Aversa. Voleva uccidere due ragazzi sulla spiaggia, arrestato 21enne

Al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, l’altra mattina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto a firma della dottoressa Persico, emesso nei confronti di Caterino  Mosvaldo Luigi, classe 1992, di San Cipriano d’Aversa (Caserta), ritenuto responsabile di tentato omicidio plurimo, in danno di Vassallo Pierluigi, classe 1992 di Casal di Principe e di Dell’Aquila Vittorio Emanuele, classe 1987, di Giugliano in Campania.
L’attività d’indagine è stata avviata a seguito dell’accoltellamento verificatosi in data 30 giugno u.s. all’interno del Lido la “Sirenetta” sito in località Ischitella di Castel Volturno (Caserta), quando, nel corso di una festa privata, i due giovani, innanzi citati, venivano attinti da numerosi fendenti con arma da punta e taglio e, trasportati d’urgenza presso la clinica Pineta Grande di Castelvolturno, la’ ricoverati in prognosi riservata.
Le investigazioni, contemporaneamente condotte mediante attività tecniche e tradizionali, hanno permesso di ricostruire l’evento nelle sue fasi esecutive e individuarne il movente in una precedente lite avvenuta, il 15 maggio 2009, all’interno dell’Istituto Tecnico Commerciale (Ragioneria) di Casal di Principe tra l’odierno fermato ed il Vassallo, che all’epoca frequentavano da studenti l’istituto.
La vicenda ha evidenziato una condotta particolarmente efferata che avrebbe potuto avere ancora più gravi conseguenze. Infatti, il Caterino Mosvaldo Luigi non aveva esitato, in un locale affollatissimo, a colpire la vittima ripetutamente, continuando ad infierire su di essa anche quando, dopo i primi colpi, si accasciava a terra.

Solo il provvidenziale intervento del Dall’Aquila, colpito anch’egli gravemente, riusciva in qualche modo a sottrarre il Vassallo dalla furia omicida del Caterino.

Le indagini, nonostante iniziali reticenze e atteggiamento omertoso assunto sia dalle vittime sia dalle numerose persone presenti alla festa (nel locale erano presenti circa 1.500 persone), grazie all’acquisizione da parte della polizia giudiziaria di inconfutabili elementi, già idonei da soli a lumeggiare l’episodio, hanno indotto le stesse vittime a collaborare, fornendo dichiarazioni in grado di particolareggiare tutti gli aspetti della vicenda.

A seguito della notifica del decreto di fermo l’indagato è stato ascoltato dal GIP e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua residenza in San Cipriano d’Aversa

di TeleradioNews

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