Genova, sesso e cene in cambio di appalti: scandalo sull’azienda rifiuti

petto-soldi-prostitutaSei ‘parassiti’ indagati: l’appalto dell’alluvione all’azienda in odore di ‘ndrangheta in cambio di cene e ‘put**ne’, ma il sindaco dice che i forconi sono populisti. Continua a leggere

di TeleradioNews

PD. Viva Renzi cioè morte (politica) per Fassina e compagnia?!

Orfin- Fassina1Con la vittoria di Renzi alle primarie i veri sconfitti non sono D’Alema o Bersani, ma i 40enni Fassina, Orlando e Orfini. Dovevano essere il futuro, ma scegliendo di appoggiare Cuperlo hanno saltato il turno.

Per un renziano che festeggia c’è un giovane turco deluso: sono proprio loro, infatti, i grandi sconfitti di queste primarie. Nella battaglia per la conquista della segreteria del Partito democratico i grandi sconfitti non sono Massimo D’Alema o Pier Luigi Bersani, ma i 40enni Stefano Fassina, Andrea Orlando e Matteo Orfini: dovevano essere il futuro, invece hanno saltato il turno.

Gianni Cuperlo vorrebbe rifiutare l’offerta di Renzi per la presidenza, lasciandoli completamente a secco: e Orfini è costretto a implorare di abdicare all’idea di una corrente per far sentire le proprie idee nel partito.

Dalemiani e postdalemiani, non hanno mai avuto il coraggio di prendere il posto dei “grandi”: ne hanno fatto i portavoce, i consiglieri, gli organizzatori, rimanendo all’interno dell’apparato, mentre fuori nomi Matteo Renzi, Debora Serracchiani e Pippo Civati, più o meno coetanei, si sono fatti strada nella lotta politica, compiendo il rinnovamento generazionale.

Tra il 1992 e il 1994, in piena era Tangentopoli, Cuperlo sedeva già nella segreteria nazionale dei Democratici di sinistra, dove incontrò D’Alema.

Per anni di lui non si seppe più nulla, fino al 2006 quando è stato eletto deputato. L’attuale viceministro all’Economia, il 47enne Stefano Fassina, nel 1996 era consigliere economico del ministero delle Finanze guidato Vincenzo Visco, nel 1999 al dipartimento Affari economici della presidenza del Consiglio, retta da D’Alema.

Solo nel 2009 è tornato al primo incarico politico di rilievo: responsabile nazionale Economia e Lavoro nella segreteria di Pier Luigi Bersani.

Il ministro all’Ambiente Andrea Orlando è entrato nel 2007 nella segreteria di Walter Veltroni come responsabile, ma da lì all’esecutivo Letta sono passati sei anni, in cui ha ricoperto gli incarichi più diversi: portavoce del segretario Veltroni e poi del successore Dario Franceschini, fino a essere nominato da Bersani a commissario del partito napoletano nel 2011, dopo essersi convertito a postdalemiano.

E infine Matteo Orfini, il più giovane e arrabbiato dei giovani turchi: una vita alla corte di D’Alema di cui è stato portavoce, poi membro dello staff della fondazione Italianieuropei, finalmente nel 2009 nella segreteria di Bersani come responsabile Cultura e formazione.

Solo nel 2010, dopo 20 anni di fedeltà alla linea, i 40enni democratici hanno provato a ribellarsi con un ampolloso atto d’accusa nei confronti della dirigenza democratica. A gennaio 2013 Repubblica lodava la presa del potere dei giovani turchi e la loro forza nei palazzi, una cinquantina di parlamentari in tutto, ma la decisione di appoggiare la candidatura di Cuperlo per i postdalemiani è stata la fine.

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.cadoinpiedi.it/2013/12/14/pd_il_dolore_dei_giovani_turchi.html – via Pd, il dolore dei giovani turchi – Cadoinpiedi)

di TeleradioNews