Processo Mediaset, i giudici: “Berlusconi operò da premier”

Pubblicate dalla Corte d’appello di Milano le motivazioni della sentenza con cui ha confermato la condanna per Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici. Per i giudici le attenuanti erano “impossibili”.

La corte d’appello di Milano ha reso note le motivazioni della sentenza con cui ha confermato i 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi, imputato nel processo Mediaset. I giudici hanno parlato di ”un sistema portato avanti per molti anni” dall’ex premier e ”proseguito nonostante i ruoli pubblici assunti. E condotto in posizione di assoluto vertice”.

I giudici hanno ritenuto che ”in relazione alla oggettiva gravità del reato, è ben chiara l’impossibilità di concedere le attenuanti generiche” all’ex premier. ”Era assolutamente ovvio – scrivono i giudici – che la gestione dei diritti, il principale costo sostenuto dal gruppo, fosse una questione strategica, quindi fosse interesse della proprietà, di una proprietà che, appunto, rimaneva interessata e coinvolta nelle scelte gestionali, pur abbandonando l’operatività giornaliera”.

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-c0a62e78-151c-45b0-888b-f50ff90c71c9.html?refresh_ce – via Processo Mediaset, i giudici: “Berlusconi operò da premier”)

di TeleradioNews

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