Ciclismo. ‘Giro’ in trasferta lambito dal terrorismo: autobomba a Dublino

giro-dublino-3L’ombra del terrorismo, con un’autobomba pronta a esplodere nelle strade di Dublino, e il fermo di un attivista di un’organizzazione paramilitare repubblicana, scuote il Giro d’Italia che proprio oggi ha salutato l’Irlanda per abbracciare il Belpaese da dove riparte domani con la quarta tappa, da Giovinazzo a Bari di 112 km.

Secondo le notizie provenienti da Oltremanica il bersaglio dell’esplosivo trovato nel parcheggio di un albergo di Dublino doveva essere proprio il Giro, dal momento che la corsa, che ha preso il via venerdì da Belfast, sarebbe arrivata poche ore più tardi a Dublino.

L’uomo arrestato è legato ad Alan Ryan, il leader della Real Irish Republican Army (Rira), organizzazione paramilitare nata nel 1997 in seguito alla scissione dall’Ira.

Al momento non si conoscono i dettagli dell’inchiesta avviata dopo l’allarme scattato domenica nel lussuoso Finnstown Country House.

La struttura – scrive oggi l’Irish Independent – è stata immediatamente evacuata e gli artificieri sono intervenuti in tempo per disinnescare l’ordigno.

L’autobomba, con 22 chili di esplosivo, era collegata ad un timer, ed era pronta a esplodere, con conseguenze potenzialmente disastrose per le migliaia di spettatori che hanno assistito alla tre giorni del Giro.

«Se fosse esplosa, avrebbe causato una strage, una devastazione totale», ha dichiarato una fonte al quotidiano irlandese.

Stupore e incredulità le reazioni prevalenti nella carovana rosa che ha ancora nella testa le immagini dei tanti tifosi irlandesi, tra loro molti bambini, che nei tre giorni di Giro hanno colorato di rosa le verdi vallate tra Belfast e Dublino.

Difficile credere che quelle scene di festa potessero essere insanguinate dalla mano stragista dei terroristi con un attentato i cui risvolti sono ancora oscuri.

«Un’ombra che non oscura e non sminuisce la straordinaria accoglienza che tutta l’Irlanda ha riservato al Giro d’Italia», commenta Mauro Vegni, il numero uno del Giro che esclude qualunque collegamento tra i due fatti. «Noi – osserva – eravamo a Belfast e l’ordigno l’hanno trovato a Dublino.

Faccio notare, inoltre, che il Giro non passava di lì. Mi sembra più un ordinario fatto di cronaca, non vedo relazioni».

La carovana rosa ha appreso la notizia dai giornali anglosassoni poco prima di salire sui charter che l’hanno condotta in Italia.

La tre giorni irlandese è stata per la carovana una eccezionale iniezione di entusiasmo da non lasciar scalfire neanche dal sospetto: «Sia a Belfast che a Dublino – osserva Vegni – siamo stati accolti benissimo e le autorità locali fino alla fine ci hanno rassicurato che era tutto a posto, che non c’era nulla di cui preoccuparsi.

Perciò quando stamani abbiamo letto di questa storia siamo rimasti sorpresi. Ora lasciamo a chi di dovere il compito di fare le indagini, ma da parte nostra teniamo a far passare il concetto che questa storia non toglie nulla alla straordinaria partecipazione e alla festosa accoglienza che tutta l’Irlanda, da dove siamo andati via a malincuore, ci ha riservato».

Smaltito il giorno di riposo, da domani si pensa solo alla corsa: si arriva a Bari, quasi certamente in volata, con Marcel Kittel a caccia del tris.

(Fonti & Aggiornamenti: ANSA – http://www.online-news.it/2014/05/12/ciclismo-il-giro-in-trasferta-sfiora-il-terrorismo-autobomba-a-dublino/ – via CICLISMO/ Il giro in trasferta sfiora il terrorismo. Autobomba a Dublino | Online-News)

 

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