedono la possibilità di raddoppiare i loro capannoni ma la cosa è impedita dai suddetti vincoli.

Qui si tratta di posti di lavoro! Occorre fare l’impossibile;

Non si prevede la realizzazione del ponte di collegamento con la Fondo Valle Isclero né viene rappresentato il progetto dell’Alta Velocità con il suo Piano di esproprio e gli eventuali conflitti con il suddetto progetto;

Il Depuratore viene lasciato a ridosso del centro abitato, con tutti i disagi connessi, senza tentare qualsiasi sforzo per una sua delocalizzazione;

Si prevedono aree di parcheggio scollegate dalle strade di accesso o irrealizzabili per la presenza di vincoli paesistici;

Si assiste all’inserimento di aree edificatorie di completamento (zone B) posizionate un po’ qua un po’ là e sovradimensionate esclusivamente in chiave pre-elettorale;

La delocalizzazione del Cimitero a ridosso del Bosco in zona isolata sembra inopportuna, esagerata ed impraticabile, specialmente per le persone anziane.

Vi sarebbero soluzioni migliori che possano integrare vecchio e nuovo?

Vengono individuate numerose zone “D6” a Squille, destinate alla produzione dell’energia alternativa: ma di quale energia alternativa?

Se si escludono gli impianti geotermici e fotovoltaici irrealizzabili per varie ragioni.

Rimangono gli impianti per la Produzione di biogas (o qualcosa di peggio)!

Vuoi vedere che il Sindaco, al termine del suo percorso, ci lascia un bel regalo?

Invitiamo gli amministratori a ritirare tale proposta rendendo i cittadini consapevoli di tali gravi decisioni che riguardano il futuro della comunità, dando apertura a processi democratici di partecipazione che farebbero bene a tutti.

I cittadini. Uniti si può!

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