Bergamo. Omicidio di Yara Gambirasio, Bossetti incastrato dal test Dna: ‘suo al 100%’

bosetti-arresto-21jpg“Sevizie e crudeltà: colpì tre volte e la lasciò agonizzante”.

Incastrato dall’etilometro.

Con questa strategia i carabinieri hanno estratto il dna di Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto killer di Yara Gambirasio.

Un normale controllo stradale, domenica sera, poi la conferma del risultato “perfettamente coincidente” con quello trovato sui leggins e sugli slip di Yara Gambirasio.

Lunedì l’arresto.

A quasi quattro anni dall’omicidio della tredicenne di Brembate di Sopra, provincia di Bergamo, scomparsa il 26 novembre del 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo, eccolo il volto del primo indiziato.

L’analisi del Dna è stato un elemento chiave nell’inchiesta.

Da lì si era arrivati a Giuseppe Guerinoni, autista di Gorno morto nel 1999 a 61 anni.

Ma la corrispondenza con il Dna dei suoi figli riconosciuti non c’era.

Poi si è passati all’ipotesi di un figlio illegittimo, avvalorata anche dalla testimonianza di un amico di Guerinoni.

A carico di Bossetti, che si è detto sereno respingendo tutte le accuse, intanto è stato emesso un provvedimento di custodia cautelare.

IL CASO E’ CHIUSO

«Ci troviamo davanti ad una situazione che ci fa dire che il caso è praticamente chiuso».

Lo ha detto il procuratore generale di Brescia, che ha competenza anche su Bergamo, Pier Luigi Maria Dell’Osso, nel corso di una conferenza per fare il punto dopo il fermo di Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara.

«Non sappiamo se conoscesse direttamente la ragazzina» ha detto Dell’Osso che ha poi aggiunto «al momento non ci risulta che Bossetti sapesse di essere il figlio di Guerinoni».

Inoltre, a proposito della polemica tra la Procura di Bergamo e il Ministro Alfano, il procuratore Dell’Osso ha affermato «dopo un lavoro lungo più di tre anni era difficile tenere sotto traccia una notizia così importante».

NIPOTE DELLA DONNA DI SERVIZIO, FORSE CONOSCEVA YARA

Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio, sarebbe il nipote biologico non anagrafico perchè figlio illegittimo della donna di servizio della famiglia Gambirasio.

Non si esclude, dunque, che l’uomo conoscesse Yara.

La madre di Massimo Giuseppe Bossetti, inoltre, fu sottoposta al test del dna alcuni mesi fa.

La svolta è avvenuta grazie alla segnalazione di unvecchio amico di Giuseppe Guerinoni.

È quanto rivelato dall’inviato Giorgio Sturlese Tosi durate la diretta dello speciale «Segreti e delitti» in onda su Canale 5.

Sempre durante la trasmissione, l’inviata Ilaria Cavo ha detto che la mamma di Bossetti si chiamerebbe Ester e vivrebbe a Terno d’Isola, un altro paesino a pochi chilometri da Brembate e Mapello.

LA MADRE: SE E’ STATO LUI DEVE PAGARE

«Poteva succedere a un nostro conoscente, invece è successo a noi.

Se è stato lui, deve pagare»: così Ester Arzuffi, la mamma di Massimo Giuseppe Bossetti, ha detto rivolta ad una vicina, secondo quanto si è ascoltato al citofono di casa che era aperto, nella palazzina di Terno d’Isola, paesino della bergamasca dove vive col marito.

Al secondo piano della palazzina di Terno d’Isola, Ester Arzuffi, è chiusa in casa, non risponde al citofono e al momento non vuole rilasciare dichiarazioni.

Con lei, nell’abitazione ci sarebbe il marito Giovanni, e due donne, che sono arrivate in tarda mattinata.

Solo a loro la madre di Bossetti ha aperto la porta.

A Terno d’Isola, per un breve periodo dopo il matrimonio, avrebbe vissuto anche il figlio Massimo Giuseppe, assieme alla moglie e madre dei suoi tre figli, Marita Comi.

LA PROCURA: VOLEVAMO MASSIMO RISERBO

«Era intenzione della Procura mantenere il massimo riserbo.

Questo anche a tutela dell’indagato in relazione al quale, secondo la Costituzione, esiste al presunzione di innocenza».

Così il procuratore capo di Bergamo, Francesco Dettori, interviene all’indomani del fermo di Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio.

Il procuratore di Bergamo ha aggiunto che «il fermo avrà il consueto iter di tutti gli altri».

Gli atti saranno quindi trasmessi entro 48 ore dall’esecuzione del fermo al gip che ne avrà altre 48 per fissare l’udienza e decidere sulla convalida del fermo.

“OMICIDIO CON SEVIZIE E CRUDELTA’

“È accusato di omicidio con l’aggravante delle sevizie e della crudeltà Massimo Giuseppe Bossetti, il 44enne fermato per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Nel provvedimento di fermo per Bossetti il pm ricostruisce come morì Yara Gambirasio, che ricevette «tre colpi al capo e plurime coltellate in diverse regioni del corpo e abbandonata agonizzante in un campo isolato».

Per video cliccare sulla foto

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.leggo.it/index.php?p=articolo&id=749816 – via Yara, Bossetti incastrato dal test del Dna: “È suo al 100%. Sevizie e crudeltà, colpì tre volte e la lasciò agonizzante”)

di TeleradioNews

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