S.Anastasia (NA). Scoperta fabbrica di scarpe false con 11 dipendenti in nero

finanza-scarpe-2Il personale della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta ha scoperto un altro opificio

in Sant’Anastasia (NA), attrezzato per la produzione di calzature recanti il marchio “Hogan” contraffatto che, dopo essere state ultimate e prima di essere immesse sul mercato, venivano stoccate in un deposito sito in Marigliano (NA), abilmente occultato all’interno di un’area di ricovero di autobus e mezzi pesanti.

La fabbrica è stata individuata in uno scantinato posto all’interno di un fabbricato chiuso da un cancello elettronico, che veniva aperto solo previ contatti telefonici con la persona che aveva il compito di trasportare le scarpe presso il deposito distante circa due chilometri dall’opificio.

Nella circostanza, a seguito di perquisizioni dei locali, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro, oltre ai 18 macchinari utilizzati per la linea di produzione, a 2 cliché e all’autovettura utilizzata per il trasporto della merce contraffatta, 76.000 accessori vari e oltre 1.100 paia di calzature pronte per essere vendute, di ottima rifinitura e complete anche di scatola, busta e tutti gli altri componenti aggiuntivi presenti nelle confezioni originali delle Hogan (perfino le etichette adesive con i codici a barre).

Il titolare dell’attività e 11 soggetti sorpresi mentre erano intenti alla lavorazione dell’illecito prodotto sono stati segnalati, a vario titolo, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola.

Il fenomeno della contraffazione è particolarmente radicato nel territorio napoletano, attesa la forte richiesta del mercato “nero”, costituito principalmente da operatori che svolgono la commercializzazione dei prodotti illegali nell’ambito dei mercati rionali.

Le operazioni di servizio svolte hanno consentito di smascherare le illecite attività, le cui strutture erano organizzate per gestire l’intera catena di lavorazione delle tomaie e delle suole in gomma, passando all’assemblaggio, per poi ultimare il prodotto con l’apposizione, mediante clichè contraffatti della nota griffe.

In tal modo, si ottenevano scarpe identiche alle originali, da immettere sul mercato “parallelo”, provocando così concorrenza sleale, svantaggi economici per le aziende titolari del marchio e, soprattutto, danni ai consumatori, indotti all’acquisto di prodotti falsi.

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