Monteforte Irpino. Morti a Caivano nell’incidente: ventenni giocavano impiazza

Pasquale D’Orsi+Pasquale Valentino-mortiCi sono post che diventano epitaffi, foto che raccontano più di mille commenti, e traguardi sfiorati per un soffio. I profili personali e quelli virtuali di Pasquale D’Orsi e Pasquale Valentino, entrambi ventenni, si somigliano.

E così il destino che li ha uniti e traditi lungo una strada interpoderale del napoletano. Gli amici reali dei due ragazzi di Monteforte Irpino su Facebook non si danno pace, e soprattutto non sanno perché mai il trio fosse finito lì, tra Caivano e Acerra, dopo aver festeggiato l’onomastico e girato per la Campania. Sui profili del social network dei due 20enni hanno postato incredulità e rabbia, faccette con le lacrime e una sfilza di punti interrogativi.

Solamente ventiquattr’ore prima della disgrazia Pasquale D’Orsi, diplomando all’Itc «Jean Monnet», aveva scritto una frase di una celebre canzone di Vasco: «Perchè la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia…», che oggi suona sibillina e sinistra a chi la legge.

La vita è un equilibrio appunto che a vent’anni non pensi mai sia precario e tanto fragile. A vent’anni si ha la vita davanti e un oceano sconfinato di sogni e progetti . A vent’anni non si ha tempo per pensare alla morte. E infatti Pasquale D’Orsi, originario di Torre del Greco e stazza da rugbista, e Pasquale Valentino, smilzo soprannominato l’avellinè, amavano la vita e lo dimostra la galleria di album che hanno scaricato sui profili Facebook. Erano usciti insieme a Pasquale C., il più piccolo del trio, vivo per miracolo.

«Sono sconvolto – dice il sindaco di Monteforte, Antonio De Stefano -, ma qui oggi lo siamo tutti. Conoscevo questi poveri ragazzi, e conosco le rispettive famiglie: provo solo a immaginare il dolore e lo strazio dei genitori. Uno dei due è stato compagno di scuola di mio figlio. È una tragedia immane per la nostra comunità».

Una tragedia avvenuta a distanza di un giorno e a notevole distanza geografica da quella dei ventenni di Conza, Umberto Rosamilia e Pasquale Turri, ma assai simile per i contorni assurdi e forse le modalità. «D’Orsi sembrava il Garrone del libro Cuore – ha esclamato Alfonso Parziale, insegnante di Matematica di Pasqualino -. Sognava di diplomarsi finalmente e poi di entrare nell’Esercito: era il suo più grande desiderio e lo ripeteva spesso. Aveva già pronta la tesina per l’esame di diploma. Era un alunno sveglio e caparbio». I compagni della quinta A all’istituto paritario Jean Monnet lo hanno ricordato in classe tra le lacrime e poi pure sul profilo dell’ITC, e così il preside, Angelo Festa.

«Avevo scambiato qualche battuta con D’Orsi – afferma Festa – soltanto due giorni fa. Mi è parso un giovane tranquillo intento a diplomarsi per entrare nell’Esercito: sognava di indossare la divisa». Il destino ha invece teso uno sgambetto a Pasquale D’Orsi, prossimo a diplomarsi, e a Pasquale Valentino, che lavorava saltuariamente e alle spalle aveva piccoli precedenti. Erano una coppia inseparabile all’interno di una nutrita comitiva di giovani di Monteforte, che si divertivano ancora a giocare a pallavolo davanti al Municipio o sulle giostrine del parco. Ragazzi scanzonati e molto affiatati tra loro, nonostante avessero progetti di vita diversi.

 (Barbara Ciarcia – Fonte & Aggiornamenti: http://www.leggo.it/index.php?p=articolo&id=281320 – via NAPOLI, MORTI A VENT’ANNI NELL’INCIDENTE: “GIOCAVANO IN PIAZZA, COME I BIMBI”)

di TeleradioNews

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