Caiazzo. Opere Pie: Sgueglia punta a coinvolgere la minoranza per scongiurare il peggio

CZ-10x75-Opere-Pie--300x224tom-11x15-tricolore1 Caiazzo-15x10-Consiglio-com-25-10-2014-10Una soluzione al grave problema delle Opere Pie, paralizzate in seguito alle dimissioni massive del Consiglio di amministrazione nominato anni addietro dal sindaco pro tempore Stefano Giaquinro potrebbe essere almeno prospettata nel corso dell’incontro espressamente fissato dal sindaco Tommaso Sgueglia per il pomeriggio di lunedì  27 ottobre.

La notizia rappresenta una delle chicche emerse durante l’ultimo Consiglio comunale, sebbene sia trapelata” solo in seguito alle schermaglie che si sono registrate fra opposizione e maggioranza, attaccata in particolare da Ella Sibillo ed Antimo Cerreto che hanno fermamente contestato l’esagerato aumento dell spese “previste” per la gestione del “busiess monnezza” e il mancato recupero di crediti riportati in bilancio, cioè concorrenti a determinarne il pareggio, ma difficilmente esigibili se non addirittura prescritti.

Anche l’altra “chicca”, a nostro sommesso parere rilevante, per la cronaca, riguarda la posizione del vice sindaco, il quale, alle obiezioni della minoranza, ha ribattuto che lui aveva dato ai funzionari indirizzi per ovviare ai problemi, ma invano.

Il che, leggendo fra le righe, lascia immaginare una grave discrasia intestina alla stessa maggioranza, dove evidentemente non tutti “remano” nello stesso senso ovvero gli incolpevoli funzionari sono costretti a barcamenarsi fra più referenti politici.

Questo -sia ben chiaro- se bene si è inteso dalla parte del pubblico, atteso che, durante le pubbliche sedute, i preposti continuano a lasciare inattivo l’impianto di amplificazione sonora, sicuramente non per “auto spending review“, atteso che per tutta la (lunga) durata dell’assise sono rimaste le luci accese nonostante il salone fosse fin troppo assolato.

Ora però il focus è concentrato sul problema delle Opere Pie atteso che, infervorato dalla discussione “finanziaria”, che vedeva i suoi “sotto scacco” della minoranza, il sindaco Tommaso Sgueglia ha preso con fermezza il bandolo, illustrando la situazione, delicatissima, dell’ente di beneficenza, cui appartiene gran parte del patrimonio immobiliare del centro storico, purtroppo molto fatiscente.

Fatte sempre salve le riserve per il precario ascolto, Sgueglia ha invitato tutti i consiglieri a partecipare a un incontro espressamente fissato per il pomeriggio di lunedì 27 ottobre in quanto la Regione ha sollecitato la nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione, in sostituzione di quello dimissionario, preavvisando, in caso di perdurante inerzia, la nomina di un commissario al mero fine di decretare (a spese del Comune, cioè dei contribuenti) lo scioglimento dell’ente Opere Pie.

Persi i proverbiali buoi tuttora trattenuti per le corna, quindi, in tale inopinato frangente, ai nostri baldi amministratori la Regione “offrirebbe” la possibilità di riprenderli per la coda, fuor di metafora, di rilevare nuovamente le Opere Pie, accollandosi però una spesa ingentissima, ma il peggio è che, col subentro del Comune. decadrebbe la “impignorabilità” dei cespiti, che ora cautela dalle minacciate azioni giudiziarie di due presunte dipendenti che rivendicherebbero circa un milione di euro…

Ma il fondo sarebbe ancora da toccare poiché, qualora il Comune non fosse in grado di fronteggiare la spesa o ritenesse politicamente inopportuno reimpossessarsi dell’intero ambaradan, il rischio maggiore potrebbe celarsi dietro quella che qualcuno “disinteressato” già prospetterebbe come soluzione ideale, cioè che un altro Comune potrebbe farsi avanti per appropriarsi di una consistente “fetta” immobiliare del centro caiatino, fatiscente tanto da rendere forse più facile la ricostruzione, nonostante i vincoli, e la conseguente speculazione edilizia cui alludono i soliti maligni.

Ciò nonostante, da quanto trapelato durante il Consiglio comunale, la minoranza non intenderebbe essere coinvolta nella situazione, mentre qualcuno vocifera che, sia pure per interposta persona, lo stesso “gruppo” Sibillo potrebbe essere interessato all’affaire: chi vivrà vedrà…

 

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