Castel Campagnano. ‘Ristagno’ politico: duro ‘affondo’ dell’ex sindaco Nicola Campagnano

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Si pone quale lettera aperta ai concittadini ma in realtà contiene numerosi spunti di riflessione pre elettorale la seguente nota dell’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza Nicola Campagnano.

Si avvicinano le elezioni e si avverte un certo fermento.Il dibattito però sta prendendo una piega non molto utile alla comunità.

Vengono mosse critiche tanto severe quanto giuste all’amministrazione uscente ma anche alla minoranza.

Una proposta politica vera non c’è, se non qualche tentativo di aggregazione elettorale. Non tutti hanno chiara la  gravità  della situazione.

C’è chi sostiene che la minoranza  non ha fatto il proprio dovere. Qualcuno arriva ad ipotizzare improbabili complicità. E’ vero che possiamo aver dato l’impressione di esserci stati poco e di questo  vi chiedo, in qualità di capogruppo, scusa,  ma le cose non stanno proprio così.

Le scellerate azioni amministrative che andavano denunciate lo sono state tutte. Gli atti deliberativi lo dimostrano. Purtroppo a Castel Campagnano i consigli comunali si fanno sui marciapiedi e di quello che realmente avviene non si sa nulla. Il fatto vero è che non abbiamo fatto chiasso.

Questa è stata una scelta politica del gruppo, conseguenziale alle vicende elettorali del 2010, che io ho rispettato,con molta sofferenza, ma con uno scopo preciso: eliminare l’alibi della maggioranza fondato sulla teoria dell’aggressione che finiva, in modo assurdo, per giustificare l’incapacità amministrativa e monopolizzava l’attenzione dei loro elettori sulla difesa a oltranza.

Abbiamo dato tranquillità ai loro elettori, non già agli amministratori, perché potessero cominciare a riflettere, a guardarsi dentro, ad avvertire il disagio del malgoverno. Bene.

Se oggi ciò è avvenuto, se le critiche anche all’interno del loro elettorato ci sono, la minoranza ha centrato l’obiettivo e ha reso un alto servigio alla comunità.

Il rimprovero di non aver fermato iniziative discutibili non è corretto. In genere ci siamo trovati di fronte a forzature e  furbizie  che investono il piano dell’etica politica e non già a delle evidenti violazioni formali o sostanziali di leggi.

Tenere lontane le mani dalla cosa pubblica è essenzialmente un problema di etica.

Intervenire con familiari o amici nell’acquisto di beni dell’ente e altri immobili del centro storico di Squille alla vigilia di possibili finanziamenti pubblici cospicui e, ancor  più,  al fine di intercettarli, mettere in piedi in qualche giorno una progettazione, inserirla nell’elenco delle opere pubbliche convocando il consiglio comunale d’urgenza  all’alba e approvarla in giornata con l’aggravante, poi, di avergli dato la precedenza rispetto ad una emergenza vera come l’acquedotto, non è stato certo un bell’esempio di  correttezza e trasparenza. Quegli immobili hanno lo stesso valore di ieri?

E quando la comunità avrà un’altra occasione per rifare l’acquedotto? Lascio a voi le conclusioni.

Non è eticamente corretto far concorrere parenti molto stretti per l’appalto di gestione di un bene pubblico come è avvenuto con la villa comunale. E cosa più grave non si gestisce tale bene come se fosse privato e i canoni di fitto risultano iscritti nel bilancio alla voce “residui  attivi” (somme  ancora da incassare).

Non si fanno spuntare dal nulla due opportunità di lavoro a spese dei contribuenti nel bel mezzo di una contestazione interna che , per incanto, si sopisce.

Sono questi gli aspetti che dovrebbero far riflettere. Il pantano in cui la comunità si è cacciata è  fondamentalmente legato alla perdita di valori che si è tradotta in pericolosa carenza di etica politica e di democrazia. Conflitti di interesse e oggettivi condizionamenti del consenso  non vengono più correttamente avvertiti.

Anche nelle scelte per la TASI, giustamente attaccate con un recente manifesto, oltre a qualche dubbio di legittimità, vi è un immenso conflitto di interesse.  Chi  denuncia finisce per essere il cattivo della  situazione, l’antipatico e l’arrogante da allontanare o eliminare. Non solo. Conflitti che riguardano la sfera politica e amministrativa vengono vissuti come attacchi personali.

In questa lacerazione si è persa la via, e lo smarrimento  si tocca con mano.

Molti mi chiedono delle mie intenzioni future. A tutti ho risposto che resto a casa.

Resto a casa perché oggi, per quanto  detto,  non vi sono le condizioni per fare politica vera, quella con la P maiuscola. Al sottoscritto non ha mai interessato il potere come la macchina del fango, operante da anni,  ha cercato di far credere. Ho sempre lavorato mettendo al centro la supremazia dell’interesse pubblico mortificando, e non una volta, anche legittimi interessi personali. Un esempio: cercate su internet la voce “Normandia  Nicola Campagnano” . E  ce ne sarebbe ancora. Non ho fatto mai pesare a nessuno la mia disponibilità e il mio impegno.  Ingratitudine, invece, ne ho vista tanta ma non me ne sono mai fatto un problema.

La grave carenza di etica e di trasparenza, il condizionamento del consenso, il costante conflitto di interesse, l’assoluta mancanza della centralità dell’interesse pubblico a favore del  dominio del piccolo interesse privato, sono devianze, purtroppo, ancora abbastanza diffuse e rischiano di condizionare anche le prossime elezioni. Io non riesco a tollerarle e sono stanco di denunciarle senza essere ascoltato o creduto.   Qualcuno afferma, non so quanto in buona fede, che la comunità ci guadagna. Lo spero vivamente. Ad oggi però i fatti dicono l’esatto contrario.

Questa è la scelta basata  sulla razionalità. Per contro la passione rimane perché la passione politica, quella vera è scritta nei geni ed è insopprimibile. Quella continua a sperare che qualcosa cambi. Che questa comunità drizzi la schiena, si riappropri della propria libertà, della propria dignità,. Che abbia uno scatto di orgoglio e ritrovi i valori e gli stimoli per riprendere il cammino.

Vi sono in questi giorni alcune iniziative e alcuni atteggiamenti interessanti. Ho però la sensazione che stiano scivolando verso un  autoreferenzialismo sterile. Sarebbe un peccato. A mio avviso, serve di più e qualcosa di diverso. I problemi da affrontare sono immensi sia sul piano dei valori che su quello delle cose pratiche. Dalla primavera 2007 stiamo assistendo impotenti ad un progressivo arretramento. Le  occasioni mancate, come il ponte, peseranno enormemente sul futuro. La situazione è drammatica. Il bilancio ( o meglio, il conto della massaia) di previsione 2015 lo conferma ulteriormente. Tasse al massimo, possibilità di indebitamento per la contrazione mutui quasi azzerata, bilancio sostenuto dagli “incasserò” ( i famosi residui attivi) che non si verificheranno mai e che determinano una sostanziale situazione di dissesto, patrimonio pubblico in abbandono ( vedi cimitero, isola ecologica,  rete stradale, acquedotto, palazzo Aldi, scuole, pubblica illuminazione, etc.), territorio trascuratissimo, programmazione urbanistica assente, servizi costosissimi e inefficienti con la TARI in aumento  (circa 20.000,00 euro in più della TARES)  e nessuna idea per ridurre le spese. Crollo della capacità di attrazione verso investimenti esterni.

Io vedo una sola via di uscita. Tutti i cittadini che ritengono di poter mettere in campo una prospettiva politica e una strategia di governo efficace, tutti coloro che avvertono la necessità di ribellarsi a questa condizione di degrado e assenza di progettualità, debbono dare  il loro contributo abbattendo  steccati,  barriere, invidie e preconcetti.

E’ il momento dell’umiltà, della riflessione, della riscoperta delle proprie radici, della ricerca della verità, della disponibilità pura, della comprensione, del superamento dei risentimenti personali.

E’ il momento di recuperare e affermare i valori veri e lasciarsi guidare unicamente da questi. Bisogna avere il coraggio e la forza di dire “io ci sto” e mai “io sono” o “io voglio”.

Con questo spirito mettersi intorno ad un tavolo e  progettare il futuro senza pretese né preclusioni. Ricercare e consolidare la condivisione e poi collegialmente scegliere la squadra e la guida. Su questo faccio un appello a tutti coloro che si  riconoscono in tali principi di battere un colpo senza indugio né timori. Il tempo è poco ma ancora sufficiente.

Uniti si può ancora vincere!

In tale prospettiva sarebbe ovviamente naturale per me, ritrovare stimoli e fiducia per dare il mio contributo, se ben accetto e in qualsiasi ruolo. Questa comunità non merita tanta umiliazione. Deve ritrovarsi, liberarsi delle distorsioni, risollevarsi e ritornare ad essere protagonista orgogliosa del proprio  futuro.

(Nicola   Campagnano  – Consigliere Comunale – via 115 Facebook Messaggi – LETTERA APERTA AI CITTADINI)

di TeleradioNews

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