Pagamenti, obbligo POS: altro pasticcio all’italiana, ma banche e ‘POSsisti’ ringraziano!

POS-15x6-bancomat-1POS-15x15-costi-1POS obbligatorio da lunedì 30 giugno per tutti i professionisti, ma (dicono!) nessuna sanzione per chi non si adeguerà.

Fioccano le polemiche sui costi delle transazioni (vedasi prospetto in foto a destra, ndr.)

Lunedì 30 giugno (neanche il primo giorno del nuovo semestre hanno atteso: quando si dice “interesse”!) per tutti i professionisti, ma non solo, è scattata una rivoluzione molto importante.

Che siate un idraulico, un elettricista o un fac-totum, ora, dopo aver sturato un lavandino o cambiato una lampadina, i clienti potrebbero poter prendere di pagare solo tramite bancomat o carta di credito.

Da oggi infatti scatterebbe l’obbligo per tutti i professionisti di disporre di un POS per accettare i pagamenti tramite bancomat o carta di credito, ma solo per le fatture superiori ai 30 euro.

Un obbligo con il condizionale in realtà, perché per tutti coloro che decideranno di non adeguarsi, non scatterà nessuna sanzione.

Così, almeno vogliono “darcela a bere” i media cosiddetti di regime, finanziati a piene mani da lor “signori” del potere, perché, in realtà, chi non si adegua è fuori dal mercato, oppure deve rinunciare alla clientela, o, peggio, al pagamento!

Il decreto che ha posto in essere questo nuovo obbligo ha avuto una vita molto travagliata.

L’idea del bancomat per tutti, nasceva col Governo Monti che voleva perseguire con tutti i mezzi il fenomeno dell’evasione fiscale.

Obbligando ai pagamenti tramite bancomat, i professionisti sarebbero forzati ad emettere fatture le cui transazioni, in tal modo, non potevano sfuggire alla “tracciatura”.

Tuttavia, sin d’allora fioccarono le polemiche.

Professionisti e artigiani, sopratutto i più piccoli, con l’appoggio delle associazioni di categoria sottolineavano come per loro, l’adozione del bancomat avrebbe comportato spese non indifferenti.

Effettivamente i costi ci sono e anche molto alti.

Secondo alcuni dati, l’uso del POS graverebbe sui bilanci dei professionisti sino a 550 euro al mese, cui andrebbe aggiunto il canone annuo fisso di 1200 euro.

Costi, tra l’altro, non deducibili.

Un argomento dunque molto caldo che vede associazioni-governo-consumatori lanciarsi vicendevolmente accuse e critiche.

Se da una parte si difendono i professionisti che verrebbero appesantiti di costi non indifferenti, dall’altra parte si accusa il Governo di aver emesso un obbligo che di fatto non lo è, permettendo di continuare a tutti di fare quello che si vuole, anche di evadere.

Inoltre, c’è anche chi attacca affermando che l’obbligo dell’uso del POS sia un mezzo non per bloccare l’evasione ma solo per favorire gli interessi delle banche e delle aziende che emettono le carte di credito (e dei produttori-gestori di “POS”, ndr.) che sarebbero le uniche (facenti capo a chi, ndr.?) a guadagnarci davvero.

Insomma, il classico pasticcio all’italiana da cui forse se ne uscirebbe solo se si mettesse mano ai costi delle transazioni tramite bancomat e carta di credito.

Del resto in Europa, dove la situazione è ben diversa, la moneta elettronica è utilizzata anche per comprare un semplice pacchetto di caramelle.

Se la volontà del Governo è davvero quella di abbattere l’evasione, nel frattempo, i clienti finali possono aiutare lo Stato semplicemente obbligando il professionista ad emettere fattura, ricordandosi che in ogni caso, per importi sopra i 1000 euro, il pagamento deve essere sempre tracciabile e dunque effettuato solo con mezzi come il bonifico bancario.

Sempre grazie a quel Monti (ora caduto in oblio) ritrovatosi senatore (quindi super pagato a vita), prima che premier, per volere di “Re Giorgio”, dicono i maligni: che il Signore gliene renda merito, “maestà”.

(Filippo Vendrame – News elaborata -Fonte & Aggiornamenti:  http://www.webnews.it/2014/06/30/obbligo-pos-un-pasticcio-allitaliana/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+Webnews&utm_content=30-06-2014+obbligo-pos-un-pasticcio-allitaliana – via Obbligo POS, un pasticcio all’italiana | Webnews)

di TeleradioNews

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