Torino. Primo Maggio, scontri in piazza; Letta: Lavoro, nodo da risolvere

Un Primo Maggio a distanza di pochi giorni dall’annuncio dell’Istat sull’aumento della disoccupazione tra gli under 25 pari al 38,4%. È in questo clima che si svolgono i festeggiamenti per la giornata dei lavoratori, con i sindacati riuniti a Perugia, il concerto dal palco di San Giovanni e cortei di protesta in tutta Italia.

Da Portella della Ginestra la presidente della Camera, Laura Boldrini lancia un appello: “L’emergenza lavoro” fa sì che “la vittima diventi carnefice, come purtroppo é successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi”, e auspica dal governo “risposte tempestive all’emergenza delle emergenze”.

LETTA: “RISOLVIAMO IL NODO LAVORO O FALLIAMO” “Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo”. Lo ha detto Enrico Letta, nel giorno dedicato ai lavoratori, lasciando Berlino, dove ieri ha incontrato Angela Merkel, per volare a Parigi. “Oggi è il 1 maggio e io ho trovato di buon auspicio e molto importante il fatto che i sindacati abbiano ricominciato a lavorare insieme”. Lo ha detto Enrico Letta a Berlino, prima di partire per Parigi. “In questo momento è già un forte incoraggiamento – ha continuato – anche per il lavoro che il governo deve fare sul tema” dell’occupazione. “Oggi sono con il cuore con i sindacati a Perugia”, ha continuato Letta. Che il messaggio di collaborazione arrivi in questa città, dopo il “sacrificio delle due dipendenti della regione Umbria, è un segnale forte”, ha concluso.

I SINDACATI: “PRIORITÀ  LAVORO” Cgil, Cisl e Uil in piazza, a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio, con lo slogan ‘Priorità lavorò. Parola a cui restituire centralità e che i segretari generali scandiscono, uno dopo l’altro, dal palco della città, scelta come simbolo del «dramma del lavoro» vissuto due mesi fa, quando due lavoratrici della Regione sono state uccise da un imprenditore, che poi si è suicidato. «Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire», ammonisce il numero uno della Cgil, Susanna Camusso. «O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà» e affonderà «se non cambiamo la politica economica», sostiene il leader della Uil, Luigi Angeletti. Un messaggio al nuovo governo, a cui si rivolge anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: «Il governo deve avere il coraggio di cooperare con i poteri locali e le parti sociali. L’Italia si salva se tutti la salviamo». Quindi: «Basta a litigi e furbizie». Intanto il neoministro del Lavoro, Enrico Giovannini apre alla modifica della riforma Fornero: «è stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per una economia in recessione» dice da Roma in occasione del Primo Maggio, «bisogna capire cosa modificare». Dal governo Letta «abbiamo ascoltato» la necessità di ripartire dal lavoro, riconosce Camusso, ma «i titoli non bastano, non bastano annunci e promesse. Ci sono stati sei anni di promesse e di provvedimenti opposti». Ora bisogna «fare i provvedimenti» giusti, aggiunge Camusso, che sottolinea anche la ritrovata unità sindacale («Non più divisioni»). Ma anche abbassando le tasse sul lavoro: «Devono essere ridotte notevolmente», chiede Bonanni sempre rivolgendosi al governo. «Le famiglie non ce la fanno più». E bisogna rendere l’evasione fiscale «un reato penale. Sul lavoro sono intervenute anche le massime cariche dello stato. Il presidente del Senato auspica che il Governo dia in fretta risposte concrete mentre la presidente della Camera, Laura Boldrini, afferma che »l’emergenza lavoro« fa sì che »la vittima diventi carnefice«. Il Premier Enrico Letta riconosce che »il lavoro è il cuore di tutto« e quindi o si risolve il problema o »falliremo«. Durante le varie manifestazioni in corso in tutta Italia non è mancata qualche contestazione: a Torino con un lancio di uova cariche di vernice nera contro il corteo Pd e a Bologna contro la decisione di tenere insieme una tavola rotonda dei sindacati con i rappresentanti degli imprenditori da parte di alcuni giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali.

TORINO, UOVA CONTRO IL CORTEO PD Un lancio di uova cariche di vernice nera è stato attuato da un gruppo di persone finora non identificate contro lo spezzone del Pd al corteo del 1° maggio a Torino. Il lancio si è verificato nella parte terminale del lungo serpentone che si è snodato in via Po, lontano dunque dalla zona in cui si trovano il sindaco Piero Fassino e altri esponenti politici. Le uova hanno colpito personale delle forze dell’ordine. «Fuori il Pd dal corteo», «inciucio» e «no alla casta» sono alcuni degli slogan scanditi da un gruppo di giovani dei centri sociali al corteo del primo maggio a Torino. Gli antagonisti protestano per la presenza, all’interno del corteo, di alcuni rappresentanti locali del Pd.

STRISCIONE PER PREITI Un gruppo di manifestanti, gli autonomi, ha portato in corteo uno striscione con una foto di Luigi Preiti, l’uomo che ha sparato sette colpi fuori Palazzo Chigi. Sulla scritta “Il primo maggio è per voi” campeggiano non solo la foto di Preiti ma anche quella della coppia di Macerata suicida per debiti.

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.leggo.it/articolo.php?id=225665&sez=NEWS – viaPRIMO MAGGIO, SCONTRI A TORINO -FOTO. LETTA: RISOLVIAMO IL NODO LAVORO | LEGGO – NEWS POLITICA)

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