Digressione

Così il premier Letta nel discorso della presentazione alla Camera del suo programma di governo. Il primo atto del governo: eliminare gli stipendi dei ministri parlamentari. Obiettivo ridurre tasse sul lavoro, soprattutto per i neoassunti.

Enrico Letta presenta il proprio programma di governo alla Camera dei Deputati dove alle 20 ci sarà il voto di fiducia. Il presidente del Consiglio, che domani sarà a Berlino dalla cancelliera Merkel, parla subito della necessità di far crescere il nostro Paese, con i giovani, motore e risorsa importante della nostra economia, con le imprese cui necessariamente deve essere ridotto il costo del lavoro. “Ridurremo le tasse sul lavoro – dice infatti –  in particolare quello stabile e per i neo assunti”. E ancora: “Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro. Non bastano gli incentivi monetari”.

IMU, STOP A PAGAMENTO DA GIUGNO. Poi entra nel tecnico e arriva la notizia: da giugno stop al pagamento dell’Imu: “Va superato l’attuale sistema di tassazione della prima casa, da subito con lo stop dei pagamenti di giugno”. Poi parla di lavoro e ammortizzatori sociali: obiettivo, estenderli anche ai precari. Primo atto del governo? L’eliminazione degli stipendi dei ministri già parlamentari.

IL RICORDO DEI CARABINIERI FERITI. Il premier Letta ricorda poi in Aula i due carabionieri feriti ieri durante la sparatoria davanti a Palazzo Chigi. “L’Italia ha bisogno di far ripartire l’economia – dice – perché il disagio rischia di trasformarsi in conflitto. Pensiamo a vulnerabilità e disagio che rischiano di trasformarsi in conflitto, come dimostra il fatto grave avvenuto ieri davanti a palazzo Chigi”.

18 MESI PER RIFORME O TRARRO’ MIE CONSEGUENZE. Il presidente del Consiglio lega poi la sorte dei suo governo al traguardo delle riforme istituzionali, che propone di affidare a una Convenzione. “Dal momento che questa volta l’unico sbocco possibile su questo tema è il successo dell’approdo delle riforme che il Paese aspetta da troppo tempo – ha detto nelle sue dichiarazioni programmatiche nell’aula di Montecitorio – fra diciotto mesi verificherò se il progetto sarà avviato verso un porto sicuro: se verificherò che ci sono possibilità di successo, il nostro lavoro potrà continuare”. “Se veti e incertezze dovessero impantanare tutto – ha detto con un chiaro accenno alla possibilità della fine dell’esperienza del Governo – non avrei esitazioni a trarne le conseguenze”. Letta dice poi che il sistema di finanziamento pubblico ai partiti va rivoluzionato, partendo dalla abolizione della legge in vigore.

LEGGE ELETTORALE, MEGLIO QUELLA DI PRIMA. Il Parlamento deve assumere l’impegno di riformare la legge elettorale e dovrà anche rivedere la forma di governo “con coraggio”, dice il premier. “Bisogna riformare la forma di governo” e bisogna farlo prendendo “in considerazione scelte coraggiose, rifiutando piccole misure cosmetiche”. Ovviamente, ha aggiunto, “la legge elettorale è naturalmente legata alla forma di governo, ma possiamo comunque indicare gli obiettivi fondamentali da raggiungere: dobbiamo assumere l’impegno che quella dello scorso febbraio sia stata l’ultima consultazione elettorale che svolta sulla base della legge elettorale vigente. Non solo per assicurare formazione di maggioranze ampie e coese, ma prima ancora per restituire legittimità al parlamento e ai singoli parlamentari”. Letta ha anche espresso una preferenza “personale” spiegando: “Sono certo che le forze politiche abbiano la capacità di individuare soluzioni. A livello personale penso che il riprisitino della legge elettorale precedente sarebbe certamente meglio della situazione attuale”.

ABOLIZIONE PROVINCE. Tra gli obiettivi del governo c’è il superamento del bicameralismo, l’istituzione di un Senato delle Regioni e l’abolizione delle Province: “Bisogna superare bicameralismo paritario – dice Letta – affidando a una sola camera il compito di dare la fiducia. Dobbiamo istituire una seconda Camera, il Senato delle Regioni e delle autonomie, anche su una base di una chiara ripartizione delle competenze”. Inoltre, è necessario “abolire definitivamente le province”. “Questo – ha aggiunto – non significa perseguire politica di tagli indifferenziati, dobbiamo valorizzare Comuni e Regioni per rafforzare le loro responsabilità. Bisogna poi chiudere la partita del federalismo fiscale, rivedendo il rapporto tra centro e periferie, valorizzando le autonomie speciali”.

LOTTA ALL’EVASIONE. Il riferimento inevitabile va poi all’indebitamento del Paese e sul fisco: “La riduzione fiscale senza indebitamento sara’ obiettivo continuo e a tutto campo”. E proprio in materia di fisco Letta non risparmia parole a favore della lotta all’evasione: “Basta sacrifici per i soliti noti: questo significa ferrea lotta all’evasione, ma senza che la parola Equitalia faccia venire i brividi alla gente”. Una parola  anche per l’expo Milano 2015: “l’Italia e il made in Italy – dice – sono le miglior carte per valorizzare il nostro paese. percio’ tra i primi atti nomineremo un commissario unico per l’expo, una grande occasione che non dobbiamo mancare”.

MARO’, LAVORO PER LORO RIENTRO. E sulla vicenda dei due fucilieri della Marina in India perchè accusati di avere ucciso due pescatori indiani, Letta dice: “Lavoreremo per trovare una soluzione dignitosa e rapida alla vicenda dei maro’ trattenuti in India per favorire un loro rientro in Italia”.

REAZIONI. Immediata la reazione alle parole di Letta da parte del segretario dimissionario del Pd Pier Luigi Bersani: Enrico Letta ha dato l'”impostazione giusta” al nuovo governo, “stiamo sulle politiche al servizio del Paese”. Dunque, ora “basta chiacchiere, cerchiamo tutti di dare una mano sul serio al governo, ci sono le condizioni per farlo”. Pier Luigi Bersani ha commentato così il discorso con il quale il presidente del Consiglio si è presentato alla Camera per chiedere la fiducia al suo esecutivo. “Una fiducia – ha sottolineato il segretario dimissionario del Pd – che non è solo formale, si ha intenzione di aiutare il governo a camminare di fronte ai problemi enormi che ha il Paese”. La squadra messa in campo da Letta, ha aggiunto Bersani, è quella “adatta”: “Una compagine che ha la freschezza, la competenza e la forza per crederci”. 

ALFANO: MUSICA PER LE NOSTRE ORECCHIE. “Nel discorso di Letta abbiamo sentito musica per le nostre orecchie e la grande notizia è che non si paga la rata di giugno dell’Imu”. E poi ancora: “Governo a casa tra 18 mesi se non si fanno riforme? “Ne riparliamo tra 18 mesi”.

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-2692b841-411f-440f-bc52-1134955473b6.html?refresh_ce – 

via Letta: a giugno stop a pagamento Imu. Poi: abolire finanziamento pubblico ai partiti)

Fa sul serio Letta: subito stop all’Imu, poi abolire finanziamento partiti; dulcis in fundo addio province!

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di TeleradioNews

Un commento su “Fa sul serio Letta: subito stop all’Imu, poi abolire finanziamento partiti; dulcis in fundo addio province!

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