Napolitano giura e si commuove, M5S in piedi, ma niente applausi!

Napolitano-15x8-giuraE’ il giorno di Giorgio Napolitano che alle 17 giura per il secondo settennato e quindi rivolge il discorso alle Camere. Il presidente della Repubblica si è dimesso in vista del giuramento.

M5S: NIENTE APPLAUSI. Tutti in piedi in Aula, ma senza applaudire Giorgio Napolitano. I parlamentari del M5S hanno deciso di tenere una linea di ‘contegno istituzionalè per il giuramento del capo dello Stato. Ma di segnare il loro disappunto per la rielezione di Napolitano, serrando le braccia al momento dell’applauso dell’Aula. La linea è stata decisa in una riunione in cui si era affacciata anche l’ipotesi, sostenuta da alcuni, di compiere gesti più eclatanti di dissenso

NAPOLITANO BIS Il presidente Napolitano giurerà oggi, ma il nuovo esecutivo potrebbe nascere già entro la settimana. Troppo a lungo è durato lo stallo istituzionale. Le consultazioni partiranno domani. Probabilmente non sarà un governo strettamente tecnico, ma composto da esperti di area. Vi troveranno spazio molti dei saggi a cui lo stesso Napolitano aveva affidato il compito di stilare la lista delle misure più urgenti. Un governo che, nelle intenzioni del presidente, dovrà vivere almeno due anni. Il tempo necessario a portare a termine le riforme – economiche e istituzionali – più importanti per il paese.

In pole per Palazzo Chigi rimane Giuliano Amato, preferito anche per la sua caratura economica e internazionale. Perde quota l’ipotesi di affidare l’incarico a Enrico Letta, che rischia di spaccare ancora una volta il Pd. Se poi anche il nome di Amato dovesse subire troppi niet (la Lega ha già detto che non lo vuole), la soluzione potrebbe essere Pietro Grasso, che lascerebbe la presidenza del Senato ad un esponente del Pdl. Con Amato premier, le poltrone di vice andrebbero a Enrico Letta e Angelino Alfano, anche se il nome del segretario resta in forse. Il Pd preme perché Alfano rimanga fuori dall’esecutivo (che comunque avrà ministri di area centrodestra). Gianni Letta dovrebbe tornare sottosegretario alla presidenza del Consiglio, mentre per l’Economia si parla di Monti o Saccomani e di D’Alema agli Esteri.

Nell’esecutivo potrebbe entrare Chiamparino e al Viminale restare la Cancellieri. C’è poi il nodo Giustizia. Si fa il nome di Violante, ma si ipotizza anche un reincarico per la Severino. Probabile la nascita di una “Convenzione per le riforme” la cui guida verrebbe assegnata al centrodestra. L’organismo avrebbe il compito di mettere a punto le riforme costituzionali, dal taglio dei parlamentari alla trasformazione del Senato in Camera delle regioni, includendo la riduzione dei rimborsi elettorali e una nuova legge elettorale. Grillo intanto continua a scagliarsi contro la rielezione di Napolitano, anche se usa parole più morbide: «E’ stato un golpettino furbetto». La manifestazione in piazza Santi Apostoli però non decolla. Grillo, assediato dalle telecamere, non riesce nemmeno ad entrare nella piccola piazza e «per motivi di sicurezza» rinuncia al comizio. I suoi si consolano con un corteo fino al Colosseo.

D’ALEMA: “NON HO AFFOSSATO PRODI”. «Nessuna mia regia su affossamento, denuncerò calunniatori». Nessuna regia dalemiana dietro l’affossamento di Romano Prodi nelle elezioni per il Colle, semmai quella «di chi lo ha candidato in modo francamente assurdo». Lo dice Massimo D’Alema in un’intervista rilasciata a Piazzapulita il programma in onda questa sera alle 21.10 su La7. Qualcuno dice che dietro per esempio l’operazione Prodi, il naufragio, ci sia comunque la sua regia, domanda il giornalista di Piazzapulita: «Ma è una vergogna, una vergogna autentica – risponde Massimo D’Alema – chi dice questo è un calunniatore, io lo denuncerò».

«Quale regia, di che cosa? Non ho potuto impedire che quindici persone mi votassero. Dietro la sconfitta di Prodi c’è la regia di chi lo ha candidato in un modo francamente assurdo, perchè non si può tirare fuori in questo modo la candidatura di Prodi senza una preparazione, senza un’alleanza. Si cercano capri espiatori, per errori politici che sono stati compiuti, in persone che non c’entrano nulla. Io, come vede, vado a spasso con il cane, non organizzo complotti, non faccio parte di nessun organismo», aggiunge l’ex segretario.

GRILLO CRITICO. Grillo fa il funerale alla Repubblica, scrivendo sul suo blog un post intitolato ‘Blue Sunday’ con riferimento alla rielezione di Giorgio Napolitano e un appunto che non passa inosservato: «La Repubblica, quella che si dice democratica e fondata sul lavoro, ieri è morta» e «ti viene lo sconforto». «Pensi al sorriso raggiante di Berlusconi in Parlamento, risplendente come il sole di mezzogiorno, dopo la nomina di Napolitano, e ti domandi come è possibile tutto questo, pensi ai processi di Berlusconi, a Mps, alle telefonate di Mancino, ai saggi e alle loro indicazioni per proteggere la casta. Sai che alcuni di loro diventeranno ministri. Ti viene lo sconforto. Tutto – afferma Grillo – era stato predisposto con cura. Un governissimo, le sue ‘agendè Monti e Napolitano, persino il nome del primo ministro, Enrico Letta o Giuliano Amato, e un presidente Lord protettore».

I SONDAGGI Oltre la metà degli italiani (55%) ha fiducia nel presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre, subito dopo la rielezione del Presidente della Repubblica. Il Napolitano ‘bis’ infonde fiducia soprattutto agli elettori di centrosinistra (80%) e al 58 percento di centrodestra. Meno di un elettore su 3 (28%) del Movimento 5 Stelle, invece, ha fiducia nel Capo dello Stato. – FIDUCIA IN GIORGIO NAPOLITANO 55%. – Elettori centrosinistra 80%. – Elettori centrodestra 58%. – Elettori M5S 28%.Il sondaggio è stato realizzato dalla SWG Spa-Trieste per Agorà-RAI 3 il 21 aprile 2013 tramite sondaggio online CAWI e telefonico CATI su un campione casuale probabilistico stratificato e di tipo panel ruotato di 1000 soggetti maggiorenni (su 2700 contatti complessivi). Il campione intervistato online è estratto dal panel proprietario SWG. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall’ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza. Margine d’errore massimo: +/- 3,1%.

RENZI: «RIFORMARE IL PD»  «La mia ambizione è cambiare l’Italia e cambiare un partito che riflette sul suo ombelico». Lo dice Matteo Renzi, in una intervista a ‘Repubblica’. «Io ci sono, in questo partito ci resterò con Fassina e con Orfini», «rifondiamolo con un riformsmo che scalda i cuori, con un’anima», spiega il sindaco di Firenze sottolineando che in questo periodo «il Pd ha avuto una strategia perdente in quasi tutto». Per Renzi, «Vendola è fuori, lui apra il cantiere a sinistra, gli ho mandato un sms, gli ho detto: teniamoci in contatto». Il rottamatore parla anche del governo: «Mettiamoci la faccia anche non un nostro premier», «non mi interessa questa discussione sulle larghe intese o su Berlusconi, pensiamo a quello che si deve fare». Per Renzi il primo punto deve essere il lavoro: il governo deve duare «il meno possibile. Diamcoi un tempo, sei mesi o un anno», ma «mettiamoci la faccia e diciamo noi quello che va fatto, poi può presiederlo anche uno d’area di centrosinistra, un tecnico o un politico. Certo deve appartenere al nostro mondo, deve essere una persona stimata e godere di consenso».

BENE LA BORSA  Si muovono in rialzo le principali borse europee, con Milano (+2%) in testa dopo la soluzione del nodo sul Quirinale nel fine-settimana. Seguono Madrid (+1,31%), Francoforte (+0,7%), Londra (+0,67%) e Parigi (+0,5%). Nel pomeriggio è atteso il dato sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona e, da Oltreoceano, sull’attività economica Usa misurata dalla Fed di Chicago, entrambi previsti in calo. Positivi i futures su Wall Street. Stabile lo spread Btp/Bund a 283 punti. In rialzo le quotazioni dell’oro, che favoriscono gli estrattivo minerari Randgold Resources (+4,1%) e Aurubis (+2,59%). Bene le banche con National Bank of Greece (+15,17%), Ubi Banca (+5,43%), dopo l’assemblea che ha rinnovato gli organi, Unicredit (+4,24%), Pohjola (+4,03%) e Banco Popolare (+4,18%). Sugli scudi in Piazza Affari anche Generali (+4,99%) ed Exor (+2,91%), seguita a distanza da Fiat (+1,87%), mentre cede Fiat Industrial (-1,67%).

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.leggo.it/articolo.php?id=224447&sez=NEWS – via NAPOLITANO GIURA A MONTECITORIO -DIRETTA M5S: IN PIEDI, MA NIENTE APPLAUSI -FOTO | LEGGO – NEWS POLITICA)

di TeleradioNews

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