Il governo le spedisce per errore a fare da ostaggi e se ne dimentica!?

Le autorità italiane, il mese scorso, hanno spedito un’innocente, “per errore” a fare da ostaggio in Kazakistan. Soltanto adesso Letta ha fatto sapere che si informerà al riguardo: la vicenda potrebbe far comprendere molte cose sul Paese in cui viviamo.

Il mese scorso aveva suscitato un certo scalpore la rendition di Alma Shalabayeva, la donna kazaka che è stata costretta al rimpatrio forzato assieme alla figlia, spedita dall’Italia a fare “da ostaggio” per conto del marito Mukhtar Ablyazov, oppositore politico del dittatore Nursultan Nazarbayev.

Mentre l’uomo dissidente è in esilio dal 2009 a Londra, la donna viveva a Roma alla luce del sole, assieme alla figlia. Il fatto che fosse moglie di un uomo scomodo l’ha però messa nei guai. Così, a giugno, pur senza essere ricercata da nessuno, gli agenti di polizia hanno fatto irruzione a casa sua in cerca del marito (su cui pende un mandato di cattura internazionale) e, non trovandolo, hanno pensato bene di prendere lei e spedirla in Kazakistan, paese dove ancora si calpestano i diritti umani e la tortura è un’abitudine tanto pessima quanto comune. Lì la donna è già finita al centro di un processo. L’operazione della nostra polizia è stata giustificata con il pretesto di alcune irregolarità, poi risultate false, in merito ai passaporti della donna.

Insomma, abbiamo spedito un’innocente a fare i conti con un Paese per suo marito, che, tra l’altro, ha come unica colpa quella di non piacere al dittatore. Per questo Sel ha sollevato già precedentemente proteste e presentato interrogazioni parlamentari, secondo cui il governo italiano deve riferire sulla vicenda e prendere “tutte le iniziative del caso per garantire la sicurezza di Alma Shalabayeva e di sua figlia”. Tanto più che, nei giorni scorsi, era stato lo stesso Tribunale del riesame di Roma ad ammettere che si era trattato di “un errore”.

L’unica risposta in merito si è avuta da Palazzo Chigi. Una nota deludente nella quale Letta ha fatto sapere di aver “immediatamente chiesto di avviare una verifica interna agli organi di Governo che ricostruisca i fatti ed evidenzi eventuali profili di criticità”. Ovvero, semplicemente che s’informerà, dopo un mese, e di fronte ad un’irritualità gravissima: le autorità italiane non avevano titolo per prelevare la donna e consegnarla a quella kazake. Una decisione di questo genere inoltre non può essere stata presa da semplici funzionari. Il sospetto è dunque che le due donne siano state usate come “merce di scambio” nell’ottica di accordi, coordinati ai massimi livelli, tra l’Italia e il Kazakistan.

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.articolotre.com/2013/07/il-governo-spedisce-per-errore-madre-e-figlia-a-fare-da-ostaggi-e-se-ne-dimentica/186158 – via Il governo spedisce per errore madre e figlia a fare da ostaggi e se ne dimentica | ArticoloTre – Quotidiano online indipendente e di inchiesta)

di TeleradioNews

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