Caiazzo. Comune: assise pacata, ma chiusa anzitempo per ‘diserzione di massa’!

CIMG0037Caiazzo-Comsiglio-comunale-280414-29Va necessariamente raccontata all’inverso, cioè iniziando dalla fine, la cronaca del Consiglio comunale caiatino tenuto lunedì 28 aprile sostanzialmente per approvare il rendiconto gestionale 2013.

Questo perché all’epilogo si è registrato il “coup de théatre”, peraltro condivisibile in toto, consistente nell’abbandono massivo, insalutati ospiti, di tutti i componenti del parlamentino, sindaco in testa, eccezion fatta per il presidente Giovanni Mastroianni, al quale, dopo vana attesa, è toccato chiudere la seduta facendo verbalizzare alla segretaria l’impossibilità di procedere per mancanza del numero legale.

Va subito sgomberato il campo da qualsivoglia illazione poiché evidentemente la ritirata in massa, decisamente strategica, è stata concordata fra maggioranza e minoranze durante una breve pausa chiesta da Antimo Cerreto in seguito alla divergenza di vedute rispetto alla maggioranza per un argomento all’apparenza banalissimo.

Ma nel quale evidentemente si celava, o poteva intravvedere, il tranello.

Superato lo scoglio del rendiconto, pur con il motivatissimo voto negativo del gruppo “Progetto Caiazzo”, per l’occasione “monco” di Rosa De Filio, cui si è aggiunto quello di Arianna Ponsillo, mentre si è astenuta Rosetta De Rosa (che nell’anno in questione era in maggioranza); archiviato pertanto anche il banalissimo deposito dei precedenti verbali, la no dolente era rappresentata dall’approvazione di una convenzione “per l’esercizio ass0ciato di funzioni per l’rganizzazione di un servizio”, fuor di burocratese il “riordinodel servizio di gestione rifiuti irbani e assimilati in Campania, giusta legge regionale 5/2014 fra le righe della quale deve leggersi la costituzione di un nuovo carrozzone sulla falsariga del deficitario CUP che tanti danni ha creato nel Comuni a suo tempo aderenti.

E per questo, evidentemente, bene fece l’ex sindaco Giaquinto a menare il proverbiale can per l’aia, trovandosi quindi fuori dal disastro, anche se poi -come evidenziato da Cerreto per il precedente argomento- la spesa per il servizio è quasi raddoppiata.

Propizio quindi un ripensamento grazie al quale, dopo l’inserimento all’Ordine del Giorno dell’argomento, lo stesso ex sindaco, d’intesa con l’intera maggioranza, ne ha velatamente ipotizzato lo slittamento, mentre, per ironia della sorta, proprio l’opposizione ne invocava comunque la discussione con Cerreto, preoccupato del già paventato commissariamento dei Comuni inadempienti.

Per questo al tira e molla fra le contrapposte posizioni ha fatto seguito la sospensione invocata dallo stesso Cerreto, strategica perché evidentemente ma fatto ritrovato tutti d’accordo sull’opportunità di alzare i tacchi, demandando al presidente Mastroianni l’imbarazzante compito di tirare le somme e rimandare il tutto alla già prevista convocazione in seconda battuta, fra una settimana, per ridiscutere dell’argomento.

Decisione propizia soprattutto poiché altrimenti, se munito di conforme delega del parlamentino, l’indomani, cioè martedì 29 aprile, il sindaco sarebbe stato praticamente costretto a sottoscrivere l’impegno in occasione di un assemblea dei 104 primi cittadini espressamente indetta dalla Regione sebbene proprio in questi giorni almeno 0 dei 104 sindaci interessati siano alle prese col innovo del Consiglio comunale.

Una fretta, da parte della Regione, sospetta, che effettivamente presta il fianco ad illazioni anche perfide, in considerazione della fine fatta e dei risultati catastrofici registrati per simili carrozzoni, non solo per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, si dice tanto ambìta per la camorra: basti pensare alla situazione in cui tuttora versano i trasporti pubblici in concessione regionale, ma di esempi se ne potrebbero fare tanti altri.

Condivisibile quindi la ritirata strategica dei tre gruppi anche se il problema si riproporrà quanto prima, ma il constatare che tutti concordano nel prendere le distanze da certe discutibilissime situazioni è sinceramente apprezzabile quanto incoraggiante, anche per la stampa più mal pensante (rea confessa!).

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