Caiazzo. Manuela Villa: grande concerto, ma cresce la protesta per la nuova chiesa

manuela-15x10_villa-15manuela-villa-11Apprezzamenti e consensi per i festeggiamenti organizzati in onore della Madonna del Rosario e in particolare per il graditissimo spettacolo di Manuela Villa, degna erede dell’insuperabile Claudio, che durante lo show non ha lesinato neppure il dialogo con alcuni spettatori, perfino in dialetto napoletano-romanesco, riscuotendo scroscianti applausi.

Non sono mancate però le polemiche per quanto attiene la parte religiosa perla decisione di non far celebrare la messa vespertina nel duomo, nella serata di sabato, per quanto è dato sapere, per favorire il flusso di fedeli nella chiesa di San Nicola dove, in pratica contestualmente, era stata programmata una funzione celebrata dal vescovo.

Non è tutto perché, proprio nel giorno dedicato dalla Chiesa al santo patrono d’Italia, Francesco d’Assisi, dal quale ha mutuato perfino il nome il Papa, la stessa chiesa di san Francesco è stata chiusa senza alcuna celebrazione vespertina.

Si tratta peraltro di polemiche di poco conto, soprattutto in rapporto a quella che invece monta per la decisione di far costruire una nuova chiesa (rectius: centro pastorale, molto più esteso) nella zona popolosa ma periferica di via Caduti sul Lavoro, senza preoccuparsi degli innegabili effetti deleteri che ciò comporta non solo per l’ambiente -considerando le immaginabili colate di cemento destinate a cancellare per sempre altro verde, certo non giustificabili per il lucro che può conseguire alla trasformazione da agricolo a edificabile di un appezzamento, per quanto si vocifera, già acquistato con inusitata lungimiranza- ma soprattutto per la stoccata letale che ciò potrebbe rappresentare per il già agonizzante centro storico, ove sempre più persone si chiedono chi aspetta il Comune a espropriare parte del giardino in sostanza abbandonato dal vescovo, per renderlo fruibile dalla collettività che in tutti i casi andrebbe privilegiata.

Polemiche che si aggiungono alle altre conseguite alla decisione di cancellare quanto deciso dall’ultimo vescovo vissuto e amato da tutti, il compianto monsignor Angelo Campagna, stravolgendo perfino gli ambiti parrocchiali, asserendo di aver prima ascoltato i fedeli, evidentemente consenzienti, se non addirittura ispiratori di siffatti stravolgimenti, il che non risulterebbe a nessuno dei non addetti ai lavori ovvero dei comuni “fedeli”…

Tutto questo non centra con la festa, riuscitissima, ma che ormai appartiene al passato, mentre il presente fa registrare crescenti polemiche e proteste, scaturite in una sottoscrizione per chiedere fiduciosamente al vescovo di “riflettere” prima di compiere passi avventati e che la comunità, composta proprio da “fedeli”, dimostra di avversare.

Chiunque fosse interessato a firmare il documento può farlo recandosi al bar “Il Pancione” ubicato di fronte alla sede della Banca Popolare di Ancona, cioè nell’ala più agonizzante del centro storico caiatino…

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