Limatola (BN). Antenna telefonica, Comune soccombente: il tribunale da’ ragione alla Telecom

alvignano-10x15-antenna-telefonica-via-diazDella serie: il sindaco sbaglia… e i contribuenti pagano?

Clamoroso quanto sembra evincersi dalla sentenza, di seguito riportata integralmente, con cui il tribunale amministrativo della Campania ha accolto il ricorso avverso l’ordinanza con la quale, senza averne titolo, il sindaco aveva sospeso l’autorizzazione, già concessa dal preposto, per installare una stazione radio base per telefonia mobile in località “Prise”, fuori dal centro abitato, pur non rientrando tale potere nelle competenze del primo cittadino bensì in quelle del tecnico comunale che, peraltro, in precedenza aveva già emanato un’ordinanza di sospensione provvisoria, proprio relativamente all’autorizzazione da lui stesso rilasciata.

Un pateracchio, a quanto sembra evincersi, che costerà caro ai contribuenti, poiché è immaginabile che ben presto i lavori riprenderanno, e perché al danno, determinato dalle radiazioni elettromagnetiche, si aggiunge ora la beffa relativa alla spesa sostenuta (per il giudizio) dal Comune, cioè dagli stessi contribuenti, a meno che il sindaco (organo di indirizzo politico) e per esso il competente funzionario comunale non intenda adire anche il terzo grado di giustizia amministrativa, impugnando la sentenza del Tar innanzi al Consiglio di Stato, con quali prospettive (considerati i prodromi) è facile immaginare.

Sperando però che queste siano mere considerazioni della nostra redazione, alla luce di una lettura magari superficiale, di seguito riportiamo la sentenza integrale affinché meglio possano giudicare i lettori:

 N. 01030/2014 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Settima) ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 1030 del 2014, proposto da:

Telecom Italia S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Giovanni Zucchi, con domicilio eletto presso l’avv. Di Vicino in Napoli, via Parmenide, 21;

contro

Comune di Limatola in persona del sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Giuseppe Izzo, con domicilio eletto presso l’avv. Guglielmo Conca in Napoli, via T. Caravita, n. 10;

per l’annullamento

dell’ordinanza sindacale n.6/2014 del 22.1.2014 con cui è stata sospesa l’efficacia dell’autorizzazione rilasciata per la realizzazione di un impianto di telefonia mobile, fino all’approvazione del regolamento comunale concernente la specifica materia;

e per quanto occorrer possa del provvedimento prot. n. 2014 dell’8.1.2014 del Responsabile del Servizio che ha precedentemente disposto “per circa 15 giorni” la sospensione dei lavori e della delibera di G.C. n. 4/2014 recante la proposta di sospendere l’autorizzazione.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Limatola in persona del Sindaco P.T.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2014 il dott. Luca De Gennaro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con il presente ricorso la Telecom spa impugna un’ordinanza del Sindaco di Limatola con cui è stata sospesa l’efficacia di un’autorizzazione rilasciata per la realizzazione di un impianto di telefonia mobile in località “Prise” fuori dal centro abitato (presso terreno censito al Catasto Fg. 5, p.lla 168).

Tale provvedimento è stato preceduto da un provvedimento del responsabile comunale (prot. 2014 dell’8.1.2014), ormai privo di efficacia, con cui è stata disposta la sospensione dei lavori “per circa 15 giorni”.

L’Amministrazione motiva il provvedimento deducendo l’opportunità che prima dell’installazione sia discusso e approvato un regolamento comunale sull’insediamento delle stazioni di telefonia mobile nel territorio del Comune.

Nella camera di consiglio del 20 marzo 2014 il ricorso è stato introitato per la definizione con sentenza in forma semplificata.

Il ricorso merita accoglimento.

Con censura di carattere assorbente si deduce il vizio di incompetenza del provvedimento di sospensione.

Il provvedimento attualmente lesivo è stato infatti assunto dal sindaco in luogo del dirigente responsabile.

Al riguardo occorre osservare, in armonia con l’orientamento consolidato della giurisprudenza, che in materia edilizia ogni attribuzione del sindaco deve intendersi venuta meno in virtù delle disposizioni legislative che hanno inteso separare, anche negli Enti locali, la funzione di indirizzo politico da quella di gestione amministrativa, riservando ai dirigenti tutti i compiti, compresa l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, che la legge e lo statuto espressamente non riservano agli organi di governo dell’ente (cfr. art. 107 d.lgs 267/2000).

Tale modello, che risponde ad un’organizzazione dei poteri pubblici secondo una linea generale di distinzione fra livello politico e livello burocratico di gestione amministrativa, risulta riprodotto nello stesso schema delineato dall’art. 27, d.P.R. n. 380 del 2001 che espressamente radica la competenza dei dirigenti comunali in materia di vigilanza sull’attività edilizia.

Il principio di precauzione, vagamente invocato dalla difesa comunale, non può costituire nel caso di specie giustificazione per far venire meno le sfere di attribuzioni, stabilite ex lege, dei diversi organi comunali.

Si osserva inoltre -e tale considerazione vale anche con riferimento agli altri provvedimenti oggetto di impugnativa sopramenzionati (provvedimento prot. n. 2014 dell’8.1.2014 del Responsabile del Servizio e delibera di G.C. n. 4/2014)- che per giurisprudenza costante anche di questa Sezione l’autorizzazione dell’impianto non può ritenersi condizionata sine die all’adozione futura ed eventuale di disposizioni comunali generali (il richiamato piano di collocazione degli impianti), sopratutto in assenza di una norma che imponga l’approvazione di tale pianificazione entro termini temporali precisi.

Ne consegue, alla luce di quanto osservato, l’illegittimità dei provvedimenti impugnati.

In ragione di quanto precede, il ricorso è accolto e per l’effetto sono annullati gli atti impugnati e in particolare l’ordinanza del sindaco 6/2014 riportata in epigrafe.

Le spese di causa possono tuttavia compensarsi stante la celere definizione della causa già in sede cautelare.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Settima) definitivamente pronunciando accoglie il ricorso e per l’effetto annulla gli atti impugnati e in particolare l’ordinanza del Sindaco 6/2014 riportata in epigrafe.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2014 con l’intervento dei magistrati: Alessandro Pagano, Presidente; Fabio Donadono, Consigliere; Luca De Gennaro, Primo Referendario, Estensore.

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 07/04/2014 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

Per scaricare o visionare il documento originale, cliccare sulla foto

(Fonti & Aggiornamenti: http://www.giustizia- amministrativa.it/DocumentiGA/Napoli/Sezione%207/2014/201401030/Provvedimenti/201401988_20.XML – http://limatola.tk/sentenza-tar-telecom-comune-di-limatola/- via Sentenza TAR: Antenne Telecom – Comune di Limatola | Il Portale Ufficiale di Limatola)

 

di TeleradioNews

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