Napoli. Asl ‘generosa’? Fatture pagate varie volte almeno per 10 anni!

medico-scrive-ricetta-1Indagine della Corte dei conti: per dieci anni l’Asl Napoli1 ha pagato più volte le stesse fatture, causando un danno da 32 milioni.

E potrebbe essere solo la punta dell’iceberg.

L’abbiamo saldata la fattura per i pannoloni o no?

Vabbè, nel dubbio paghiamo di nuovo, non si sa mai!

La Corte dei conti indaga sulla contabilità dell’Asl Napoli 1, la più grande e la più indebitata d’Europa.

E, a leggere del provvedimento con cui è stata disposta una raffica di sequestri per risarcire un presunto danno da 32 milioni di euro, la più disordinata dell’universo conosciuto.

Dal 2000 al 2012, dice la magistratura contabile, la Asl avrebbe pagato più volte ai fornitori le stesse prestazioni non essendo in grado di dimostrare l’avvenuto saldo perché negli archivi regnava il caos.

Le fatture erano cercate dai dipendenti manualmente, mancando del tutto una «catalogazione secondo regole precise e sistematiche».

PRENDI UNO, PAGHI DUE

A fronte di richieste di pagamento, se qualcuno riusciva a tirare fuori dall’archivio-pagliaio il proverbiale ago, bene; altrimenti, stando a quanto accertato dai magistrati contabili, l’Asl, incapace di contestare, saldava le fatture senza battere ciglio (ma con molta, molta calma; e i ritardi contribuivano ad alimentare la confusione).

Sarebbe bastato un software per collegare tutte le articolazioni dell’azienda sanitaria, ma nonostante il budget multimiliardario dilapidato ogni anno  della sanità regionale nel periodo preso in esame dalla Corte dei conti, a nessuno è venuto in mente di investire su un servizio del genere.

UN DANNO DA 32 MILIONI

Il danno presunto alla Regione Campania calcolato fino ad ora dai magistrati ammonta a circa 32 milioni. Ma è stata analizzata soltanto la documentazione di spesa già contabilizzata dall’Asl. Nei caotici archivi dell’azienda sanitaria partenopea giacciono documenti ancora da contabilizzare per una spesa complessiva di oltre mezzo miliardo di euro sui quali saranno svolti accertamenti nei prossimi mesi.

Per 15 tra amministratori e dirigenti pubblici della sanità regionale sono stati disposti sequestri preventivi e notificati inviti a dedurre. Tra loro, c’è Angelo Montemarano, ex direttore generale dell’Asl Napoli 1 (dal 1999 al 2005) ed ex assessore regionale alla Sanità nell’era Bassolino (fino al 2009). Dunque, uno dei profili di vertice del settore in Campania proprio negli anni in cui secondo la magistratura contabile si sarebbero verificati i doppi pagamenti. Il quale, però, trova «anomalo» che si «spari nel mucchio».

«CONTROLLARE TUTTO E’ IMPOSSIBILE»

Montemarano si difende, invita a «non accumunare posizioni diversificate» e ci illumina, in diverse interviste sulla stampa locale, su come si gestisca un’azienda complessa e grande com’è l’Asl napoletana: «E’ indispensabile il ricorso alla delega di funzioni, che ovviamente implica anche una corrispondente delega di responsabilità». Poi, però, ci spiega che una struttura così grande e complessa è praticamente ingovernabile: «Come in ogni azienda di dimensioni vaste e articolate, è sempre possibile che comportamenti di singoli possano debordare dai canoni di correttezza e legalità. […] E’ impossibile esigere dall’organo di vertice controlli capillari, diffusi e pressoché indiscriminati su ogni aspetto della vita dell’ente». Infatti la sanità campana è stata commissariata. Se altre strutture, grandi e complesse come e più dell’Asl partenopea, non finiscono sommerse da debiti ignorandone perfino l’entità continuando però a retribuire generosamente i suoi manager sarà una questione di fortuna.

E dire che il problema dei pagamenti doppi era pure stato segnalato, e più volte, dall’ex consigliere regionale, oggi parlamentare europeo, Enzo Rivellini. Ma quando ci si mette la malasorte c’è poco da fare.

INGOVERNABILE

Il governatore Stefano Caldoro, non proprio un ultrà grillino, nel gennaio 2011, descrisse con parole insolitamente dure per il suo stile istituzionale ingessatissimo la situazione dell’Asl Napoli 1. E’ «ingovernabile», disse, e afflitta da una «disorganizzazione totale del personale». Rappresenta «dal punto di vista contabile e dell’offerta dei servizi l’epicentro, in senso negativo italiano», «un vero e proprio cancro».

Nel febbraio dello stesso anno, la struttura commissariale operò una ricognizione sui costi della sanità campana: gli stipendi all’Asl Napoli 1 risultarono essere i più alti d’Italia. Così il Mattino: «Le spese per il personale raggiungono cifre da record. […] Il salario accessorio rappresenta oltre il 50% dello stipendio: un caso unico in tutto il Paese».

Sarà stato impossibile sorvegliare «capillarmente» tutto ciò che succedeva in un ente così grande e articolato, ma deve esser stato parecchio complicato anche solo controllare qua e là ogni tanto, a cazzo di cane.

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.lanottata.it/napoli/citt%C3%83%C2%A0/2013/10/20/news/l39asl-paga-sempre-due-volte-6324.aspx -via L’Asl paga sempre due volte – città – La Nottata)

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