Governo: rimpasto in vita? i ‘compagni’ passano all’incasso

lupi-terna-1Renzi prepara il rimpasto di governo e vorrebbe far fuori Lupi, Mogherini e Giannini; dentro altri due Pd e uno ‘scissionista’ di Sel.

L’unica rottamazione che potrebbe riuscire a Matteo Renzi è quella di alcuni ministri.

A rischiare grosso sono Maurizio Lupi (Infrastrutture), Stefania Giannini (Pubblica Istruzione) e Federica Mogherini (Esteri).

Certo, Renzi anche ieri, a margine dell’ennesima direzione Pd, ha smentito.

Ma con frasi così di circostanza che rasentano un “Lupi-Giannini-Mogherini state sereni”: l’anticamera della ‘cacciata’, come per Letta.

Facciamo ordine: Maurizio Lupi in realtà vorrebbe andar via lui, per dedicarsi all’europarlamento, dove è stato eletto con il Nuovo centrodestra.

Il segretario Alfano, che ieri sera ha riunito i suoi, ha provato a glissare: “La nostra squadra al governo non cambia”.

Ma deve fare i conti non solo con il volere di Lupi, ma anche con quello di Renzi, intenzionato ad accogliere le dimissioni del ministro ciellino, senza però sostituirlo con un altro Ncd.

Per il premier si tratterebbe di un discorso tutto politico: ‘Siete andati male alle Europee, per cui riducete la vostra pattuglia al governo oppure sparite del tutto’.

Con quest’ultimo invito rivolto alla Giannini (montiana), che sembra avere i giorni contati: il suo mancato decisionismo alla pubblica istruzione l’ha ridotta a comparsa alle Europee, con un migliaio di miseri voti raccattati qua e là.

Poi c’è il discorso Mogherini: anche le mura della sede nazionale del Pd sanno che Renzi non gradisce la sua politica estera, dalla storia dei Marò (il premier freme per riportarli a casa, giusto per mettersi quest’altra medaglia al bavero, ma la sua ministra tentenna) a quella dei bambini arrivati dal Congo, con tanto di ‘gelosie’ con la Boschi, pupilla del premier.

A questo punto, si apre la girandola delle sostituzioni: conoscendo Renzi e la sua voglia di apparire, è chiaro che almeno una delle due donne deve sostituirla con un’altra figura ‘di genere’.

Paola De Micheli, lettiana, è quotatissima per sostituire la Mogherini, soprattutto dopo il riavvicinamento di queste ore tra Renzi e il suo predecessore.

Al posto di Lupi, finirebbe quindi un altro Pd: Matteo Richetti o l’attuale capogruppo alla Camera, Roberto Speranza sono in prima fila.

Ma a Renzi piace l’opzione Gennaro Migliore, di Sel, ma in rotta con Nichi Vendola: Migliore muore dalla voglia di fare il ministro e accetterebbe anche di lasciare Sel.

Per la Pubblica istruzione, il premier potrebbe spostare qualche casella interna, facendo così entrare nell’esecutivo Guglielmo Epifani e pagando la ‘cambiale’ firmata quando l’ex segretario Cgil ha traghettato il partito nella fase post- Bersani.

Ma c’è anche la componente catto-comunista che preme, rivendicando presunti meriti nell’avanzata del Pd alle Europee, per Andrea Riccardi: dopo la non felice parentesi con Monti, il barbuto professore ha snobbato Scelta Civica, per cui si sentirebbe legittimato a rituffarsi nell’agone governativo, con tanto di indicazioni di qualche pezzo grosso d’oltre Tevere.

Solo che Riccardi punta agli Esteri, mentre Renzi non vuole privare il suo Pd di un dicastero così importante, per cui alla fine non se ne farà niente.

(Igor Traboni -via Facebook) 

 

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