Berlusconi, PD jellato: da 20 anni aspetta la condanna e ora non possono ‘godere’

Renzi gode, Travaglio meno: la lista di vincitori e vinti dopo la condanna del Cavaliere.

Dalla giornata di ieri escono più forti grillini, rottamatori e magistrati. A piangere, nonostante le apparenza, sono proprio i giornali forcaioli.

E alla fine giunse l’ardua sentenza. C’è chi – incauto – stappa lo spumante e chi – anzitempo – si dispera.

Marco Travaglio. Berlusconi condannato. Il Fatto che, magno cum gaudio, può esibire sul sito il titolo a caratteri cubitali: «Pregiudicato». Anni e anni di battaglie conclusi con una vittoria: gli amati giudici gli hanno dato ragione. Il Commissario Travaglioni si sta lustrando le stimmate, per settimane si vanterà in tutti i talk show di essere stato l’unico e il solo a non nutrire dubbi sulla natura criminale del Cavaliere. Va detto: è il momento dell’orgasmo. Ma attenzione. Perché l’erotico piacere, come noto, dura pochi secondi. Il problema, poi, è ripartire. Stante il Nemico in galera o agli arresti, con chi se la prenderanno Travaglioni e gli altri secondini della sua redazione? Col povero Napolitano? Con il maltempo? Con il riscaldamento globale? Contro chi sventoleranno le memorie di Montanelli e le interviste di Biagi? Va bene, è l’ora, godete. Occhio, però: fare gli antiberlusconiani di professione è sempre meglio che lavorare.

«Repubblica». Si brinda, e come no. Con lo champagne, per giunta, mica con lo spumantino da supermercato. Niente orgasmi, che non fa bene. Qualche composto sussulto, qua e là. Ezio Mauro vaga da una parte all’altra della redazione, come Tarzan appeso alla sua Liana Milella, raccontando che ora Silvio dovrà chiedere il permesso ai giudici anche per fare la pupù. Massimo Giannini si può finalmente far ricrescere i capelli da hippie e tornare ad ascoltare Bob Dylan. Concita De Gregorio è dalla parucchiera. Manderà in seguito ampio reportage.  A Eugenio Scalfari l’han dovuto ripetere due o tre volte, che a Berlusconi era stata confermata la condanna. Poi ha capito. «Potrei dargli la grazia», ha dichiarato Barbapapà. E vagli a spiegare che non è presidente della Repubblica, ma solo il Fondatore di un giornale.    Il destino di Mauro e soci, tuttavia, è quello dell’ape: quando finalmente punge, si spegne. E allora, quando cala finalmente il buio e i pasticcini sono finiti, il direttore, solo nel suo ufficio, scruta l’orizzonte nero. Nel cielo, poche stelle. E nemmeno un’intercettazione a tenere compagnia.

(di Francesco Borgonovo – Fonte & Aggiornamenti: http://bastacasta.altervista.org/povero-pd-20-anni-che-aspettano-la-condanna-del-banana-e-non-possono-nemmeno-festeggiare/ – via DISPERAZIONE PD: 20 ANNI CHE ASPETTANO LA CONDANNA DEL BANANA, E NON POSSONO NEMMENO “FESTEGGIARE” – basta casta)

di TeleradioNews

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