Caserta. Foto insieme su Facebook poi il socio gli spara: così è morto il ‘re delle mele’

galdiero-savanelli-abbracciati-2La vittima è Gennaro Galdiero, imprenditore ortrofrutticolo di 40 anni; l’assassinio è Pasquale Savanelli.

Quattro colpi di pistola, mentre era alla guida della sua potente Bmw, all’altezza del casello di Caianello dell’A1 Roma-Napoli: è l’agguato nel quale è rimasto vittima Gennaro Galdiero, imprenditore ortrofrutticolo di 40 anni, morto la scorsa notte nell’ospedale di Piedimonte Matese Caserta, dopo alcune ore di agonia.

A uccidere il «re delle mele», come Galdiero era conosciuto in Campania, è stato un suo collega, Pasquale Savanelli, 52 anni, che nel cuore della notte si è costituito ai Carabinieri e ha confessato di essere il responsabile del delitto.

Ha consegnato anche l’arma con la quale ha fatto fuoco, sparando per quattro volte, una Smith & Wesson calibro 38.

In una foto postata su Facebook i due compaiano abbracciati insieme tra i meleti.

Galdiero, divorziato e convivente con una donna da cui aspettava un bimbo, era noto anche per aver partecipato a varie trasmissioni televisive come esperto ed esponente dell’Unione nazionale produttori ortofrutticoli.

Era inoltre amministratore delegato del Consorzio Aop Serena, formato da 140 soci e specializzato nella produzione e commercializzazione di prodotti tipici come la Melannurca Campana I.G.P e varie tipologie di frutta, ortaggi e verdure provenienti dal basso Lazio e dell’Alto Casertano.

E proprio sulle attività al consorzio che si concentrano le indagini degli investigatori visto che ne faceva parte anche l’azienda di Savanelli con sede a Presenzano.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per alcune denunce a suo carico, si è costituito alla stazione dei Carabinieri di Vairano Scalo accompagnato dai suoi avvocati.

«Sono stato io ad ucciderlo», ha detto ai militari a cui ha consegnato l’arma, legalmente detenuta; poco dopo, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha emesso nei suoi confronti il provvedimento di fermo.

Savanelli però non ha voluto fornire dettagli sul movente, forse lo farà in sede di convalida da parte del gip. Proprio in attesa di tali decisivi chiarimenti gli inquirenti continuano dunque a privilegiare la pista del delitto legato all’attività lavorativa dei due imprenditori.

Di certo Savanelli è stato l’ultimo a vedere Galdiero: i due ieri hanno pranzato insieme in un ristorante vicino al luogo del delitto, i camerieri e il proprietario del locale hanno confermato la circostanza.

Non è improbabile che abbiano avute una lite per motivi lavorativi e che Galdiero si sia poi allontanato a bordo della sua auto, una Bmw, seguito poi dallo stesso Savanelli che, con la sua vettura lo ha affiancato facendo fuoco più volte ad altezza d’uomo.

I medici dell’ospedale di Piedimonte hanno accertato è stato raggiunto da due proiettili al volto, uno al torace e il quarto all’altezza della scapola.

Savanelli dovrà anche spiegare al Gip se il suo gesto è stato provocato da un raptus o era premeditato.

(Fonte & Aggiornamenti:  http://www.lastampa.it/2014/05/29/italia/cronache/napoli-agguato-a-colpi-di-pistola-sulla-a-muore-a-anni-il-re-delle-mele-b5N8xBQ8dHTr487UKjge7M/pagina.html – via La Stampa – Foto insieme su Facebook poi il socio gli spara Così è morto il «re delle mele»)

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